domenica 25 novembre 2012 | By: Bianca Rita Cataldi

Crossed: la fuga - Recensione.

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Cassia cerca Ky. Ky cerca Cassia. Vick è in cerca della sua donna. Indie dell’Insorgenza. E poi c’è Eli, giovanissimo e fragile, che vede in Ky la famiglia che ha perso. E Hunter, che ha appena seppellito la figlia incidendo sulla lapide un verso di Emily Dickinson. C’è tantissimo silenzio, in questo romanzo. Il silenzio dei canyon è il più evidente ma anche il più inquietante: è un’assenza di suono che non implica necessariamente un’assenza di pericolo. Poi c’è il silenzio dei personaggi: ognuno di loro nasconde qualcosa – il proprio passato, i propri errori, l’umana debolezza - e nessuno si fida completamente dell’altro, neppure se l’altro in questione è la persona amata. <<Siamo ancora in cerca. L’uno dell’altra. E ognuno del proprio destino. Lo guardo, con la consapevolezza che non riuscirò mai a vedere tutto.>> pensa Cassia, mentre fissa lo sguardo su Ky e sente che il momento della separazione incombe ormai su di loro. E’ di un’umiltà commovente, questa affermazione. Non riuscirò mai a vedere tutto. E’ poesia, l’amore che lega Cassia e Ky, perché è poesia della realtà. Cassia e Ky non sono Edward e Bella, non se ne stanno sdraiati su un prato a veder scorrere le immagini della loro storia d’amore – ebbene sì, ho visto Breaking Dawn di recente, e ho riso tanto – loro stanno lottando per la loro libertà, per il loro emanciparsi dall’oppressione della Società. L’amore è il loro carburante, ma non può sostituire ciò in cui credono. Ed è qui che emerge in tutto il suo splendore la genialità di quest’autrice: Ky è pronto a tutto per amore di Cassia, ma c’è qualcosa che non può fare: fidarsi dell’Insorgenza. Ky non si fida. Ky – ma anche il lettore – avverte l’oscurità nascosta dietro quella parola, Insorgenza, che ci fa sì pensare a un gruppo di ribelli in lotta contro la Società, ma ci fa pensare anche ad un vero e proprio Sistema, forse non troppo diverso da quello che l’Insorgenza stessa vuole abbattere. Molto profondo il significato nascosto in questo romanzo, come anche nel precedente Matched: non esiste una distinzione netta tra il Bene e il Male né nel microcosmo privato delle nostre storie d’amore né tantomeno nella società. D’accordo, la Società è il Male, ma chi ci assicura che l’Insorgenza sia il Bene? A confrontarsi con gli altri e con loro stessi in questo intricato disegno, Ally Condie pone dei personaggi di grande statura letteraria: prendiamo Ky, per esempio. Ky è il personaggio più fragile del romanzo, benché il lettore lo capisca solo verso le ultime pagine. Ha molto da nascondere non tanto agli altri quanto a se stesso: i propri rimorsi, i rimpianti, le debolezze che l’hanno accompagnato nel corso della sua vita. Ky è l’immagine plastica del riscatto personale, dell’uomo che ha lottato contro un Sistema ma anche contro la propria fragilità, ed è, al tempo stesso, l’immagine del Limite. Anche Ky, infatti, ha i propri pregiudizi, e delle convinzioni più o meno giuste che gli impediscono di proseguire tranquillamente lungo il suo cammino. Poi c’è Indie, che meriterebbe l’oscar – se esistesse in letteratura – per il miglior personaggio non protagonista. Indie è ambigua dall’inizio alla fine, con quei capelli rosso fuoco che la rendono simile a una strega e tutti quegli oggetti che ruba e nasconde, e i bigliettini di Xander, e la sua microscheda. Indie è invidiosa di tutto e di tutti, vorrebbe rubare a Cassia tutto ciò che possiede, e non lo fa di certo per crudeltà, come sarebbe troppo facile pensare. Lo fa per fragilità. Per colmare il senso di vuoto che la vita le ha scavato dentro. Grandi personaggi per una grande storia. Una storia che è un omaggio ad alcuni dei capolavori più celebri della Letteratura mondiale – 1984 di George Orwell, Fahrenheit 451 di Ray Bradbury – per non parlare delle poesie di Tennyson, Thomas, Dickinson. Perché questa non è solamente una storia d’amore e di libertà, di lotta e di riscatto: è anche un’opera letteraria che alla Letteratura è dedicata. Un omaggio alla storia della cultura occidentale. Il segno tangibile di una Narrativa che sopravvive nonostante tutti i Christian Grey delle nostre Top 10. Una Narrativa che – fortunatamente – può ancora dirsi Letteratura.

1 commenti:

Ossimoro ha detto...

Bah, forse sono solo io che ho trovato questa autrice "non un granchè"...a me Matched non era piaciuto (vedi mia rece su Anobii). Ti mando bacini :-* Scrivimi presto! Sono andata avanti col mio coso nuovo :-D

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