venerdì 16 agosto 2013 | By: Bianca Rita Cataldi

di solito odio Facebook ma oggi no.



Nella vita di tutti i giorni, di solito, a meno che non mi alzo col piede sbagliato, odio Facebook. Lo odio nel senso che lo evito come la peste nera, non so se mi spiego. Vedo l'icona sul display del mio cellulare e il mio pollice fa lo slalom per non beccarla, ecco. Eppure oggi, dopo due settimane di assenza dovute a febbre/tonsillite/placche/robadelgenere ho deciso di fare una capatina su Facebook, così, tanto per capire se mi ha pensato qualcuno e...sì, qualcuno mi ha pensato. Questo qualcuno è Rossella Sicilia, una ragazza meravigliosa alla quale non potevo non dedicare un post nel mio blog. Oltre ad essere una delle poche lettrici realmente in grado di comprendere tutto ciò che un libro ha da comunicare, è anche una bravissima videomaker. Voglio condividere con voi due dei suoi video: il primo è il booktrailer del mio ultimo romanzo, "Waiting Room", mentre il secondo è un omaggio visivo e musicale al mio libro d'esordio, "Il fiume scorre in te". Non saprei dire quale dei due sia più emozionante. Lascio a voi la scelta, perché io li adoro entrambi e adoro questa ragazza straordinaria dal cuore grande.



martedì 13 agosto 2013 | By: Bianca Rita Cataldi

c'era una volta quand'ero scema



C'era una volta - quand'ero scema - una Bianca che scriveva recensioni coi guanti gialli. Li avevamo sia io che le recensioni, i guanti gialli. Questa Bianca qui si diceva "okay, questo libro è orrendo ma mi dispiacerebbe tantissimo offendere l'autore. Ecco, gli dirò ciò che penso ma lo farò con delicatezza". Va bene. Questo era tanto tempo fa. Mi addentravo in romanzi da brrrivido col mio lanternino cercando disperatamente UNA sola qualità con la quale nobilitare l'opera. Ero di una bontà da diabete ma è che, ecco, a un certo punto io, ecco, proprio non va. Come scrisse una volta Paolo Nori in un suo incipit, Io sono quello che non ce la faccio.

Sto leggendo un libro terrificante. Non vi riporto titolo e autore perché sono ancora una persona più o meno gentile (ma non per molto: mi sto incattivendo) e poi mi firmo col mio nome e non vorrei trovarmi uno scrittore pazzo sotto casa ma - santoddio - esiste ancora gente che scrive enunciati con cinque punti esclamativi? che confonde i tempi verbali e che fa affermazioni assurde del tipo "volevo dirle che aveva una bella gonna ma temevo potesse comprendere la mia sofferenza" (della serie: whatthefuck?). Cristo aiutami. Ora, sono un po' stanca. Di essere buona. Comprensiva. Non sai dove si mettono le virgole ma ti perdono. NO. Non mi interessa più di niente e di nessuno. Qualcuno vuole vendicarsi? Tranquilli, sono un'autrice anch'io: prendete pure i miei libri e massacrateli. Io, di sconti, non ne farò più.

(black mood: mode on)