domenica 23 marzo 2014 | By: Bianca Rita Cataldi

Recensione di Il signore dei sogni di Claudio Piras Moreno


compralo qui

"Il tempo altro non è che il futuro che procede verso un filtro osmotico che si chiama presente, divenendo poi passato. Quindi prima viene il futuro, che diventa presente e poi passa. Per questo Chronos viene descritto come un Dio che vive andando a ritroso nel tempo."


Questo non è un semplice romanzo. Del romanzo ha l'aspetto, i personaggi, l'originalità della trama; alla base, però, vi è lo svolgersi di un vero e proprio saggio che mescola filosofia, scienza e psicologia con grande abilità. La vicenda non vede un unico protagonista né un unico luogo d'azione, ma si dirama attraverso diversi spazi, coscienze, voci, personaggi. Nacho è spagnolo, vive a Madrid e ha sviluppato, nel tempo, un'intelligenza e un intuito al di fuori del comune. E' in grado di comprendere il carattere di una persona soltanto guardandola in volto, nonché di apprendere a memoria libri interi con un solo sguardo. Judith è una veterinaria indonesiana che lavora con un altro medico e col giovane italiano Giovanni. Otto Backer, infine, è un professore di psicologia dell'Università di Lubecca. Questi tre personaggi sono accomunati da un aspetto: il loro interrogarsi sui misteri del mondo onirico. Chi governa i sogni che appaiono nella nostra mente e nei nostri occhi ogni volta che ci addormentiamo? I sogni nascono davvero soltanto dall'elaborazione degli input che ci dà la vita diurna o c'è qualcuno, al di là dei nostri desideri e paure, che muove i fili della nostra mente durante il sonno? Sì, qualcuno c'è: è il Signore dei sogni, un tempo umano e ora inquieta creatura dal frac nero e il mantello che svolazza senza vento. Vive nella sua cupa reggia, accerchiato da incubi da lui stesso creati. E' lui a gestire i sogni dell'intera umanità. Né Nacho né Judith né Otto sanno della sua esistenza, così come tutti i loro simili. Tuttavia, ognuno di loro nutre fondati sospetti e il Signore dei sogni, il cui nome da umano era Dimitri, non può che preoccuparsi di questi tre umani insolitamente curiosi. Nacho è in grado di fare grandi cose, mentre dorme: lui solo riesce a sfuggire al controllo mentale di Dimitri e a costruire da sé i suoi sogni. Judith, d'altro canto, dopo una serie estenuante di incubi, è riuscita a vedere il Signore dei sogni e a chiamarlo per nome. Otto, infine, sta portando avanti ricerche in campo accademico sul mondo onirico e, nonostante l'avversione dei suoi colleghi, si è reso conto che soltanto da alcuni anni l'uomo ha cambiato il suo modo di sognare. Dimitri ha davanti a sé un'unica scelta: trovare il modo per annientare i tre umani e ripristinare il proprio controllo sul mondo onirico. Tuttavia, i problemi sono ben lungi dal terminare: improvvisamente, compaiono nella reggia del Signore dei sogni due bambine. Chi sono? Come possono essere in grado di spaventare il Demiurgo dei sogni, colui che crea gli incubi?

Il signore dei sogni è un romanzo complesso, difficile, necessariamente lungo. Non credo sia una lettura adatta a chiunque o, meglio, non è un libro da sfogliare in fretta, quasi sovrappensiero. Leggerlo implica impegnarsi per comprendere, per attraversare la densa scrittura dell'autore e cogliere il significato profondo del suo testo. La densità è la caratteristica principale della prosa di Claudio Piras Moreno. In alcuni punti, questa caratteristica scivola nella lentezza; in altri, la narrazione si fa avvincente e spinge il lettore a divorare le pagine per conoscere l'esito della storia. Ammetto che il libro, nella prima cinquantina di pagine, è un po' confusionario, sicuramente a causa della presentazione di diversi luoghi e personaggi in successione. Superata questa prima difficoltà, il romanzo si fa leggere senza intoppi. E' molto interessante la riflessione filosofica posta alla base della vicenda. L'idea che qualcuno possa governare i nostri sogni è terrificante perché mette in discussione un intero sistema di studi psicologici e filosofici. Non a caso, il personaggio di Otto è inserito nel romanzo come simbolo della lotta all'avversione accademica nei confronti dell'incomprensibile, di ciò che va al di là degli schemi culturali precostituiti. L'autore è bravissimo nel disegnare un mondo - quello onirico - del quale il lettore riesce perfettamente a percepire l'atmosfera quasi fumosa, distante, impalpabile. La capacità descrittiva del narratore, infatti, è degna di nota e facilita di molto la lettura di una storia di per sé complessa. Il libro è un grande calderone eclettico nel quale ribollono non solo filosofia, scienza e psicologia, ma anche diversi generi letterari. Il romanzo parte come un fantasy (molto originale, in realtà) per poi virare sul romanzo allegorico (le due bambine rappresentano l'una la morte cerebrale e l'altra la forza naturale tendente a disperdere il pensiero), sul thriller e addirittura sull'horror in una commistione di gusti letterari sapientemente condotta. Da un punto di vista prettamente stilistico, la narrazione patisce alcuni momenti di lentezza, ma il tutto è giustificato dall'intensità della trama e dalla profondità del messaggio trasmesso. Paradossalmente, la lentezza della prosa è funzionale ad una migliore assimilazione dei contenuti, costringendo il lettore a prendersi qualche attimo di pausa per "immagazzinare" e rielaborare i messaggi. Il romanzo diventa sicuramente più vivace e interessante a partire dall'incontro tra Judith, Nacho e Otto: a quel punto, tutte le fila del discorso si ricongiungono sulla scia di un ben preciso fil rouge e il lettore è trascinato dal plot sino all'ultima pagina. Consiglio questo libro a chi ha voglia di leggere un romanzo intenso, eclettico, originalissimo, complesso. E' una lettura che esige calma e concentrazione, ma vi assicuro che ne vale la pena.

voto: ***,5/5

2 commenti:

justsem ha detto...

La tua recensione mi intriga già da morire ed è da tempo che cerco un libro che mi prenda sia a livello di trama sia di contenuti, non c'è dubbio che sarà la mia prossima lettura (che già immagino mi toglierà dal libro di chimica organica, che peccato ;D )

http://justsem.wordpress.com/

Bianca Rita Cataldi ha detto...

hihi povera chimica, mi dispiace tantissimo ;) :P

Posta un commento