venerdì 30 maggio 2014 | By: Bianca Rita Cataldi

Una di queste sere.




Riempio d'acqua una tazza, microonde, un minuto e mezzo. Aspetto il 'ding' a braccia incrociate, la schiena contro le piastrelle fredde della cucina. Quand'ero piccola, mia madre mi ripeteva sempre: «Non ti avvicinare troppo al fornetto o prenderai le radiazioni». Al diavolo. Occhi che seguono il movimento rotatorio della tazza nella luce interna del microonde e mi sembra di essere su una di quelle tazzine girevoli delle giostre, ci siete mai andati? Scarto la bustina di tisana zenzero e liquirizia, quella che mi ha regalato Valeria ieri, prima della lezione di giornalismo. Su Instagram trovate alcune delle foto che ho scattato negli ultimi giorni, tra le quali quelle all'interno del meraviglioso Bacio di Latte, un bar che hanno aperto in centro (e no, non mi pagano la pubblicità nemmeno tirandomi addosso un cookie al cioccolato). 

Le teierLampade

Il nostro tavolino <3

Una di queste sere scriverò un post su un argomento che mi sta a cuore: l'arte del trattarsi bene. Ci sono delle cose che non capisco, proprio no, e una di queste è il non godersi la vita. Ognuno di noi ha la sua buona dose di rotture di balle da affrontare, giorno dopo giorno, ma ciò non ci esenta dal dover colorare il tempo che abbiamo a disposizione. E' vero, dobbiamo andare all'università, ore e ore di lezione, poi a casa, poi a dar lezioni private, poi a casa a studiare, e poi i libri da recensire, e poi l'editing da portare avanti. Detto così sembra orribile eppure non lo è. Mi basta il caffè dal mio bar preferito ogni mattina dopo le lezioni, e Pino che mi fa «Ma sempre a leggere stai?» mentre il figlio canta In fondo al mar con la tazzina in bilico in una mano. Il sole 24 ore una volta a settimana, per il resto c'è internet. I blog di libri. Il mio blog. Camminare per le strade più deserte del paese per poter leggere indisturbata dal Kindle e non rischiare di finire sotto una macchina. Una canzone, la puntata di un telefilm, un momento di riflessione e di preghiera. C'è chi lo definisce "prendersi i propri spazi"; io lo definisco "non lasciarsi vivere". 

Lettura serale + camomilla&miele


Il microonde ha fatto 'ding'. Lascio la bustina in infusione con le dita che adesso sanno di zenzero e liquirizia. Domani sera presenterò Waiting room nella biblioteca comunale del mio paese. Che poi, su ibs mi hanno scritto dei commenti meravigliosi. Una ragazza ha detto «Questo è "il mio libro"». Non esiste niente di più bello. Qualcuno che ti dice: quello che tu hai scritto è mio, è dentro di me. Perché lo scrittore è semplicemente un tramite. Le storie ci sono, ci sono sempre state. Hanno solo bisogno di qualcuno che le accompagni. Buonanotte, sognatori.

Recensione di Uno schiaffo e una carezza di Ismaela Evangelista


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Edo e Nazario. Due fratelli, due bambini. Edo è il più grande, quello apparentemente più forte, sicuramente il più sano. Nazario è il fratello strambo, quello che ha un numero incredibile di tic, quello che si muove in modo strano, che scatta, parla in modo scorretto, mangia le parole, si fa male con gli oggetti appuntiti e i bicchieri di vetro. Si chiama sindrome di Tourette, il male che vive in Nazario e lo muove da dentro come fosse una marionetta. E per la loro madre, per quella donna costantemente in bilico tra il crollo nervoso e la comprensione, il figlio malato è uno schiaffo in pieno volto, l'affronto che la vita le ha scagliato contro e che lei è chiamata a combattere. Edo, invece, è la carezza, la dolce consolazione di un figlio sano che, in quanto tale, può dare soddisfazioni, studiare, impegnarsi per riuscire in tutto e rendere i suoi genitori orgogliosi di averlo messo al mondo. Che cosa significa, però, vivere la vita della "carezza"? La carezza non può sgarrare, non può colorare la sua vita fuori dai bordi, non può mentire né tradire, neppure per gioco. Il figlio sano, il figlio perfetto, ha l'obbligo di rimanere la consolazione, colui che non può concedersi nemmeno il privilegio di sbagliare. Che uomo diventa un bambino che non può commettere errori? Come si può crescere senza sbagliare mai?

Uno schiaffo e una carezza è bisturi, scrittura che incide sulla superficie della coscienza e va a fondo, narrativa che non demorde e che anche dopo l'ultima pagina mantiene la presa sul lettore. La vicenda di Edo e Nazario ha il sapore aspro delle storie vere, quelle che abbandonano le parole d'inchiostro per farsi carne agli occhi di chi legge. Sin dal primo capitolo, l'autrice si rivela essere maestra dell'emozione: la scena di Edo che, bagnato di sudore freddo, attraversa la navata della chiesa mentre tutti osservano Nazario e i suoi mille tic è una delle scene più intense e commoventi del romanzo. E' lì, in quella navata, nell'odore umido dell'incenso, che si consuma la tragedia dell'incomprensione, dell'atroce connubio di imbarazzo e vergogna. Vergogna della malattia, del dolore, come fossero crimini da espiare. La pena è il silenzioso giudizio di chi guarda e commenta dentro di sé, di chi non sa cosa voglia dire crescere in una famiglia in cui un figlio è uno schiaffo e l'altro è una carezza, e di quella carezza deve reggere il peso e le responsabilità. 
Edo è un personaggio adulto mascherato da bambino o, meglio, un adulto che non ha avuto la possibilità di essere bambino. Ismaela Evangelista, con una narrazione vibrante d'emozione, racconta il dolore di un'infanzia negata e, soprattutto, i comprensibili ma pur sempre errati comportamenti di un genitore che non riesce ad accettare la malattia del figlio. La madre dei due bambini, sicuramente in modo inconsapevole, è una delle principali ragioni dell'immenso dolore di Edo. E' lei a proibirgli di portare i suoi amici a casa, è lei a chiamarlo "carezza" in opposizione allo "schiaffo" di Nazario, è lei a costringerlo a camminare impettito lungo la navata di una chiesa tra rivoli di sudore e nausea. Questo libro non è semplicemente un romanzo: è una guida per genitori e figli, un consiglio lungo un centinaio di pagine, un accorato appello alla comprensione. E' una storia, questa, che dovrebbe essere letta nelle scuole, nelle famiglie, ovunque. Perché ci sono storie che non possono essere ignorate e che devono essere raccontate. Scritte. Ricordate.



giovedì 29 maggio 2014 | By: Bianca Rita Cataldi

Recensione di Acque - Torbidi segreti di Laura Clerici


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Greta è una ragazza come tante: canta nel coro parrocchiale, gestisce una libreria e ama il paese in cui vive. All'apparenza, nulla potrebbe turbare la sua quiete. Tuttavia, il suo passato nasconde inquietanti segreti dei quali lei conosce soltanto una piccola parte. Orfana di madre, Greta è cresciuta in Grecia con i nonni dopo essere stata a loro affidata dal padre, incapace di accudirla. Dell'infanzia, la ragazza ricorda il mare, l'aria salmastra e il profumo del sale sulla pelle. Adesso che è adulta e vive in Italia, in un appartamento poco distante dal lago, continua a esternare il suo amore per l'acqua recandosi a passeggio sulle sue rive. Ben presto, però, strani incubi iniziano a infestare le notti di Greta: ogni sogno la vede scontrarsi con una spaventosa creatura d'acqua desiderosa di soffocarla e trascinarla con sé nelle profondità del lago. Ogni giorno, la ragazza si sveglia terrorizzata e la paura, con l'avanzar del tempo, le scava nere occhiaie sotto gli occhi e rughe di preoccupazione sulla fronte. Chi l'ama e la frequenta non può che rendersi conto del cambiamento che sta avvenendo in lei. Come se non bastasse, un ulteriore accadimento arriva a disturbare la sua già precaria serenità: un giorno, per strada, Greta scorge un manifesto che pubblicizza la mostra di un artista greco. Al centro della locandina, campeggia uno splendido ritratto di donna nelle sfumature del blu e del verde. Nel momento in cui i suoi occhi incontrano quelli della ragazza ritratta, Greta sente il cuore mancare un battito: quella donna misteriosa, così ben dipinta da uno sconosciuto pittore greco, non può essere altri che lei stessa.

Questo romanzo è una scarica di adrenalina, una storia da divorare alla luce di una piccola lampada, quando è notte e tutti dormono tranne te. Ho letto Acque in due giorni e sempre di sera: le avventure di Greta sono riuscite a tenermi sveglia dopo ore e ore di studio e già questo la dice lunga sulla bravura di Laura Clerici. Ciò che più mi ha colpito, in questo libro, è sicuramente l'eclettismo: dall'arte alla storia, dalla musica alle splendide descrizioni dei luoghi in cui la vicenda si svolge, Greta accompagna il lettore dall'inizio alla fine del romanzo senza mai concedergli un attimo di tregua. La narrazione è veloce e varia: talvolta febbrile, talvolta inaspettatamente serena, sempre imprevedibile. Il talento della Clerici si annida non solo nell'intelligenza dello stile, ma anche e soprattutto nella maestria con la quale manovra la materia incandescente della suspense. Per tutta la durata della lettura mi sono chiesta: "Ma come è possibile? Come finirà? Qual è il segreto?". E il segreto è qualcosa di davvero geniale, ben congegnato, magistralmente spiegato nel finale del libro. E' davvero difficile credere che l'autrice in questione sia una scrittrice emergente, eppure è proprio così: Laura Clerici è una narratrice da scoprire per stile, fantasia e incredibile capacità descrittiva. Acque è un romanzo che provoca astinenza: lo si divora in poco tempo, ma non si può fare a meno di pensare a Greta e a Iason e alla Grecia per molti, molti giorni a venire.

mercoledì 28 maggio 2014 | By: Bianca Rita Cataldi

Recensione di Onyx di Jennifer L. Armentrout


Vol. II della serie Lux


Recensione di Shadows qui

Recensione di Obsidian qui


Eccoci giunti al secondo capitolo della serie Lux di Jennifer L. Armentrout dopo Obsidian e il prequel Shadows. Come già sapete, protagonisti indiscussi di questa saga sono gli alieni Luxen che, lungi dall'esser verdi, viscidi e con le antenne, sono bellissimi ragazzi dal volto perfetto e dal grande coraggio. Daemon è uno di questi e, malgrado le sue resistenze, non riesce a nascondere una forte attrazione per Katy, normalissima liceale e compagna di classe nelle ore di trigonometria. Reduci da una serie di tremendi pericoli e dall'ennesimo attacco degli Arum, nemici giurati dei Luxen, Katy e Daemon stanno ancora cercando di riprendersi dallo shock degli ultimi avvenimenti. Proprio quando tutto sembra stia per tornare a posto, nuovi sconvolgimenti turberanno la quiete dei nostri protagonisti. Dopo qualche giorno di febbre altissima, Katy scopre con sgomento di essere in grado di muovere gli oggetti col pensiero, proprio come fosse un Luxen. Immediatamente, il sospetto che Daemon l'abbia contagiata nel processo di guarigione seguito all'ultimo attacco degli Arum inizia a serpeggiare nella sua mente. Come se non bastasse, un bel ragazzo di nome Blake, appena trasferitosi dalla California, abbronzato e dagli occhi chiari, inizia a frequentare le stesse lezioni di biologia di Kat. Divenuti compagni di banco, i due iniziano a conoscersi e a piacersi, malgrado le occhiatacce di Daemon. Katy, infatti, è indiscutibilmente attratta dall'affascinante alieno, ma non può che desiderare anche la compagnia semplice e spontanea di un coetaneo umano. Dilaniata dalla dicotomia normalità/straordinarietà, la protagonista dovrà fare i conti con i suoi nuovi poteri e sentimenti, senza contare che gli Arum hanno intenzione di infestare i suoi incubi per molto tempo ancora...

Come sempre mi capita con la Armentrout, ho letto questo libro in un solo giorno. Ciò che davvero apprezzo di lei è la sua piena consapevolezza: l'autrice sa perfettamente che i suoi personaggi dovranno lottare in un mare di Young Adult tutti uguali per difendere la loro storia e, appunto per questo, carica la sua scrittura di una piacevolissima dose di autoironia che non può che farci sorridere e proseguire spediti nella lettura.
Katy è un personaggio straordinario: tenera, non troppo magra, capelli normali, occhi normali, tutto molto normale. Come può un personaggio normale essere straordinario? Katy lo è proprio grazie alla spontaneità e alla semplicità con le quali affronta la sua vita quotidiana, giorno dopo giorno. Non solo! Kat è anche una book blogger e questo aspetto l'ha resa immediatamente adorabile ai miei occhi. Ho riconosciuto me stessa nella caratterizzazione del suo personaggio: il desiderio di condividere con gli altri il proprio amore per i libri, le letture, le opinioni, le videorecensioni coi capelli spettinati e la gente che lascia commenti sul colore del tuo maglione. I pacchetti dei libri alla posta. La gioia indescrivibile di quando suonano alla porta ed è il corriere con tanti libri per te. La Armentrout è bravissima nel delineare il profilo della vita letteraria sul web e questo è uno dei punti forti della serie.
Rispetto a Obsidian, ho trovato questo libro più scorrevole e decisamente più divertente: i botta e risposta tra Katy e Daemon non hanno nulla da invidiare alle più spassose commedie americane. Ebbene sì, c'è molta America in questo libro: il party a casa di Dee e Daemon, i bicchieroni di plastica rossa del punch, i vialetti che introducono agli appartamenti, i boschi poco distanti dal centro abitato. L'effetto è quello di un film tridimensionale che si autoproietta tra le pagine: piuttosto che immaginare, il lettore vede con i suoi occhi le realtà descritte dalla magica penna dell'autrice.
Onyx è chiaramente un libro per adolescenti, ma è scritto così bene da poter incantare anche chi è avvezzo a ben altre letture. So riconoscere una buona serie YA quando l'incontro e questa è una di quelle. Consiglio la Armentrout non solo ai ragazzi più giovani, ma anche a chiunque voglia staccare per un po' di tempo dalle letture "impegnate" con una serie non troppo seria (passatemi il gioco di parole) ma sicuramente molto intelligente.

voto: ****/5



Novità Giunti Y maggio-giugno 2014

Sono già da tempo in libreria i nuovi classici proposti da Giunti. Voi quale sceglierete?


Dracula

Bram Stoker

€ 8,50

In libreria dal 14 maggio


TRAMA: 

La morte, il sangue, l'amore, nel più celebre romanzo gotico di tutti i tempi. Una delle figure più inquietanti, minacciose e sensuali della letteratura mondiale, ormai entrata nell'immaginario comune e fonte di ispirazione per film di grande successo come quello di Francis Ford Coppola.

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Link del libro su Giunti Editore: http://www.giunti.it/libri/narrativa/dracula/


L'innocente

Gabriele D'Annunzio

€ 7,00

In libreria dal 30 aprile

TRAMA:

Pubblicato nel 1892 e subito oggetto di accuse di immoralità, ''L'innocente'' narra la storia di Tullio Hermil, ricco proprietario terriero, colto e raffinato ma perennemente inquieto e dominato da un'irrefrenabile sensualità. Sposato con la dolce e remissiva Giuliana, Tullio non può fare a meno di esserle infedele, spingendo infine la moglie tra le braccia di un altro uomo. Un episodio che avrà conseguenze fatali sul loro destino…

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Link del libro su Giunti Editore: http://www.giunti.it/libri/narrativa/l-innocente/


Ultime lettere di Jacopo Ortis

Ugo Foscolo

€ 5,00

In libreria dal 14 maggio

TRAMA:

La passione impossibile per una donna promessa a un altro, la lotta contro l'oppressione straniera, la fine delle illusioni giovanili. Un protagonista indimenticabile, al tempo stesso ardente e impulsivo, sensibile e fragile. Un capolavoro che segna la nascita del nuovo eroe romantico.

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Link del libro su Giunti Editore: http://www.giunti.it/libri/narrativa/le-ultime-lettere-di-jacopo-ortis/

Altre novità che non vedo l'ora di leggere...


Le cose che non so di te

C. B. Kline

€ 12,00

In libreria dal 2 aprile


TRAMA 

Molly ha solo diciassette anni ma una spiccata predilezione per i guai. In affido presso due genitori disarmati, dopo aver rubato Jane Eyre dalla biblioteca della scuola, per punizione è costretta a recarsi ogni pomeriggio a casa dell’anziana signora Vivian per aiutarla nelle pulizie. L’ incontro tra le due non è certo dei più promettenti: Molly ha sempre il broncio, si esprime a monosillabi, è piena di piercing e ha due ciocche ossigenate ai lati del viso. Vivian però è una donna speciale a cui la vita ha tolto e regalato tanto: non si fa certo intimidire dall’aspetto di Molly. Giorno dopo giorno, le due scoprono di avere qualcosa di molto profondo che le unisce: anche Vivian infatti è rimasta sola da piccola e, come tanti altri bambini della sua epoca, venne messa sul “Treno degli orfani” per trovare una famiglia che si facesse carico di lei. E quando Molly capisce di poterla aiutare a dipanare il mistero che da tanti anni la perseguita, la scintilla dell’affetto più grande e sincero libererà entrambe. La storia di un’amicizia che incanta e commuove. Christina Baker Kline racconta il miracolo di un cuore grande e generoso.

 L'AUTRICE 

Christina Baker Kline è nata in Gran Bretagna ed è cresciuta tra l’Inghilterra e il Maine. È autrice di diversi romanzi. Ha insegnato scrittura creativa e letteratura a Yale e alla Drew University. Acclamato dal pubblico e dalla critica, “Le cose che non so di te” è rimasto per mesi ai primi posti delle classifiche americane.

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L'arte ingannevole del gufo

Ella West

€ 12,00

In libreria dal 14 maggio


TRAMA 

Tutte le sere, dopo il tramonto, Viola si addentra nel bosco dietro casa. La grave malattia di cui soffre le impedisce di esporsi anche al minimo raggio di sole. Così, quando i suoi compagni sono impegnati con la scuola, lei dorme o sta in casa a suonare, e quando loro vanno a dormire, lei passeggia libera tra gli alberi del suo bosco, in compagnia del buio e di tutti gli animali che lo popolano. Una sera, però, sul sentiero sterrato da cui non passa anima viva, scorge un’auto: un ragazzo tira fuori un corpo pesante dal bagagliaio e lo trascina sul sedile di guida, prima di dare fuoco alla macchina. Poi seppellisce qualcosa nel terreno vicino. Sei alberi dal ciglio della strada: per Viola è facilissimo ritrovare il punto in cui quel tizio ha scavato la buca… e dare inizio alla sua personale, pericolosa indagine. Che cosa ci fanno tanti soldi sepolti nel bosco? E quel ragazzo è forse un assassino? Tornerà a cercarla? Una voce incantevole e ingenua rapisce il lettore in una storia che lascia col fiato sospeso. Delicato, commovente, ammaliante, “L’arte ingannevole del gufo” è un romanzo destinato a conquistare un pubblico di tutte le età.

 L'AUTRICE 

Ella West è nata in Nuova Zelanda e ha scritto romanzi per ragazzi, ottenendo diversi premi. Vive in campagna e lavora part-time come giornalista.

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Mi ami e non lo sai

Tiziana Merani

€ 9,90

In libreria dal 18 giugno


TRAMA 

Avere vent’anni non è sempre il massimo della vita: a volte infatti ti costringe ad abbandonare un sacco di nobili occupazioni che fino a quel momento hanno segnato le tue giornate: giocare a pallone, fare a botte con gli amici, stuzzicare le ragazze, guardare il soffitto... E invece a vent’anni ti tocca pure cercare un lavoro retribuito. All’indomani del suo ventunesimo compleanno, Paolo continuerebbe volentieri a ciondolare in camera sua, se non fosse per le continue strigliate di sua madre a suon di fannullone e buono a nulla. Ma un giorno, la telefonata di un suo ex compagno di liceo segna la svolta: chi meglio di Paolo, che a scuola “beccava un casino”, può scrivere il Manuale del perfetto seduttore? Peccato che, nonostante tutta la teoria di cui dispone, Paolo nella pratica sia sempre stato una frana. Finché, come una visione, non compare Manuela, la ragazza carina conosciuta in treno, che Paolo sceglie subito come sua cavia. Ma come la mettiamo con il palestratissimo fidanzato di lei? E cosa fare quando quello che è cominciato come un gioco si avvicina tanto – troppo – alla verità? Un romanzo esplosivo, romantico, intelligente. Una storia che sedurrà i giovani lettori e non solo.

 L'AUTRICE 

Tiziana Merani vive a Sestri Levante. Ha collaborato con quotidiani e riviste, e ha pubblicato numerosi libri per ragazzi. Devo comprare un mastino, la sua prima commedia romantica uscita nel 2012, ha riscosso un grande successo, così come i sequel “Amori a progetto” e “Se son rose”.

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venerdì 23 maggio 2014 | By: Bianca Rita Cataldi

Anteprime Piemme - giugno 2014

Ecco a voi le anteprime Piemme Adulti per il mese di giugno 2014:


LA TRAMA:

8 giugno 1924. Sull’Himalaya, due uomini tentano la scalata della vetta più alta del mondo, l’ultima ancora da conquistare. A Cambridge, una donna comincia una giornata uguale a tante altre: il mercato, la cura dei figli e della casa, le visite degli amici. E l’attesa febbrile di una lettera del marito, di cui non ha notizie da troppo tempo. Quando è partito, George Mallory ha promesso alla moglie Ruth che non avrebbe mai smesso di scriverle. Le ha promesso che, arrivato in cima all’Everest, vi avrebbe posato una sua foto. E che, dopo, sarebbe tornato da lei, per non partire mai più. Per mesi Ruth si è aggrappata a quelle parole, che su fogli leggeri hanno attraversato oceani e continenti. Le ha cullate come uno scampolo di intimità, le ha custodite come un segreto, una parte di George soltanto sua. Quell’8 giugno, Ruth non sa ancora che il destino si è già compiuto, e che al termine di quelle ventiquattro ore ne riceverà infine notizia. Il nome di George Mallory sta per passare alla Storia, ma sarà lei a portare nel cuore ciò che appartiene solo a loro due. Ti scriverò dai confini del cielo è una grande storia d’amore tra un uomo e una montagna, la storia di una folle sfida dal prezzo troppo alto. Ma è anche il resoconto straordinariamente autentico e commovente di un altro amore: quello tra George e Ruth, spezzato da qualcosa di troppo grande per entrambi.

L'AUTRICE:

Nata in Belgio, è cresciuta alle Bermuda e a Kingston, in Ontario. Ora vive a Toronto. Già molto apprezzata come poetessa, ha ottenuto grande successo di pubblico e critica con il suo romanzo d’esordio, Ti scriverò dai confini del cielo, che ha impiegato sei anni a scrivere. Ha scoperto la storia di George Mallory ai tempi dell’università, quando lavorava in un negozio di articoli sportivi per pagarsi gli studi. Un giorno, sugli schermi che trasmettevano documentari di avventura, ha visto scorrere le immagini d’epoca girate durante la scalata del 1924, ed è stata una folgorazione.




LA TRAMA:

Elena è arrivata sulle Ande per il caffè. E per Fernando, colombiano con sangue indigeno nelle vene, presidente di una cooperativa di piccoli contadini produttori di caffè. Ma il caffè implica tante cose, come si accorgerà ben presto. Le sette notti – e gli otto giorni – vissuti a Taramá, sperduta cittadina della cordigliera, saranno però i più drammatici e i più intensi della sua vita. Sin dal primo giorno, Elena scopre infatti la realtà misteriosa che si nasconde dietro quella natura tropicale: i cafetales, dove crescono le preziose piantine, sono minacciati dall’avidità dei cercatori di petrolio. E lo stesso Fernando – al quale la lega una complicità che presto sboccia nella passione – è in pericolo. Per amor suo Elena si butta a capofitto in un’avventura che la porta a scoprire un’altra, più oscura dimensione, sommersa in quella realtà a lei sconosciuta. È un’impresa all’apparenza assurda, ma Fernando le ha insegnato la filosofia dei suoi antenati indigeni: di fronte all’avidità e alla follia che dominano il mondo, non c’è altra soluzione che quella di continuare ad agire come se ci fosse un senso. Come l’ambiguo conquistatore svevo, Mattheus von Holzer, la cui statua domina la piazza di Taramá, salpato per le Americhe in cerca di El Dorado, si trovò ad affrontare ben altre peripezie, così Elena si consegna mani e piedi a un gioco che la coinvolge anche come donna: «Ma non c’era rimedio: una volta contagiati, non si può smettere di cercare El Dorado. A me è capitata la stessa cosa con l’oro di Taramá, o meglio, con colui che per me lo rappresentava: Fernando. Non ho più smesso di cercarlo.»

L'AUTRICE:

È nata a Genova ma, giovanissima, si è trasferita per ragioni di studio in Germania, dove tuttora vive e lavora. Ha pubblicato per Feltrinelli i romanzi Kuraj, Il giardino del luppolo, L’ombra del cerro, Vicolo verde e il reportage sulla Colombia Millevite. Per Piemme ha pubblicato La ragazza di Ratisbona. www.silviadinatale.com


LA TRAMA:

Isole Glénan: un arcipelago disteso come un miraggio al largo della ventosa Bretagna. Un paradiso di spiagge bianchissime nel Nord dell’Atlantico, dove un mattino di maggio vengono ritrovati a riva i cadaveri di tre uomini. Ignota l’identità, incerta la causa della morte. Il commissario Dupin, parigino fino al midollo spedito in quello che per lui è solo un angolo sperduto di Francia, non è esattamente un lupo di mare; e poi, se c’è una cosa che odia, è essere disturbato mentre fa colazione. Ma la notizia delle tre morti lo raggiunge a Concarneau, sulla terraferma, esattamente a metà della terza tazza di caffè bollente. E in un attimo quello che sembrava un normale lunedì diventa l’inizio di un incubo. Costretto ad affrontare le onde, arrivato a destinazione si rende conto di essere di fronte a un chiaro caso di omicidio premeditato. Perché – scoprirà presto – corruzione politica e affari sporchi ormai non risparmiano nemmeno quelle isole remote, con buona pace delle divinità che, come vuole la leggenda, le proteggono da tempo immemore. Come se non bastasse, Dupin sa di avere i giorni contati per risolvere il caso. Perché su di lui incombe un’altra minaccia: l’arrivo da Parigi di sua madre, che con perfetto tempismo ha deciso di fare visita al figlio «esiliato in provincia». La settimana è appena cominciata, ed è tutta in salita. Dopo Natura morta in riva al mare, Jean- Luc Bannalec ci regala un altro appassionante intreccio giallo, un nuovo caso per Georges Dupin, il meno ortodosso dei commissari. Un fenomeno editoriale da 300.000 copie solo in patria.

L'AUTORE:

Jean-Luc Bannalec è lo pseudonimo di uno scrittore tedesco che ha ottenuto un clamoroso successo di pubblico e critica in Germania con il giallo Natura morta in riva al mare, seguito da Lunedì nero per il commissario Dupin, che ha conosciuto altrettanta fortuna. Vive tra la Germania e la Bretagna.


LA TRAMA:

Una casa in cima a una collina di terra e sassi, nel cuore della Sardegna rurale. È qui che Ulisse vive insieme alla sua famiglia. Ha quasi nove anni e non sopporta la parola che la gente usa per spiegare il suo problema: sordomuto. Lo fa sembrare handicappato, invece lui è solo sordo, capisce tutto benissimo e a scuola è il più bravo. Un genio. E infatti suo papà non lo prende mai a cinghiate come invece fa con Betta e Dede, che saranno anche più grandi, ma si comportano sempre da perfetti sprovveduti. Neppure lui però immagina che andare al mare di nascosto in una torrida mattina di luglio possa essere la cosa più stupida che quei due abbiano mai fatto. Fino a quando il fratello Dede torna a casa da solo, e della sorella non c’è più traccia. Da quel momento la vita della sua famiglia è sconvolta. E mentre gli adulti cercano risposte, Ulisse ha occhi ben aperti su quel che gli accade intorno. Per lui, la scoperta della verità sarà un ingresso forzato nel mondo dei grandi.

L'AUTORE:

È nato nel 1964 a Decimomannu (CA). Dirige un centro di formazione a Cagliari, insegna informatica e tecnologia. Nel 2011 ha vinto il premio letterario Carta- Bianca con il racconto La grande acqua (Taphros Editrice). Finalista nel 2011 e 2012 del concorso letterario IoScrittore, ha pubblicato il romanzo La spiaggia delle anime (Gremese Editore, 2012). www.robertoalba.com


LA TRAMA:

Chi non ha mai desiderato vivere a Parigi? Per Anna, trent’anni, assaggiatrice di cioccolato in una piccola azienda inglese, è sempre stato un sogno, anzi un miraggio, lontano e irraggiungibile. Quando, in seguito a un brutto incidente sul lavoro, Anna si trova a spasso e pensa che la sua vita stia andando a rotoli, la sua insegnante di francese, Claire, ha per lei la soluzione ideale: trasferirsi a Parigi, il luogo perfetto dove ricominciare e costruirsi una nuova vita. Ad Anna non mancherebbe neanche il lavoro, perché Claire la farebbe assumere nella più antica cioccolateria della città. Certo manca ancora l’amore. Ma per quello, si sa, Parigi non può che fare la sua parte.

L'AUTRICE:

Grazie al grande successo di Appuntamento al Cupcake Café, La bottega dei cuori golosi e Un tramonto a Parigi, si è affermata come una delle autrici di romanzi femminili più amate in Gran Bretagna, dove conquista immancabilmente i vertici delle classifiche. Nel 2012 ha vinto il Melissa Nathan Award per la miglior commedia romantica. Golosa come la protagonista del suo nuovo romanzo, negli anni del college ha seguito una dieta a base di ovetti al cioccolato! Vive tra Londra e la Francia con il marito e i tre figli. www.jennycolgan.com

Quali tra questi libri vi incuriosiscono?
sabato 3 maggio 2014 | By: Bianca Rita Cataldi

Recensione di Nudità di Angela Meloni


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Nudità è una silloge poetica caratterizzata dal rarissimo pregio della semplicità che, lungi dal voler significare "banalità", rende i componimenti accessibili anche a coloro che non sono soliti nutrirsi di versi. Il titolo sottolinea la volontà dell'autrice di spogliarsi delle maschere che indossiamo quotidianamente per sopravvivere al mondo e di mettere a nudo la propria interiorità. Filo conduttore dell'intera raccolta è la dicotomia buio/luce che si rincorre di poesia in poesia: ai momenti di gioia si susseguono quelli di cupa tristezza e, nel loro alternarsi, permane il profondo desiderio di emergere dalle acque dell'angoscia per poter respirare. 

In quella stanza in fondo e ben nascosta 
si è spenta una luce.

Il buio dell'anima raccontato nella poesia La morte nel cuore viene immediatamente smentito dalla luce abbagliante di Nuovo mondo, in cui l'amore - un po' come in tutta la plaquette - si fa spirito guida dell'animo umano. La dicotomia risulta particolarmente evidente nella poesia Il gioco, in cui buio e luce diventano partite da giocare sino all'ultimo istante:

Io sto al centro di questi due giochi 
alcune volte andando verso la luce 
altre volte verso il buio più profondo.

Il bipolarismo della poetica della Meloni mette a nudo, per l'appunto, le debolezze e i punti di forza non soltanto dell'io lirico, ma dell'umanità tutta. Altro tema centrale è la ricerca della verità, il cui segreto si cela tra i versi di 21 gennaio, una delle poesie più dolorose della raccolta:

E' assurdo finire tutto così 
non lasciarmi andare 
ed io rimarrò qui.

Torna spesso il tema del rapporto tra la Natura e l'uomo, che è ad essa unito in un legame di figliolanza. Profondamente descrittive sono le poesie dedicate a questo leitmotiv: l'io lirico anela alla libertà che soltanto l'identificazione di sé come parte della Natura può dargli. 

Apro la finestra 
e affacciandomi 
respiro l'odore di terra umida 
che penetrando nella mia anima 
si mischia al profumo della mia essenza 
e in un solo attimo 
ritrovo la quiete dell'acerba primavera.

Infine, last but not least, viene proposto il tema del rimpianto. Se da un lato l'io lirico riconosce l'importanza del dolore nel processo di crescita (si legga Introspezione), dall'altro resta il rammarico per l'amore perduto, per i sogni che un tempo si finsero realtà e che poi sfumarono nel nulla. A questo tema è dedicata Sogni sfumati, quella che reputo la poesia più significativa della raccolta:

Sogno ricordi 
che un giorno 
vorrei ricordare 
ma che mai ricorderò 
perché essi morirono 
prima ancora di nascere.

E' questa la poesia stilisticamente più interessante, più equilibrata nel numero e nella lunghezza dei versi, caratterizzata dalla figura retorica della ripetizione. Questo componimento riflette, come tutta la plaquette, la semplicità e la linearità di una poesia che punta dritto al cuore e che, come da titolo, è "poesia nuda", priva di belletto, cruda e diretta. Nudità è un racconto di formazione fattosi poesia, una ricerca di sé tra i versi sino al raggiungimento dell'agognata libertà, della verità al di là delle maschere.