martedì 5 febbraio 2013 | By: Unknown

Il bacio della morte - Recensione.




Il giorno del diploma è ormai giunto per Thea, Serena, Cameron e Shane, amici per la pelle sin dall'infanzia. Si tratta di un diploma particolare: quello di cacciatori di demoni. I quattro amici, infatti, sono degli "ibridi", ovvero mezzidemoni nati da un demone e da un umano. Vivono in un Palazzo in Romania, in una zona protetta nella quale, controllati da Master scelti, imparano l'arte del combattimento contro gli Azura, crudeli demoni del Mondo Sommerso. All'indomani del diploma, ad ogni mezzodemone viene assegnato un compagno di combattimento che lo aiuterà a fronteggiare i demoni nei successivi due anni di apprendimento. Serena e Thea, sicure di dover essere abbinate, vengono invece sorprese dalla decisione dei Master di separarle e di assegnare alla prima, Cameron, e alla seconda Damian, un perfetto sconosciuto dalle origini misteriose. La situazione si complicherà quando Thea inizierà ad intravedere l'oscuro passato che si cela nel verde degli occhi di Damian, e l'arrivo di Ania e Alex, cugini nobili di Serena, renderà la situazione ancora più intricata e difficile.

Devo confessare che, all'inizio, questo libro non riusciva proprio a prendermi. Parte lento e, nonostante la lingua affilata e l'humour della protagonista si fa un po' di fatica ad affezionarsi a lei. Tuttavia, da un certo punto in poi - quando Damian diventa uno dei personaggi principali - la storia decolla e scorre liscia fino alla fine. Se di fine si può parlare, considerando che siamo solo al primo volume di una trilogia. Un buon esordio, senza dubbio, anche se attraversato a tratti da una narrazione un po' incerta. Aspetto con ansia i prossimi capitoli della serie, perché ho il presentimento - fondato - che Marta Palazzesi stia per sorprenderci.

non svegliare il gatto che dorme.

Che poi, non è che la mattinata mi sia iniziata proprio bene, ecco. E' iniziata che dovevo uscire, mi sono preparata, sistemata, aggiustata, ho frugato nel portagioielli di mia madre alla ricerca di qualche cimelio anni '60 e l'ho anche trovato e indossato, ho steso un orrendo smalto rosaBarbie sulle unghie e poi...e poi...non sono più uscita. Ochei. Ho scritto un articolo in fretta e furia per Prudence perché eravamo - siamo - a corto di articoli, e così mi sono lanciata in una diatriba su Peter Pan (la potete leggere qui, almeno potrò dire che il mio lavoro last-minute è servito a qualcosa) tanto per buttar giù due parole che avessero la forma fisica di un articolo. Ah, dimenticavo! il gatto mi ha morso.

da notare, al collo, il Cimelio anni '60. al massimo '70, a voler essere ottimisti

"Il bacio della morte" di M. Palazzesi. Reading in progress, recensione a breve

gatto che dorme. non si svegliano i gatti che dormono. per ulteriori informazioni,  watch the video below



wish you're having a better day <3

lunedì 4 febbraio 2013 | By: Unknown

Ritagli di un mattino di febbraio.


Febbraio. Everloving di Moby, Golden Brown dalla colonna sonora di E morì con un felafel in mano e una poesia di Pedro Salinas, poeta nella mia personale rosa di poeti (La voce a te dovuta, IV). scatto foto agli angoli più miei di questa stanza, al mio piccolo mondo tra i muri. Penso a quanto siano pochi i libri in vista - è tutto nei cartoni, tutto scotchiato durante i traslochi, inscatolato, chiuso a doppia mandata nel garage. Peccato. Il primo volume di Anna Karenina è molto più scorrevole del Nome della rosa, ma sarà colpa mia. 




Lavoro a maglia, litigo col gatto e incollo unghie finte mentre mamma fa andare il dvd della settima e ultima serie di Una mamma per amica (riusciremo a sopravvivere quando sarà finita? Come faremo, io e lei, mamma e figlia, senza le Gilmore?). Butto giù schemi di storia medievale senza capo né coda. mi piacciono i longobardi. mi piace Rotari, che si legge con l'accento sulla A e non con l'accento sulla O come il Rotary Club. 


Amo appendere al muro roba che andrebbe conservata altrove. Le collane, per esempio. I ventagli. I lavoretti della scuola materna - non li ho ancora buttati, tutti quegli angioletti e quelle madonnine di gesso. Che mi chiedo se abbiamo mai fatto un lavoretto non cristianeggiante, a scuola.





e da ultimo, come sempre, il micio trafitto da un raggio di sole:











martedì 29 gennaio 2013 | By: Unknown
lunedì 28 gennaio 2013 | By: Unknown

avantesto.

Sera. La giornata che restringe i suoi bordi e ho già voglia di chiudere le palpebre a doppia mandata, ché domani è un altro giorno, domani è un martedì grigio prima di un mercoledì nero. Sto leggendo troppe parole, ne sto scrivendo poche. Ogni tanto ripenso a Nick Miller (New Girl) quando dice che gli scrittori non leggono: scrivono. Da quanto tempo non scrivo qualcosa? Le ultime parole che ho buttato giù erano per un'amica che ho dimenticato da un po', dalla quale sono stata dimenticata, ma le parole conservano una memoria che va al di là di noi, si sa. Ho scritto questa cosa che era un po' racconto un po' dedica, poi ho chiuso il quaderno e qualche foglio si è liberato dalla spirale, come sempre. E nessuno leggerà quelle parole, mai, a meno che io non diventi Proust all'improvviso, non muoia dopo la pubblicazione del quarto volume della Recherche e non supplichi i filologi dall'aldilà di non andare - per carità! no! - a ficcare il loro naso polveroso nel mio avantesto, grazie, per poi sentirmi rispondere "Se proprio non volevi, potevi bruciare tutta la tua robaccia prima di morire, toh!". Sarà.

Intanto buonanotte, ché le signorine perbene e i loro compari gatti vanno a letto prima di mezzanotte, che abbiano da studiare o meno. E penso che sia davvero triste conoscere già il finale di Anna Karenina. Vorrei non fosse un libro così maledettamente famoso. Vorrei averlo scoperto io, averlo sentito chiamarmi per la prima volta tanti anni fa e aver risposto solo ora - com'è stato - ma essere stata la prima a rispondere. Che fastidio arrivare dopo. Non esserci da sempre.

il compare in posizione "plumcake con appoggio addominale"



domenica 6 gennaio 2013 | By: Unknown

Meno uno. poi, Prudence.

Meno uno. Ancora poche ore e Prudence sarà online. Che cos'è Prudence, vi starete chiedendo. Beh, non ve lo dico. O forse sì. Prudence è un cucciolo di magazine. E' un gruppo composto da quasi dieci persone che vogliono cambiare il mondo culturale o forse, paradossalmente, conservarlo così com'è e proteggerlo. Prudence è un'utopia. Un caleidoscopio. Lo sforzo congiunto di un gruppo di studenti seduti a un tavolino dello Stradivari, con una tazza di cioccolata in mano e una sigaretta all'angolo delle labbra. Domani, 7 gennaio, sarà il primo giorno di Prudence. Non sappiamo come andrà. Andrà, questo è certo. The best is yet to come.

Prudence su Facebook




mercoledì 12 dicembre 2012 | By: Unknown

Piacere Malizioso & 50 sfumature di estasi - Recensione doppia.

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Jaci e Cam si conoscono da quando erano poco più che ragazzini e vivevano in un piccolo paese dell'Oklahoma. All'epoca, il padre di lei le aveva intimato di tenersi alla larga dai gemelli Falladay, Cam e Chase, per via della pessima reputazione di seduttori che aleggiava intorno a loro. E "tenersi alla larga" è proprio ciò che Jaci tenta di fare, benché in realtà si senta fortemente attratta da Cam. Il destino separa le vite dei tre ragazzi: Chase e Cameron si arruolano nell'esercito e Jaci, divenuta ormai un'arredatrice, è costretta a fare i conti con un tentativo di violenza sessuale da parte dei suoi datori di lavoro. Quando, sette anni dopo, i tre si incontreranno nuovamente, nulla sarà più come prima: Jaci dovrà affrontare Richard e Annalee Roberts che da cinque anni tentano di farle del male, e Cam, più di ogni altro, sarà costretto a far violenza su se stesso pur di non confidare a suo fratello e alla donna di cui è innamorato il doloroso segreto che ha segnato tutta la sua vita.

Piacevole, questo romanzo di Lora Leigh. Certo, forse è eccessivamente lungo, ma c'è una buona caratterizzazione dei personaggi: Cam, lacerato da paure e tormenti interiori che riemergono dal suo passato per distruggergli il presente, è forse il personaggio più azzeccato e meglio descritto. Poi c'è Jaci, con la solitudine alla quale per sette anni si è costretta pur di aspettare Cameron. Infine Chase che, a mio parere, è stato un po' "ignorato" dall'autrice: la questione di Chase e Moriah, infatti, spunta come un fungo nel finale e il lettore si chiede "ma perché? come siamo arrivati a questo punto?". ecco, forse il romanzo è troppo Jaci-centrico, ma è comunque un buon libro, sensuale e ben scritto, che mette in luce l'importanza dell'amore, dell'amicizia e, soprattutto, dell'onore.

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 Che fosse un libro accattivante e sensuale me l'aspettavo: d'altra parte, il titolo e la quarta di copertina dicono tutto. tuttavia, non pensavo fosse così divertente: Marisa Bennett è simpaticissima ed esplora ogni aspetto della vita sessuale di coppia con abilità e un pizzico d'ironia, che non guasta mai. Che poi, voi la conoscevate la posizione a "piatto del giradischi"? e quella del "muro selvaggio"? Insomma, i titoli sono gli elementi più curiosi del libro, senza dubbio. Un consiglio: leggetelo con le amiche. Al fidanzato è meglio non confessarne neppure l'esistenza ;)