martedì 10 settembre 2013 | By: Bianca Rita Cataldi

Selena Gomez è la mia coinquilina.

Selena Gomez colta nella peggior posa possibile da un perfido fotografo. Della serie: anche le belle sono brutte quando non fanno in tempo a sembrare belle (non che la Gomez sia mai stata bella)


Mi chiedo quale sia stato l'assurdo processo psicologico alla base del sogno che ho fatto stanotte. Dunque, partiamo dall'inizio. Era una notte buia e tempestosa (più buia che tempestosa) e io camminavo sola soletta in un quartiere degradato di non so quale città dimenticata da dio. Improvvisamente, mi ritrovavo in un appartamento grigio (pareti grigie pavimenti grigi bla bla) e l'unica macchia di colore era rappresentata da un acchiappasogni appeso al soffitto. Una scena alla Stephen King, per intenderci, ed io lo staccavo dal soffitto con la ferma intenzione di rubarlo. Dopodiché, orgogliosa del mio bottino di guerra, lasciavo quell'appartamento e mi trasferivo in una casetta piccolina nel Canadà dell'entroterra barese e...voilà, la mia coinquilina!, una Selena Gomez così come la ricordo dai tempi de I maghi di Waverly (ma voi ricordate Justin? è stato il mio fidanzato immaginario per tantissimo tempo). Insomma, Selena era la mia coinquilina e - udite udite! - io realizzavo un intero album di acquerelli (?) che poi le regalavo dicendole "sono tutti per te perché li hai ispirati tu". Ora, il sogno si offre a diverse interpretazioni:

1) sono lesbica
2) ho un'insana passione per i telefilm Disney
3) litigare con Sergio dopo cena mi blocca la digestione
4) ???
5) io non so dipingere con gli acquerelli. non l'ho mai saputo fare. mai. e quindi?



Ma tralasciamo tutto ciò per passare ad argomenti più intelligenti legati al punto 3: arrabbiarsi blocca la digestione. Recentemente, mi sono resa conto di essere una bomba H di rabbia compressa pronta ad esplodere da un momento all'altro. Il punto è che me la prendo solo con Sergio che, temo, sia l'unica persona al mondo con la quale non recito. Con tutti voi, ladies and gentlemen, sono un premio oscar: sempre gentile, carina, disponibile, non-vi-manderò-mai-al-diavolo, chiedimi pure quello che vuoi e vedrò di fare il possibile per te. Beh, in realtà non sono per niente così. Ultimamente, avendo io compreso che questo mio modo di fare mi risparmia tantissime litigate ma mi carica di rabbia che non riesce a trovare via d'uscita, ho realizzato che è giunta l'ora di mandare un po' di gente a F*** (l'iniziale con gli asterischi fa tanto Promessi sposi ma qui sta per ben altro). Ché poi mi viene la gastrite. Ché poi aggredisco Sergio come fossi il cane feroce di Tom & Jerry (watch this video) e mi dispiace trattare male l'unico uomo in grado di "conquistare le donne con la tecnica del rutto col soffio" (ebbene sì, ne è convinto, e io ne vado orgogliosa). E dunque, per evitare di diventare come Maga Magò quando lotta con Merlino e lui le fa venire la varicella (watch the video below), ho deciso che da questo momento in poi manderò al diavolo chi merita di essere mandato al diavolo e mi farò un giro di telefonate per dire a determinate persone che "no, non mi va di uscire con te perché non mi piaci, perché credi in cose delle quali conosci solo il nome e l'hai pure imparato da wikipedia, perché hai una voce da papero e perché la pelle mi sfrigola come il burro in padella quando ti vedo". Ecco. Ma poi so che non lo farò, come quando dico che riprenderò a guidare poi vedo mio padre in veste di maestro di guida e dico Naaaa, lo farò domani. E va a finire che continuo ad essere gentile e carina con tutti, e ciao come stai? e Tesoooro dobbiamo assolutamente vederci!, e poi devo prendere il Gaviscon e il Malox eccetera eccetera eccetera (mannaggia a mamma che mi ha fatto educata nonché scema).

 

 WARNING! - questo post è il seguito ideale di questo e rientra nella mia fase di cattiveria contemporanea. You better get used to it.


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