domenica 4 novembre 2012 | By: Bianca Rita Cataldi

Kayla 6982 - Recensione.

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Pianeta Loka. Kayla ha quindici anni, tutta una vita davanti, sentimenti ed emozioni da provare, come qualunque quindicenne. Tuttavia, qualcosa di terribile separa Kayla da ogni ragazza umana: un numero, quel 6982 che segue il suo nome e che la marchia indelebilmente con l'appellativo di "schiava". Kayla, infatti, non è umana, bensì una NonUmana Geneticamente Modificata, e appartiene alla più umile classe sociale del pianeta Loka. Sono stati gli uomini a rendere Kayla - e chi come lei - schiava, nel momento in cui hanno invaso il pianeta. Il compito che spetta agli schiavi NGM consiste nell'onorare, servire e rispettare i Puri e gli Impuri, ovvero i gradini più alti della società. Kayla non ha altre possibilità, non può ribellarsi, non ha una famiglia che la sostenga e, al minimo cenno di dissenso, rischia di essere eliminata e di tornare nel nulla dal quale è nata.In questo sistema crudele - di una crudeltà orwelliana, quasi - il lettore riesce a scorgere, però, lampi di luce. Infatti, nonostante il suo inferno quotidiano, Kayla scoprirà che il suo cuore di NGM è talmente umano da potersi innamorare. Quest'amore, però, non la lega ad uno schiavo come lei, ma ad un uomo libero, un umano che è, per giunta, imparentato con uno scienziato. Cosa resta, dunque, da vivere? cosa può offrire un pianeta nel quale sono proibiti le emozioni, la libertà, l'amore?


Questo libro mi ha sconvolto. Parto da un presupposto: non è il mio genere. Proprio per niente. E allora perché mi è piaciuto così tanto? Perché Karen Sandler è un genio: è riuscita a trasmettere ai ragazzi messaggi - o forse sarebbe meglio chiamarli "avvertimenti" - che ho trovato solo in 1984 di Orwell e in pochi altri libri. Com'è possibile scrivere un romanzo YA su un tema così complesso?, mi chiedevo durante la lettura. Eppure l'autrice ne è stata capace, e ha intessuto una trama complessa ma di svolgimento lineare che accompagna il lettore attraverso la storia di Kayla e di Mishalla, nella luce tenue dei due soli che illuminano il pianeta Loka. Già, il pianeta Loka. Sembra lontanissimo eppure, in quei Puri e Impuri, in quella divisione sociale, in quella bramosia di potere e di ricchezza ritroviamo il nostro pianeta Terra, identico a come lo conosciamo.Un romanzo fondamentale, questo. Un romanzo che dovrebbe essere adottato come libro di narrativa nelle scuole, secondo me, perché annoierebbe molto meno dei soliti libri moralistici sul tabagismo e sul bullismo giovanile e, attraverso un pianeta fittizio, aprirebbe una finestra sul mondo reale.

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