lunedì 31 ottobre 2011 | By: Bianca Rita Cataldi

Monday Morning


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Forse dovrei smetterla di evitare l'università. O forse no. Lunedì mattina. Un appuntamento con Roberta alle 14.15 (perchè noi amiamo gli orari "lofamostrano", sia chiaro) e il vestito di Halloween già pronto sulla sedia, per stasera, per la festa a Trani. Si tratta di un costume fai-da-te, è ovvio. mi vestirò da suora, comunque. e lui da prete. giusto per restare in tema.

Beltà scarlatta in questo nostro mondo di pesci morti alla deriva
di cose tutte ricolme di dei
pressati e sanguinanti.

(Samuel Beckett, Serena I)





domenica 30 ottobre 2011 | By: Bianca Rita Cataldi

Servono parole.

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“La verità è che non sai scrivere.”
“Ho scritto un romanzo, ed è stato pubblicato.”
“Da una casa editrice a pagamento.”
“Ma io non ho pagato.”
“Evidentemente hanno avuto pietà di te.”
“E’ solo che a volte mi blocco.”
“Ti blocchi?”
“Non riesco a scrivere.”
“Succede anche ai migliori. Ma tu non sei migliore.”
“Grazie.”
“Prego.”
“So scrivere, cazzo. Mi sono laureato in Lettere perché è questo che voglio fare: scrivere.”
“Scrivere cosa, esattamente?”
“Romanzi racconti poesie...”
“Parabole, magari.”
“Eh?”
“Oppure barzellette. Hai provato con le barzellette?”
“Ma mi prendi in giro?”
“Da più o meno vent’anni.”
“Fanculo.”
“In quale culo?”
“Tu non hai mai scritto. Non sai come ci si sente.”
“Scrivo tutti i giorni, io. Le liste della spesa. Mica come te, che non scrivi un cazzo.”
“Io ho delle storie, in mente. Grandi storie.”
“Ce le hai solo in mente, tanto.”
“Sì lo so.”
“Non ne hai mai scritta neanche una.”
“Una sì: quella che ho pubblicato.”
“Com’è che si chiamava?”
Le parole della montagna.
“Che titolo di merda.”
“L’ho scelto perché mi ricordava La montagna incantata di Thomas Mann.”
“Praticamente uguali.”
“Io e Thomas Mann?”
“Ti piacerebbe. Parlavo dei titoli.”
“Dici che si somigliano?”
“No. Era ironico.”
“Ah.”
“Uhm.”
“...”
"..."
“E’ che servono parole.”
“Chiedi a Babbo Natale.”
“Le parole?”
“Un Devoto-Oli.”
“Non prendermi per il culo. E’ che non c’è più niente da dire.”
“Sul serio?”
“E’ stato già detto tutto. E’ stato già sperimentato tutto.”
“Pynchon.”
“Beckett.”
“Pinter.”
“Servono parole nuove.”
“Le parole stanno diminuendo.”
“Servono storie nuove.”
“Non ci sono abbastanza parole per raccontarle.”
“Che cazzo ci resta?”
“Il silenzio, no?”
“E’ stato usato anche quello.”
“Mh.”
“Già.”
“Ehi.”
“Dimmi.”
“Che ne dici di fare l’ingegnere?”
“Io sono uno scrittore.”
“Gli scrittori non servono a niente.”
“Ma lo sai che sono disperato?”
“Tutti gli scrittori sono disperati.”
“Non quelli che pubblicano con le grandi case editrici. E soprattutto, non l’autrice di Harry Potter.”
“E allora scrivi Harry Potter.”
“E’ stato già scritto.”
“Scrivi un prequel.”
“Eh?”
“Oppure scrivi Twilight dal punto di vista di un altro personaggio. Si chiama rielaborazione letteraria.”
“Ehi ho avuto un’idea!”
“Cioè?”
“Scriverò Twilight dal punto di vista di Harry Potter.”
“...”
“Beh? Cosa pensi?”
“Penso che dovresti fare l’ingegnere.”