mercoledì 29 maggio 2013 | By: Bianca Rita Cataldi

Longing.



Sto consumando tutte le mie agende. Ho questa fissazione dell'elenco delle cose da fare: ogni mattina mi sveglio e non riesco a iniziare a studiare se prima non ho steso il planning della giornata. Venti pagine di storia medievale, venti pagine di schemi di storia medievale, tre capitoli di biblioteconomia, infine buttarsi dal balcone il prima possibile. Voglio andare in vacanza ma questo l'ho già detto ieri.

In questi giorni sto prendendo una marea di compresse per il mio stomaco malandato ma, come forse avrete notato dalla pagina "Something to do before dying..blabla" io non so ingoiare le compresse. Che ci volete fare, non vanno giù, mi tornano indietro, a meno che non me le spezzate in frammenti infinitesimi e allora sì, forse le butto giù. Avete presente quando si è bambini e la mamma, per farvi mangiare, dice "Questo per la nonna, questo per il papà..." eccetera? io faccio una cosa del genere con le compresse. Le divido in frammenti e li ingoio uno per volta pensando a Dublino. Ebbene sì, Dublino. Questo frammento per il lungofiume e il parapetto sul Liffey. Questo per il panificio Panem in centro. Questo per il GPO e per gli occhi azzurri di Louise. Questo per la voce burbera di Rosheen. E per il mare di Howth. Per le ragazze col gonnellino a pieghe che prendevano la metro a Bayside. Poi finiscono le compresse e mi rimane addosso una voglia assurda di tornare a Dublino, di imparare finalmente a parlare in inglese come si deve, di bere una birra al pub vicino alla stazione di Howth. Era il 2011 ed io ero in Irlanda ed ora è tutto così lontano. Longing.





1 commenti:

Sandra ha detto...

che bella la tua massima! da incorniciare :)
è sempre un (super) piacere leggerti
un abbraccio

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