martedì 28 agosto 2012 | By: Bianca Rita Cataldi

I trent'anni di Isolde.

"Devo confessarti che un po' mi spaventano i trent'anni."
"Ma tu ne hai solo ventiquattro."
"I trent'anni non sono un'età, Golvan. I trent'anni sono uno stato mentale, una cosa che ti capita quando smetti di stupirti e chiudi la meraviglia a doppia mandata dentro la tua mente. I trent'anni sono il lato noioso dell'innamorarsi, il volto oscuro della medaglia, la "croce" quando hai detto "testa" e la "testa" quando hai detto "croce". Si può arrivare a novant'anni senza averne mai avuti trenta, ma quando arrivi a trenta...beh, allora è finita davvero."

(da Isolde non c'è più)
lunedì 20 agosto 2012 | By: Bianca Rita Cataldi

19.08.11 - 19.08.12

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Let age and sickness silent rob
the vineyards in the night;
but those who burn with vigorous youth
pluck fruits before the light.
domenica 12 agosto 2012 | By: Bianca Rita Cataldi

Try a little tenderness.

Oggi è l'anniversario dei miei, 20 anni di me + uno. Ho preparato per loro un collage a dir poco schifoso che non ho alcuna intenzione di mostrarvi: è melenso e privo della minima ombra di senso artistico. Che ci volete fare, andavo di fretta, mea culpa. Il solo fatto di aver dipinto un cuore con gli acrilici e di averci incollato sopra della roba mi attorciglia lo stomaco, ma pazienza. Per questa domenica, beccatevi Try a little tenderness. Duckie is here to stay.

venerdì 10 agosto 2012 | By: Bianca Rita Cataldi

L'università secondo James e me.

"E' che non voglio andare all'università."
"Ma perché?"
"Perché penso che sia una perdita di tempo."
"Una perdita di tempo! L'università?"
"Sì." - ho detto - "Almeno per me. Sono sicuro di poter imparare tutto quello che voglio leggendo i libri che mi interessano. Non vedo perché devo passare quattro anni - quattro anni molto costosi - a imparare un mucchio di cose di cui non mi importa niente e che quindi dimenticherò presto, solo per conformarmi a una norma sociale."

(Peter Cameron, Un giorno questo dolore ti sarà utile)

a Butterfly gift.

tornare a casa e trovare un pacco da scartare :) grazie, Butterfly.

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(potete sfogliare il catalogo dei libri qui)
martedì 7 agosto 2012 | By: Bianca Rita Cataldi

Revolver.

Poi una notte l'ho fatto. Pensarmi. Dire ora basta. Coraggio. 
Io devo andarmene. Fare fagotto. Nella tormenta.
Vattene adesso. Prova a risorgere. Dai che puoi farcela.
Sei così immensa.

(Revolver, Isabella Santacroce)

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La playlist del lunedì: Moment Bends.

Frank and Dwayne.

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Dwayne: "A volte vorrei dormire e svegliarmi solo a 18 anni. Evitarmi tutta questa merda, il liceo e tutto il resto".

Frank: "Conosci Marcel Proust?".

Dwayne: "Il tizio che insegni tu?".

Frank: "Sì. Scrittore francese. Perdente assoluto. Mai fatto un lavoro vero. Amori non corrisposti. Gay. Passa 20 anni a scrivere un libro che quasi nessuno legge. Ma è forse il più grande scrittore dopo Shakespeare. Comunque, arrivato alla fine della sua vita, si guarda indietro e conclude che tutti gli anni in cui ha sofferto, erano gli anni migliori della sua vita, perché lo hanno reso ciò che era. Gli anni in cui è stato felice, tutti sprecati. Non gli hanno insegnato niente. Perciò, se vuoi dormire fino a 18 anni, ah!, pensa alle sofferenze che ti perdi. Il liceo, dici. Quegli anni sono il fior fiore delle sofferenze. Non ci sono sofferenze migliori".

(Little Miss Sunshine, J. Dayton e V. Faris, 2006)
lunedì 6 agosto 2012 | By: Bianca Rita Cataldi

Serenissimi.

Ho sentito mia madre parlare al telefono con mia sorella. Le diceva che la felicità non esiste, che si può essere sereni, al massimo, ma non felici. Erano le stesse, identiche parole che pensavo prima di te. Serena, ma non felice. Tranquilla. Tutto a posto, niente in ordine, tutto liscio come l’olio. Ma sono stronzate. Si può essere felici. E forse non lo sarò per sempre, d’accordo, ma lo sono adesso. Con te. Non mi ero sbagliata sul tuo conto, quando ero seduta dietro di te ad armonia e non mi appartenevi per niente e guardavo le vene gonfiarti i polsi e pensavo Tu sei uno che vive come un gioco, sei una persona nata libera e rimasta bambina, e io mi sto innamorando di te per questo. Mi sono innamorata di te per questo. Per le domande sceme che facevi al professore di armonia e qualcuno rideva e ridevo pure io senza capire i tuoi perché. Per il tuo orrendo maglione a righe viola e grigie e per le foto dei tuoi gatti su Facebook. Io ti amo e sono felice e la felicità è una cosa semplice, una cosa che ti capita e basta e non devi stare a pensarci troppo su. Mamma dice che si può essere sereni, ma non felici. Io sono felice e forse non serena, perché tu sei un uragano, perché metti il disordine dentro le cose, ma chi se ne frega della serenità? Sai quant’è noiosa, la serenità? Svegliarti la mattina ed essere sicura che l’altro sarà ancora lì, che ti vorrà bene per sempre come un padre, che avrà il tepore di uno scaldaletto e non la fiamma dell’amante, che ti guarderà ciondolare in ciabatte da qui o da lì con i bigodini in testa e farà pipì con te. Io non la voglio, la serenità. Mi piace svegliarmi con Hanna Montana e le pastarelle nel latte e chiedermi se mi vorrai ancora, e il dubbio, e la paura di chi ti guarda negli occhi troppo a lungo, la gelosia e il tormento quotidiani, le domande, l’angoscia. Non voglio sapere quanto mi ami, dimmelo raramente perché non lo voglio sapere. Non voglio essere assolutamente certa della tua presenza al mio fianco quanto lo sarei di una madre o di un fratello. Voglio viverti sul filo del rasoio fino a quando non cadrai, o non cadrò io, o non cadremo entrambi, insieme, con lo stesso ritmo, spaccando il secondo. Perché la felicità sei tu che mi scivoli dalle dita, tu che ci sei e poi scompari, il tuo riflesso dentro le pozzanghere che il sole asciugherà domani o che rimarranno lì, se verrà la pioggia, ancora.
domenica 5 agosto 2012 | By: Bianca Rita Cataldi

Mavis.

cantando come quella povera sfigata di Mavis in Young Adult. che è un bel film, tra l'altro, nonché l'unico motivo per il quale non sputerei Charlize in un occhio.


venerdì 3 agosto 2012 | By: Bianca Rita Cataldi

Anteprima: L'insegnante di storia.

cover

Eileen Maloney

L'insegnante di storia

Trilogia di Riverside, vol. 1


prossimamente disponibile in ebook nell'Amazon Kindle Store a un prezzo imbattibile

TRAMA:

Riverside, Regno Unito. Le quattro e mezzo di un pomeriggio qualunque. Una scuola abbandonata e cadente alla fine di Silverbell Street. Come la venticinquenne Amabel scoprirà presto, non si tratta di un edificio qualunque: al suo interno, i banchi sono ancora al loro posto e si respira, nell’aria, polvere di gesso. Tutti gli orologi, da quello al di sopra del portone d’ingresso sino al pendolo del salone, sono fermi alle nove e diciannove di chissà quale giorno di chissà quale anno. Cosa è accaduto nella vecchia scuola? Quale evento è stato così sconvolgente da fermare il tempo all’interno di quelle mura? E soprattutto, chi è quel ragazzo in divisa scolastica che si presenta agli occhi di Amabel affermando di frequentare la scuola, benché quest’ultima non sia più in funzione da anni? Tra passato e presente, Eileen Maloney ci guida in un mondo in cui gli eventi possono modificare lo scorrere del tempo, dimostrandoci che ognuno di noi ha un proprio universo parallelo col quale, un giorno o l’altro, dovrà scendere a patti.


UN ESTRATTO:


E in quel momento, Damian vide una figura conosciuta saltare di scatto in piedi, nelle prime file. E vide il riflesso verde del suo vestito, e i capelli che le sbattevano sulle spalle in ritmo sconvolto mentre lei scavalcava i piedi dei suoi vicini e correva verso il bagno. Damian vide tutto questo, e la vide in viso, da quella distanza. Quel viso stravolto, e quegli occhi che sembravano aver visto il diavolo o qualcosa di tremendamente simile. Amabel correva verso il bagno e stava male e la gente si voltava al suo passaggio e il sipario ormai era chiuso e Rachel la seguiva, intanto, tra le file rosse delle poltrone, la seguiva. Si riaccesero le luci, ma Amabel era sparita e Damian non poteva sapere cosa le fosse successo perché lui non poteva seguirla in bagno. Era semplicemente un suo alunno, e non spettava a lui il compito di soccorrerla. Le luci si erano riaccese da un pezzo, nell’auditorium. Damian era in piedi, e Megan gli stringeva i fianchi con un braccio, come fosse la sua ragazza. I suoi capelli profumavano di albicocca e sembravano più biondi, sotto tutte quelle luci. E c’era tanta gente con un vestito verde, ma era tutta gente che non era lei.  


L'AUTRICE

Eileen Maloney è un'autrice italo-irlandese di favole e racconti per ragazzi. Ha soltanto due sogni: aprire un'erboristeria e far conoscere le sue creazioni letterarie al grande pubblico. Questo è il suo primo romanzo.