domenica 4 novembre 2012 | By: Bianca Rita Cataldi

Darkest mercy - Recensione.

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E siamo giunti, infine, al quinto ed ultimo volume della serie. Vi dirò la verità: il primo mi è piaciuto, il secondo no, il terzo nì, il quarto l'ho evitato, e adesso eccomi qui, con questo quinto tra le mani. Che dire: la Marr è migliorata, l'esperienza fa molto. Ho trovato i personaggi cresciuti, talvolta incattiviti. Prendiamo Bananach: voglio dire, è una vera e propria megera eppure l'adoro, perché è forse il personaggio più coerente dell'intera saga. Vuole la guerra, punto. Non è confusa, non è "umana" nemmeno all'un percento, e dall'inizio alla fine rimane integra nella sua crudeltà. Ad aggravare la condizione d'instabilità dell'equilibrio tra i regni concorre anche la scomparsa del re dell'Estate, Keenan. Ash, da umana che era in Wicked Lovely, è adesso un essere quasi del tutto fatato costretto ad affrontare la minaccia della guerra, la scomparsa del suo sposo e la gestione di un intero regno. Per non parlare del suo (e mio, coff coff) più grande amore, Seth, che l'ha lasciata sola come Keenan. Il finale, a dirla tutta, è leggermente confuso, e non credo che avrò il coraggio né la forza necessari per leggere i tre spin-off. Se vi consiglio questa saga? Sì, ma solamente se sentite ancora viva in voi quell'anima bambina che non ha mai dimenticato il mondo fatato. E saltate il secondo capitolo della saga - forse anche il terzo, va' - che saranno pur utili per comprendere quest'ultimo (soprattutto per quanto riguarda il triangolo Leslie & Irial & Niall) però...però...saltateli comunque.

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