giovedì 2 luglio 2015 | By: Bianca Rita Cataldi

#WILF: What I've learned from...Una mamma per amica



Era da tempo che ci pensavo ma, tanto per cambiare, non riuscivo mai a trovare il tempo per passare all'azione. Da oggi parte una nuova rubrica inventata di sana pianta da me medesima (vabè, chiamiamola così ma si sa che non riesco mai a fare nulla in modo regolare) intitolata "What I've learned from...". Cosa ho imparato da. E' un modo carino (credo) di condividere idee, buoni propositi e insegnamenti derivanti da libri, film, telefilm ecc. Il mio modo, ovviamente. Siete invitati a dire la vostra nei commenti :) Si parte da Una mamma per amica che, come alcuni di voi sapranno, è il mio telefilm preferito in assoluto. Ho visto tutte e sette le stagioni qualcosa tipo 15 volte e credo di non aver ancora finito. A proposito, nei prossimi giorni vi segnalerò dei link molto interessanti in merito, qualcosa del tipo "Test: quanti libri hai letto tra quelli della libreria di Rory?" oppure "Curiosità: Alexis Bledel ODIA il caffè". Whatever.


1) Essere sempre buona e disponibile e gentile porta soltanto a un mare di guai




Alzi la mano chi ricorda Taylor Doose! Dio, che rompiballe. Non so quanti di voi vivano in un paesino come me, sta di fatto che funziona proprio come a Stars Hollow: tu sei brava, gentile, aiuti le vecchiette ad attraversare la strada e va a finire che in men che non si dica ti ritrovi a fare la regina del gelato come Rory o qualcosa del genere. Va bene la generosità, va bene essere sempre gentili, ma c'è un limite a tutto. Ad esempio, perché mai gente sconosciuta dovrebbe sedersi al mio tavolino al mio bar preferito mentre sono lì in perfetta solitudine che fumo una sigaretta, leggo un buon libro e sorseggio un caffè? E perché dovrebbe sentirsi autorizzata a chiacchierare senza interruzione per mezz'ora anche quando tu hai fatto chiaramente capire che vuoi essere lasciata in pace? Perché hai una faccia da fatina buona come Rory, ecco perché! Sono antipatica, va bene? Sono antipatica! Sono la nonna di Heidi! La signora Rottermeier! La zia Polly! Mollatemi!


2) La perfezione stanca



Ah, Dean! Posso dirvi una cosa? Non vi arrabbierete, vero? A me Dean è sempre stato un po' sulle balle. Non so, sarà per quel bel faccino pulito, per la facilità con la quale snocciola i suoi "ti amo", e poi quei capelli! God! Oh insomma. Ho adorato Jess, lo ammetto, ma soprattutto ho amato tantissimo Logan. Lui è LUI. Carino ma problematico, problematico ma non psicopatico, studioso ma non secchione, folle con un briciolo di giusto buonsenso. Imperfetto, ecco. 

3) "Devi abbrutirti"

"I'm ready to wallow now"
"Hey Joe, it's Lorelai, I need a pizza with everything"

La famosa citazione di Lorelai sull'abbrutimento post-traumatico resterà sempre nel mio olimpo delle citazioni geniali. Per abbrutimento si intende quella fase del dolore in cui il soggetto piange per ore, imbratta fazzoletti, rompe oggetti, strappa foto e, soprattutto, mangia pizza. Il momento dello sfogo, ecco. Quante volte cerchiamo di tenerci tutto dentro per dimostrare agli altri e in primo luogo a noi stessi di essere "forti"? E invece no. Qualche piantino da femminuccia non ha mai fatto male a nessuno, anzi.

4) C'è sempre un amore che non smetterà mai di fare male


 


La storia si ripete, si sa, e tutto torna. E' così che "il grande amore" della vita di Lorelai ha il suo spazio anche nella vita di Rory. Christopher e Jess appartengono entrambi alla categoria dell'amore dannato e perduto, quello che ci ha fatte disperare, piangere, strillare invano. Il classico uomo che hai scelto senza un motivo, così, irrazionalmente, magari senza avere granché in comune e soltanto per una qualche forza ancestrale che ci ha spinte verso quella persona in particolare e non verso le tremila altre che sarebbero potute andare decisamente meglio. Qualche ingenuo mi dirà "l'amore è questo". Bah, insomma. Quella è passione, attrazione, fascino dell'insano, di ciò che già sappiamo sarà sbagliato. Amore è svegliarsi ogni giorno fianco a fianco per trenta, quaranta, cinquant'anni e dirsi ancora ciò che Robert Jordan scrisse a sua moglie nella dedica a L'occhio del mondo: "A Harriet, cuore del mio cuore, luce della mia vita, per sempre".

5) Leggi! Evidenzia! Prendi appunti!


Se c'è una cosa che proprio non capisco è il perché certa gente si ostini a conservare i libri come fossero bomboniere. Si sa, le bomboniere sono gli oggetti più inutili che esistano il mondo, sono soprammobili, stanno lì a prender polvere e i libri non sono questo. Sono di più. Sono lunghissime passeggiate al parco, macchie d'erba, macchie di caffè, sottolineature fatte con evidenziatori colorati, insettini non meglio identificati che sono atterrati tra le pagine mentre eri al mare, sabbia, lande sterminate di appunti presi con penne diverse, orecchiette, orecchioni, segnalibri infilati alla rinfusa, ricordi di viaggi. Non capirò mai i lettori che alla prima piegolina alla copertina iniziano a urlare, quelli che non sottolineerebbero MAI una bella citazione. Penso che così si perda del tutto il gusto della lettura. Poi si sa: a ciascuno il suo.

6) Il caffè ci salverà la vita


Ho letto da qualche parte che bere caffè riduce il rischio d'infarto. Non so quanto sia una baggianata da 1 a 20, ma ciò che so con assoluta certezza è che il caffè riduce la mia dose d'infelicità quotidiana. Uscire di casa, andare in ufficio e sapere che a metà mattina potrò andare a prendere un caffè mette le cose in una prospettiva completamente diversa. Il caffè è chiacchiere in libertà con un'amica, col fidanzato, col tuo migliore amico quando non è a Firenze e tu non sei in Trentino (ciao Domenico! :D), sigarette accese e libri aperti. Il caffè non è una bevanda: è uno stato d'animo e, nel mio personale dizionario delle cose belle, corrisponde sicuramente a un piccolo spicchio di felicità.









domenica 28 giugno 2015 | By: Bianca Rita Cataldi

Letti in pigiama #3: L'oscuro mondo delle recensioni

Puntata speciale di #lettiinpigiama girata a Falzes (Trentino), camera n. 16, in compagnia del nostro comune amico Alessio Rega. Argomento: le recensioni letterarie. Buona visione! Non dimenticate di iscrivervi al canale per seguire le nostre videorecensioni e tutte le puntate della rubrica #lettiinpigiama! Se avete argomenti di cui vorreste discutere in una puntata, scrivetemi all'indirizzo biancaritacataldi@yahoo.it



 

Day 7: LandArt e letture in piscina

E siamo arrivati all'ultima puntata del nostro diario di bordo. Domani ci toccherà ripartire e quindi armi, bagagli, biglietto aereo e neanche un centesimo nel portafoglio. Letteralmente. Intanto non disperate: i diari di bordo ritorneranno a settembre con una meta più che interessante, Parigi. Oggi, poiché è domenica e viaggia un pullman ogni due ore, abbiamo trascorso la giornata nei boschi attraverso il sentiero LandArt per il lago di Issengo. Come vedrete dalle foto, la LandArt consiste nel realizzare opere d'arte con gli elementi naturali del bosco. Poi, caffè e cornetto al lago, passeggiata di ritorno e pranzo deprimente in una Brunico deserta. Ah, dimenticavo la lunga passeggiata a piedi dal centro alla zona industriale di Brunico verso l'unico supermercato aperto e tutto questo solo per comprare un libro. Il lato più piacevole? Il ritorno in albergo, io e Dickens sulla sedia a sdraio e la faccina del mio amore che sbuca a ripetizione dall'acqua della piscina coperta. Senza contare il litro di latte al cioccolato che berremo stasera, come ogni sera, con le gambe all'aria e una sigaretta (la mia) che si consuma da sola in un posacenere della Forst. Buon ritorno a casa a noi.

Falzes vista dal sentiero per Issengo


Un fiore

L'uomo di muschio

La capanna (e un intruso al suo interno)

Il ragno


Antico strumento di tortur...ehm, no. Spalliera reclinata per addominali


Il labirinto di pietra

Un po' di relax...

Avevo il sole negli occhi, non potevo che sembrare la bambina di The ring

Il pensatoio


Il lago di Issengo




sabato 27 giugno 2015 | By: Bianca Rita Cataldi

Day 6: Bressanone e gatti

Buonasera. Qui Falzes, balcone della stanza n.16, un pasticcio di lasagne sullo stomaco. In lontananza, urla tedesche dal campo sportivo. Oggi giornata a Bressanone con un cielo coperto che poi si è illuminato di un sole bollente. Portici, negozi, una fetta enorme di torta con mousse al cioccolato, roba che neanche vi sto a dire. Passeggiando per Athesia (la Feltrinelli di queste parti) ci è venuta un'idea geniale per l'anno prossimo, editorialmente parlando. Ah e vogliamo parlare della congrega dei gatti?

Alessio: Certo che qui non ci sono per niente gatti.

Roba tipo tre minuti ed ecco quindici gatti in successione, uno dietro l'altro. Per la serie: Come? Dici a noi?























"L'unico viaggio irrinunciabile è l'esplorazione dell'Io" - panchina del capolinea, in attesa del 401 per Brunico


Sulla via del ritorno...S. Lorenzo di Sebato



Forst e succo di mela