lunedì 10 marzo 2014 | By: Bianca Rita Cataldi

Pensa solo al salto.



Ho terminato questo pomeriggio la lettura di Una stanza tutta per sé. E' stata la mia prima Virginia, non avevo mai letto nulla di suo. E' stata una lettura folgorante nonché quasi la prosecuzione ideale del mio post precedente. Era tutto un: scrivi, vivi, sii te stessa, non fermarti mai neppure per "maledire né per ridere".

"Se ti fermi a maledire sei perduta, le dicevo, e ugualmente se ti fermi a ridere. Un'esitazione, un passo falso, e per te è finita. Pensa solo al salto, la imploravo, come se avessi puntato tutto il mio denaro su di lei; e lei, come un uccello, superò l'ostacolo."

Che è un po' come dire: che stai facendo? Perché sei lì a pensare stupidaggini quando invece potresti creare qualcosa di serio, di vero, di reale?  Mi sarebbe piaciuto andare a far visita a Virginia, sorseggiare un tè nel suo salotto e dirle: ma sai che J. K. Rowling è una delle donne più ricche al mondo? Lo è diventata scrivendo, proprio come speravi tu. Pensaci, è assurdo! Lo farei, se solo non si fosse suicidata nel 1941 - ma poi, non sarebbe viva in ogni caso, no? La gente, solitamente, muore prima dei duecento anni.

Dovete leggere questo libro. E' piccolino, un centinaio di pagine pregne di riflessioni spontanee, talvolta confuse, di appunti, frammenti di altri testi, letture da biblioteca. E' uno di quei saggi che ho inserito nella mia lista "libri che parlano di libri". Personalmente, adoro quando un testo cita altri testi o, in alternativa, traccia una sorta di "itinerario di lettura" dei protagonisti. Ad ogni modo, la mia esperienza con la Woolf non si ferma qui. Ho appena iniziato La crociera che, se non sbaglio, è proprio il suo romanzo d'esordio. Pare sia l'opera che più di ogni altra riflette le crisi depressive delle quali l'autrice ha sofferto. Lo scoprirò solo vivendo.

 



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