sabato 21 marzo 2015 | By: Bianca Rita Cataldi

A calci nell'orecchio

E così oggi mi sono presa una ginocchiata in faccia e nell'orecchio destro. Che avrò fatto di male? Oh nulla, ero in autobus e leggevo Hunger games. Accanto a me c'era un ragazzo con un evidente ritardo mentale, lasciatemi dire le cose come stanno che i fronzoli democristiani non fanno per me. I cari compari del pullman, gente adulta che si batte per non dire "handicappato" - è offensivo! - ma "diversamente abile", quella stessa gente lo spingeva a ballare e a cantare, ridendo a crepapelle per i suoi movimenti goffi. Uno di quei movimenti goffi si è schiantato contro la mia faccia. Sorvoliamo sul dolore tremendo all'orecchio che ho ancora: loro hanno riso. Tutti a ridere. Giù risate come fossimo al cinema a vedere Bisio e non mi fossi presa una ginocchiata gratis che poteva danneggiarmi seriamente. "Mo l'ada accid la wagnedd" ha detto uno. I ragazzini. I trentenni. Le sciacquette col viso truccato da bambola. Teste vuote. Siamo caproni. Bestie. Millenni di progresso, di storia, di guerre perdute e vinte, di dolori, di morti, di rivoluzioni, di bandiere, di statuti, di leggi, di religioni, e poi. Poi questo. L'uomo è stato creato a immagine e somiglianza di Dio. Dio doveva essersi fatto due birrette di troppo, quel giorno.

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