venerdì 27 febbraio 2015 | By: Bianca Rita Cataldi

Novità: Non mi piaci ma ti amo di Cecile Bertod



Autore: Cecile Bertod 

 Data di uscita: 12 febbraio 

 Genere: Rosa – New Adult – Chick lit 

Link Amazon: QUI

Sito: QUI 

LA TRAMA:

 Cosa faresti se per ottenere un'eredità ti chiedessero di sposarti? Thomas e Sandy: lui nobile, ricchissimo, lei di una comune famiglia londinese. I genitori di Sandy sono molto amici del nonno di Thomas, per questo trascorrono sempre le vacanze estive a Canterbury, in una favolosa residenza, ma Sandy odia andarci, perché detesta Thomas. I due si perdono di vista finché… un giorno il nonno di Thomas muore, il suo testamento viene aperto, così il ragazzo si trova di fronte a un annuncio sconvolgente: il nonno gli lascia tutto, ma a patto che lui metta la testa a posto e si sposi. E con chi? Con la ragazza che secondo il nonno fa per lui, proprio quella Sandy Price che non vede da almeno dieci anni. Nel testamento il ricco signore ha previsto tutto nei minimi dettagli. Chi dei due rifiuterà, perderà l’eredità. E se nessuno dei due accetterà, l’intero patrimonio andrà in beneficenza. Sandy si trova in una strana situazione: è disoccupata e sta per comprare un bistrot da ristrutturare con le sue amiche. Ma la banca all’ultimo momento non le concede il finanziamento. Perciò, di fronte all’ipotesi di avere i soldi necessari al suo progetto, accetta la proposta di Thomas. Viene celebrato un finto fidanzamento per aggirare le rigide regole fissate dal nonno, finché qualcosa di inatteso sembra accadere tra i due. Ma l’happy ending è lontano, perché quando il sogno del nonno sta per essere coronato, ecco che sul più bello, proprio in una chiesa, scoppia il putiferio. E non sarà facile, per Thomas, riacciuffare il perduto amore… Si sono conosciuti da piccoli e si sono detestati. Ma adesso un testamento li obbliga a sposarsi...

 «Appena ho letto le prime righe mi sono innamorata di questo libro!!! Lo consiglio a tutte le romantiche e a quelle che per qualche ora hanno voglia di ridere e sognare». 

 «Mi è piaciuto veramente. Il migliore tra gli ultimi letti. Ho riso e sorriso, perfetto per il suo genere». 

 «Un romanzo che mi ha fatto fare più volte delle figuracce sui mezzi di trasporto pubblici; non ridevo così leggendo da… non lo so neanche io da quando! Divertentissimo, frizzante, romantico, dolce, emozionante. Un libro che è quasi una droga, scorrevole in un modo assurdo». 

 L'AUTRICE:

Cecile Bertod ha trent’anni, è una restauratrice e vive a Napoli. Tra un restauro e l’altro, ama leggere. Ha iniziato scrivendo fantasy, poi ha proseguito con il rosa. Nutre una certa avversione per i nerd, le cene alla romana e la piastra per i capelli.

UN ESTRATTO:

Risoluta, mi appresto a scendere giù dal letto, ben decisa a chiudere la mia capitolazione indecorosa sotto il getto bollente dell’acqua calda, quando la porta della stanza si apre. Riporto rapidamente l’abito sul seno in gesto di difesa, mentre Thomas entra come se fosse la cosa più naturale del mondo, stringendo un cuscino tra le braccia. Indossa i pantaloni di un pigiama di felpa nera e una T-shirt verde militare. Sembra stanco. Si avvicina al bordo del letto strofinandosi un occhio con il dorso della mano. Dietro di lui compare Rudy con la bocca spalancata e la lingua penzoloni.
 «Non si bussa?», chiedo, tornando a focalizzarmi sull’unico intruso indesiderato, e la mia voce risulta un tantino stridula.
 «È il nuovo upgrade: “momenti d’intimità”. Si scarica automaticamente quando si decide di accettare una proposta di matrimonio».
 «Io lo definirei spam indesiderato». Sogghigna con espressione buffa e appoggia un ginocchio sulla trapunta. «Allora, che vuoi?», chiedo con una punta di apprensione nello sguardo.
 «Non mi dispiacerebbe una tazza di bergamotto», risponde stiracchiandosi. «E la cerchi qui? Cos’è successo, hai perso il campanellino e non sai come chiamare la servitù?». Non mi risponde, ma butta il cuscino sul materasso, accanto alle mie gambe.
 «Che stai facendo?»
 «Cambio il cuscino».
 «Andava benissimo anche quello che c’era prima».
 «Non riesco a riposare su quelli in lattice. Il mio è di lana», mi spiega, afferrando un bordo del lenzuolo per scostarlo. Blocco quel gesto premendo la mano sulla stoffa e lo fisso con occhi sbarrati.
 «Thomas, che intenzione hai?»
 «Dormire?»
 «Forse non ti sei accorto che questa è la mia camera». Sbircia la stanza, immersa nel caos, poi torna a osservarmi divertito, per scivolare con lo sguardo dai miei occhi alle mie mani, premute sul seno nel tentativo di coprire un indecoroso completino di merletto. «Posso garantirti di averne la piena consapevolezza».
 «Ok, questo scherzo è durato anche troppo. Riprenditi la tua roba e sparisci!», esplodo, cercando di dimenticare di avere le gote in fiamme. Il mio gesto non sortisce alcun effetto, se non quello di strappargli un sorriso. Rimette il cuscino al suo posto e con uno strattone mi sfila il lenzuolo dalle mani, lasciandosi cadere a peso morto sul materasso.
 «Thomas…».
 «Sandy…», mi rifà il verso. Rudy si appoggia al bordo del letto e inizia a piagnucolare, così lui si china in avanti, lo prende tra le braccia e se lo sistema teneramente sulla pancia, iniziando a grattargli il musino. «Dannazione, sei impazzito?», esplodo, pur trovando il tempo di chiedermi da quando siano entrati così in confidenza quei due.
«Che scherzo stupido è questo?»
 «Perché credi che sia uno scherzo?»
 «Non lo so, forse perché sono un’ottimista?»
 «Mi dispiace, mai stato più serio», afferma senza sollevare lo sguardo dal cane, che si gode le coccole beato.
 «Ok, hai vinto. Vado a dormire in un’altra stanza!». Scendo giù dal letto infuriata e mi avvio verso la porta. Lui incrocia le braccia dietro la testa e aspetta che abbia superato la soglia per chiedermi con tono sardonico: «Ma come, non vuoi più sposarmi? Dopo che ti ho aperto il mio cuore… Che insensibile!».

Che ne dite? Vi incuriosisce? :)
martedì 24 febbraio 2015 | By: Bianca Rita Cataldi

#3allavolta: Destini, Il viaggio - L'incanto della piccola principessa, Open arms



Buongiorno. Come sempre mi riduco in stra-ritardo con le recensioni. Perdonatemi: ho dato sei esami in un mese, sono distrutta e poi, oh, vogliatemi bene. Oggi vi presento una raccolta di racconti e poesie e due romanzi. Pronti? Let's go!

p.s. vi ricordo che non accetto più libri da recensire! Le recensioni che vedete sono "arretrati", ma non ce ne saranno di nuove. Per i "come" e i "quando" vi rimando qui.


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TRAMA:

Un insieme di vite e di anime, segnate da destini non comuni, che coltivano la vita, vincono la morte. Figure atipiche in un presente sempre meno avvezzo ai sogni e all’avventura, si avvicendano in una crescente densità di emozioni, raccontando le vicende di anime in pena e dei dimenticati, ma anche di chi nella vita affonda i denti perchè necessita di assaporane il gusto, dannatamente dolce o amaro, fino all’ultima goccia. Sinergica raccolta di racconti brevi e poesie, DESTINI racchiude esperienze di vita non comuni ma spesso non troppo lontane da quelle di ognuno di noi.

LA MIA OPINIONE:

I primi aggettivi che mi si affacciano alla mente quando penso a questa raccolta? Indelebile, densa, folgorante. Indelebile perché ho letto questo libro molto tempo fa, eppure il ricordo delle storie narrate non mi ha abbandonata e ha invece migliorato la mia opinione col passar del tempo. Densa perché l'alternarsi di prosa e poesia non lascia spazi bianchi né vuoti. Folgorante perché i paesaggi, gli odori, i sapori (soprattutto quelli del Salento, affrescato in modo memorabile dall'autore) catturano il lettore e l'accompagnano senza sforzo alcuno dalla prima all'ultima pagina, dal racconto L'emigrante alla quattordicesima storia, Quel canto. A mio parere, il miglior quadro narrativo è dato da I pirati dei Caraibi: meraviglioso, scioccante, una doccia fredda in pieno inverno. Leggetelo perché è uno dei racconti più geniali che mi sia capitato di leggere di recente. Per concludere, vorrei davvero complimentarmi con l'autore per la capacità descrittiva, per l'incredibile abilità con la quale è stato in grado di raccontare una terra, un amore, un profumo, un ricordo. Ad maiora!

voto: ****,5/5



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TRAMA:

Amore, crescita, scoperta. Sono le ricchezze che l'autore mai avrebbe immaginato di trovare in un viaggio compiuto esclusivamente per migliorare la padronanza dell'inglese. Invece un breve soggiorno tra le bellezze di una regione come l'Irlanda e un incontro speciale - quello con la meravigliosa, e in un primo momento misteriosa, Kara - possono rivelarsi un'esperienza straordinaria, che ricorda come la vita sia una miniera di sorprese e come in un viaggio, più che la meta, siano importanti le emozioni provate durante il cammino. Perché in molti casi esse rimangono con noi. A volte, per sempre.

LA MIA OPINIONE:

Adoro l'Irlanda. Sul serio. Non nel modo in cui può adorarla una persona che l'ha intravista da lontano o ci è stato soltanto per una vacanza di qualche giorno. Ho vissuto per tre settimane a Howth, vicino Dublino, ed è stata un'esperienza magica che ricorderò fino alla fine dei miei giorni. Questo libro, questo piccolo grande capolavoro di Giorgio Giurdanella, mi ha restituito intatta l'atmosfera speciale di quel viaggio e mi ha fatto rivivere le strade, gli sterminati prati, il mare che ho tanto amato. Questo romanzo è una fiaba d'amore, un dolce racconto che non ha niente a che vedere con i romance che ci stiamo, ahimè, abituando a scaricare a poco prezzo e a leggere in coda alla cassa del Conad. E' una fiaba d'amore scritta con passione, trasporto, autentico piacere del narrare. Il personaggio di Kara è luminoso, forte, pieno di vita e poesia. Inutile sottolineare quanto il viaggio (vero) del protagonista sia in realtà un cammino interiore, un percorso alla scoperta di se stessi e della ricchezza che è nell'anima di ognuno di noi. Questo libro è la conferma che esistono scrittori esordienti in gamba, degni di essere letti e scoperti. In bocca al lupo, Giorgio!

voto: *****/5



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LA TRAMA:

Open Arms è un'isola sperduta del Pacifico dove sorge una società tecnologicamente avanzata, un paradiso futuristico nel quale è possibile darsi una seconda opportunità. L'improvvisa scomparsa dell'uomo che ha reso possibile questo miracolo, il governatore Cassini, desta più di un sospetto: Cassini sembra essersi dato fuoco, ma alcuni particolari lasciano supporre che possa essersi trattato di un brutale omicidio. Il neo governatore decide, così, di affidarsi ad un detective tra i migliori in attività: John Barnard di Plymouth, in realtà un neofita che si è involontariamente ritrovato ad avere una straordinaria quanto fasulla reputazione. Seguito dal suo improbabile team ed a dispetto della sua totale incompetenza, egli cercherà di risolvere il caso. John e la sua squadra daranno adito a tutta una serie di situazioni esilaranti, paradossali e grottesche, ma avranno anche l'occasione per confrontarsi con un nuovo e sconcertante mondo.

LA MIA OPINIONE:

Questo è un romanzo davvero molto, molto particolare. Innanzitutto è un libro che non afferisce a un genere letterario ben preciso, spaziando invece tra romanzo d'avventura, racconto fantastico e giallo. Tutto inizia con la morte di Cassini, governatore dell'isola Open Arms. Il giallo della sua morte coinvolge John Bernard, strano personaggio che ha messo su un'attività come investigatore privato aiutato dal collega Chris e dall'affascinante segretaria Amaltea. La verità, così come si mostrerà agli occhi del lettore nelle ultime pagine, è davvero scioccante e imprevedibile. L'autore è perfettamente in grado di barcamenarsi tra i generi letterari intessendo una storia avvincente che non annoia mai e della quale non è affatto semplice prevedere il finale. E' un romanzo che consiglio ai più giovani per l'affascinante intreccio e ai più grandi per la profondità del messaggio.

voto: ****/5
lunedì 16 febbraio 2015 | By: Bianca Rita Cataldi

Bi on the road e altra roba logorroica

Non scrivo da secoli, ma il fatto è che sono accadute moltissime cose e poi mi viene la paranoia del "sono in ritardo" e poi non scrivo niente. Devo parlarvi del weekend a Genzano di Lucania, degli ultimi libri che ho letto, del progetto della nuova casa editrice, ecc ecc. Bene. Facciamo un sospiro al sapor di caffè-da-macchinetta-dell'ufficio e iniziamo.
Il 10 febbraio ho chiuso il semestre. Sono felicissima non tanto perché la media è buona e ho fatto fuori un bel po' di materie, ma soprattutto perché ho rispettato i miei buoni propositi. Sono leggermente dittatoriale con me stessa e tendo a prendermi a calci nel sedere da sola quando non riesco a portare a termine gli impegni, quindi...ole', stretta di mano tra me e me e andiamo avanti.
Io e Alessio siamo stati a Genzano di Lucania. Non è esattamente un centro turistico, però è un paese molto accogliente e abbiamo conosciuto persone davvero in gamba. Alessio ha presentato lì il suo romanzo (GiroDiVita, Adda 2014, ta-ta-ta, pubblicità!) e l'incontro è stato davvero bellissimo, ma partiamo dal principio. 7 febbraio, mattinata gelida, caffè e cornetto al bar di Pino (ciao Pino!), sigaretta e via. Passiamo dall'ufficio per prendere il cartone con le copie dei libri e partiamo. Direzione Genzano, navigatore sul rinco andante. Il tempo è orribile, il cielo di un colore grigio topo. Becchiamo per quattro volte Guerriero alla radio e arriviamo a Genzano un'ora e mezza dopo con un attacco di allergia a Mengoni e tanta fame. L'albergo è in culonia e un po' abbiamo la sensazione che qualcuno verrà qui nel cuore della notte per farci fuori in Shining-style, ma la camera non è male e poi, oh, chi se ne frega. I prezzi sono epici: 15€ a testa per primo (pappardelle al pesto di mandorle e speck, uau), secondo, contorno, dolce, caffè e amaro. La presentazione fila liscia come l'olio, le ragazze sono adorabili e il pubblico molto interessato. Andiamo via con la promessa di rivederci anche per i miei romanzi (Il fiume scorre in te e Waiting room, ta-ta-ta). Andiamo in un bar per prendere un tè e lì ha luogo questa allegra scenetta:
ALESSIO: Salve, avete la carta dei tè?
SIGNORA DEL BAR: .............
A: Ehm...che tipi di tè avete?
S: .................
A: Capito. Un te' al limone per favore.
Quando usciamo dal buco nero fantatemporale in cui i te' sdreusi non sono mai arrivati veniamo travolti dalla nebbia. Taaanta nebbia. Io mi perdo e non ricordo più dove abbiamo parcheggiato, Alessio fa il brillante e dice che si sa orientare (bah) e alla fine troviamo la nostra bella Fiesta che un tempo fu nera e adesso è la versione on the road di 50 sfumature di grigio. Pizza, New girl in tv (la puntata in cui Zooey e il tipo si baciano, presente?) ma io l'ho già vista e commento ogni singola scena, e comunque il reggiseno col pizzo viola di Jess è epico.
Poi...la notte. Alessio russa (ciao amore!), io faccio incubi, lui pure. Alle tre di notte inizio già a smadonnare aspettando l'alba. Altro dialogo degno di nota:
IO: Amore, russi troppo e non riesco a dormire.
LUI (mio eroe): Tranquilla, aspetto che ti addormenti e poi mi addormento io.
******60 secondi dopo*******
LUI: ronf ronf ronf ronf
IO: -.-'
Infine arriva il giorno. Alessio sotto la doccia (quella vecchiotta, con le manopole separate dell'acqua calda e di quella fredda) e io sul balcone con la mia sigaretta e mamma che non risponde al telefono. Facciamo colazione con la tv accesa su un canale che trasmette solo documentari sugli animali, quel genere di roba della quale può fregarti più o meno NIENTE. Ippopotami che si contendono un'ippopotama (?). Ripartiamo con destinazione Matera, città bellissima. Pranzo ai Sassi, in un locale davvero carino e poco costoso (foto in coda). Poi niente, armi e bagagli e si torna a casa. Ovviamente becchiamo di nuovo Guerriero. Ci mancherebbe altro.
Ecco, più o meno siamo arrivati a oggi. Fiuu, ho finito gli arretrati. Credo. Dei libri che ho letto vi parlerò in un altro post: si tratta di Donna Tartt, di Vecchioni e di poco altro. Ci aggiorneremo. E poi sono da cellulare e mi sta venendo il crampo dell'adolescente whatsappiano, ergo stop. Ah, sto studiando greco antico. So perfino l'alfabeto. Mica ciufoli.
















giovedì 5 febbraio 2015 | By: Bianca Rita Cataldi

Anteprime Giunti - febbraio 2015

E dopo tanto tempo, ecco un post dedicato alle anteprime letterarie!




“ORIGIN” di Jennifer L. Armentrout 

Data di uscita: 18 FEBBRAIO 2015 

Pagine: 400 

Prezzo € 12  

TRAMA 

Sono passate trentuno ore, quarantadue minuti e venti secondi da quando le porte del quartier generale di Dedalo si sono chiuse, separando Daemon da Katy, rimasta nelle mani del nemico. E la rabbia che il giovane alieno sente bruciare dentro cresce a ogni istante, facendo tremare le pareti della cella in cui i suoi stessi compagni lo hanno rinchiuso per impedirgli di andare a salvare Katy: una follia che metterebbe a rischio la sua vita e la sicurezza dell’intera comunità dei Luxen. Ma Daemon sa che niente e nessuno potrà mai tenerlo lontano dalla ragazza che ama: anche se questo significasse radere al suolo tutto il suo mondo. Katy, intanto, può solo cercare di sopravvivere. Tenuta prigioniera e sottoposta a misteriosi test, entra in contatto con gli uomini di Dedalo, scoprendo scenari finora insospettabili che mettono in crisi tutte le sue certezze. È davvero possibile conoscere fino in fondo quelli che ami? Chi sono i cattivi? Dedalo? Gli umani? O magari gli stessi Luxen?

 L’AUTRICE 

Jennifer L. Armentrout, autrice bestseller del New York Times e di USA Today, vive nel West Virginia e ha scalato le classifiche internazionali grazie alla serie “Lux”, pubblicata in Italia da Giunti con grande successo. Oltre a "Origin" sono già usciti "Obsidian", il prequel "Shadows" e, nel 2014, "Onyx" e "Opal". Nel 2015 Giunti pubblicherà l’attesissimo capitolo finale della saga, "Opposition".

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“L’ANELLO DEI FAITOREN” di Emily Croy Barker 

Data di uscita: 11 FEBBRAIO 2015 

Pagine: 624 

Prezzo € 16 

TRAMA 

E se bastassero poche, enigmatiche parole a trasformare una ragazza molto delusa in una creatura dai poteri eccezionali? Nora Fischer non ha mai pensato di possedere doti straordinarie o di essere destinata a grandi cose. Anzi, da quando il fidanzato l'ha lasciata e la speranza di una promettente carriera universitaria è svanita nel nulla, è convinta di valere ben poco. Finché un giorno, dopo una festa in campagna, si imbatte in una vecchia lapide su cui legge alcuni versi dal significato oscuro. Pochi istanti e Nora stenta a riconoscere il luogo in cui si trovava fino a una attimo prima: davanti a lei si staglia un maestoso palazzo circondato da un parco lussureggiante, e una donna vestita di bianco la accoglie con entusiasmo. Nora non sa ancora di trovarsi al cospetto di Ilissa, la potente regina dei Faitoren. Trascinata in un turbinio di feste, passeggiate a cavallo e cene fastose, coperta di splendidi abiti e gioielli, Nora diventa la donna seducente e irresistibile che ha sempre sognato di essere: la compagna ideale per il bellissimo principe Raclin, che la chiede in sposa. Ma qualcosa stride in quell'universo perfetto. Chi sono le creature spaventose che Nora scorge nottetempo? Sta forse impazzendo o qualcosa di terribile si nasconde dietro le lusinge di Ilissa? E quell'uomo strambo che dice di essere il mago Auriendel, perché insiste a metterla in guarda dai Faitoren e a volerle insegnare le arti magiche? C'è un pericolosissimo sortilegio da sciogliere, quello dell'anello che Raclin ha messo al dito di Nora. Un romanzo pieno di amore e crudeltà, per adulti e ragazzi, dove la magia è protagonista assoluta. Una storia che ha l'atmosfera della fiaba classica e il passo epico del fantasy contemporaneo.

 L’AUTRICE 

Emily Croy Barker vive nel New Jersey e si è laureata a Harvard. Dopo un'esperienza di vent'anni nel campo del giornalismo, ha deciso di dedicarsi alla scrittura, esordendo con l'originalissimo fantasy "L'anello dei Faitoren", accolto con grande entusiasmo dal pubblico. Oltre all'attività di scrittice, Emily Croy Barker dirige la rivista "The American Lawyer".

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“CADE LA TERRA” di Carmen Pellegrino 

Data di uscita: 18 FEBBRAIO 2015 

Pagine: 224 

Prezzo € 14 

TRAMA 

Alento è un borgo abbandonato che sembra rincorrere l’oblio, e che non vede l’ora di scomparire. Il paesaggio d’intorno frana ma, soprattutto, franano le anime dei fantasmi corporali che Estella, la protagonista di questo intenso e struggente romanzo, cerca di tenere in vita con disperato accudimento, realizzando la più difficile delle utopie: far coincidere la follia con la morale. Voci, dialoghi, storie di un mondo chiuso dove la ricchezza e la miseria sono impastate con la stessa terra nera. Capricci, ferocie, crudeltà, memorie e colpe di un paese di “nati morti” che si tormenta nella sua più greve contraddizione: voler essere strappato alla terra pur essendone il frutto. “Cade la terra” è un romanzo che acceca con la sua limpida luce gli occhi assonnati dei morti: sembra la luce del tribunale della storia, ma è soltanto il pietoso tentativo di curare le ferite di un mondo di “vinti”, anime solitarie a cui non si riesce a dire addio perché la letteratura, per Carmen Pellegrino, coincide con la loro stessa lingua nutrita di “cibi grossolani”. Seppellirli per sempre significherebbe rimanere muti. Ma c’è orgoglio e dignità in queste voci, soprattutto femminili. Tornano in mente le migliori pagine di Mario La Cava, Corrado Alvaro e Silvio D’Arzo: prose appenniniche petrose ed evocative, come di pianto riscacciato in gola, la presa d’atto dell’impossibilità d’ogni epica. “Cade la terra” è tassello romanzesco importante della grande letteratura meridionale novecentesca. Che venga pubblicato ora, in altro secolo, è solo la dimostrazione che gli orologi non sempre indicano l’ora esatta. Un romanzo importante perché tutti ci portiamo dentro un piccolo paese abbandonato.

 L’AUTRICE 

Carmen Pellegrino ha scritto saggi di storia e racconti. Da qualche anno si occupa di luoghi morti rimorti e scampati, borghi, case, stazioni, teatri, luna park abbandonati. Anche di uomini e donne che la storia non ricorda. Nel tempo libero partecipa a funerali di sconosciuti. Questo è il suo primo romanzo.

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sabato 31 gennaio 2015 | By: Bianca Rita Cataldi

Esterina, i vent'anni (non) ti minacciano

Dai di più. Vai più in alto. Non fermarti a tutti i semafori, non leggere tutti i libri, scarta il peggio, pick the best, prendi treni. Vai oltre. Approfondisci. Quello non è il tuo ambiente? Vattene. Circondati di chi è "sopra", non "sotto": fare il maestro non ti serve, ora devi imparare e "come può un cieco condurre un altro cieco?". Studia. Non come studierebbero quelli bravi ma come studieresti tu, con la tua tecnica, con i tuoi post-it colorati, con tutte quelle scritte sui libri e i passaggi evidenziati. Disegna, fotografa, memorizza ciò che vedi. Vai veloce, ma vai anche piano. Osa. Tenta. Non dire "tanto non ce la farò". Non restare quarant'anni nel deserto quando dovevi rimanerci quaranta giorni. Di' "no", vagonate di no. Di' anche sì. Guardati intorno e SCEGLI. Puoi farlo. Esci dalle relazioni, dai rapporti, dalle amicizie che non ti accendono lampadine al led dentro. Non devi esserci per forza per tutti. Vai al cinema. Non farti minacciare dai vent'anni. Tu sei Esterina. Lanciati dallo scoglio. Lascia che ti guardino loro, della razza di chi rimane a terra.

venerdì 30 gennaio 2015 | By: Bianca Rita Cataldi

Amusing! Amazing! Amazon! (No, amazon no)

In questi giorni non riesco a trovare due secondi di tempo per sedermi al computer e scrivere un post sul blog. Ho tantissimi arretrati e poi sto così polemica che mi sto antipatica da sola. Io e Alessio abbiamo in mente il progettino di un video divertente - amusing! Amazing! Amazon (no, amazon no) - che chissà quando riusciremo a girare e a postare sul tubo. Torniamo a noi. Ho dato il mio quarto esame del semestre, sono sfinita, ho scoperto addirittura che esistono i particolarismi calabro siculi grazie a un assistente che ricorda un po' un crisantemo (hi prof! How r u?). Continua il mio studio sociologico sul blogging: andrà a finire che ci farò una tesi di laurea. Ho bisogno di prendermi il mio tempo per scrivere. Marisha, nei ringraziamenti di Social topics, ha parlato di "dieci ore di lavoro al giorno". Certo, io non sono come lei e ho un metodo diverso, ma ciò non toglie che dovrei dare di più, ritagliarmi uno spazio di qualità per la scrittura. Sottolineo, di qualità. E comunque, più tempo passo lontana da facebook e più sto bene. Benissimo. Ah, aria pura! Classifiche, erotic romance, youporn trasformato in romanzo, romanzi trasformati in youporn, booktrailer, leggi il mio libro perché se non lo leggi e avevi promesso di farlo io poi faccio un post chilometrico in cui dico che siete tutti ipocriti e che tanto mi leggeranno tutti in America! In Inghilterra! In Tanzania! Christ. Sapete cosa? Non me ne frega più niente. Qualche tempo fa mi sarei fatta dei problemi anche per scrivere questo post. E se poi mi odiano? Odiatemi. "Je prefere mourir debout que vivre a genoux" (di chi è? Eh? Eh? E comunque non mi fa mettere gli accenti, dannato telefono italiano razzista). Ah, oh, dimenticavo quelli che scrivono vagonate di post della serie "me ne vado, vaffanculo, ora me ne vado, davvero, me ne sto andando, giuro che stavolta me ne vado". E vattene, no? Finché sei lì che scrivi non te ne vai, o sbaglio? C'è un comando in alto a destra, si chiama "log out", dall'inglese "vattene-al-diavolo". Anch'io vorrei chiudere facebook ma, ben sapendo che non lo farò, se non altro mi limito a pubblicare frasette, citazioni, fotografie, questi post, nessun "me ne andrò" solo per leggere compiaciuta gli ipocriti "nooooo" dei miei contatti. L'ho già detto che sto polemica? Comunque sto leggendo Il cardellino di Donna Tartt. Dickens, ragazzi. Puro Dickens trapiantato nel 2015, ma vi dirò in seguito. Qualche foto (orribile, da cellulare, con luce pessima e faretto dietro la testa tipo aureola della madonna immacolata) degli ultimi giorni.

martedì 27 gennaio 2015 | By: Bianca Rita Cataldi

Insegnanti, parola grossa

Più do ripetizioni private e più mi chiedo chi diavolo abbia ficcato certa gente nelle scuole con la qualifica di "maestro". Non voglio far polemica ma, dopo tutte le lauree e i master degli attuali insegnanti, mi aspetto come minimo che in cinque anni sappiano insegnare che la parola "lord" significa "signore" e non "lordo". I ragazzi possono avere le loro colpe, certo, ma se prendono otto in inglese e poi leggono "we" come "ue" dubito che il problema riguardi loro. Sono amareggiata, sì. Ora venitemi pure a dire che ci sono casi e casi, ma io penso a tutte quelle aspiranti insegnanti che sono rimaste a casa per far spazio a gente del genere. Fine, il mio quarto d'ora polemico ends here. Ci rivediamo stasera con un post più allegro. Spero.