domenica 23 giugno 2013 | By: Bianca Rita Cataldi

Speciale Premio Strega: "Storia irresistibile della mia vita vera" di Gaetano Cappelli - Recensione.


"E anch'io ho sorriso felice perché, nonostante il tempo che è passato e quello che è successo nella sua vita, nella mia, siamo ancora qui a parlarci come quell'unica altra volta, in quel giorno lontano d'estate, ma adesso pieni di rimpianto; anche se è forse solo il rimpianto per la nostra giovinezza perduta, quando ogni cosa ci sembrava un sogno facile da realizzare."


Inizio questo speciale dedicato al Premio Strega 2013 con la mia recensione del primo escluso: Gaetano Cappelli con la sua storia semiseria e semidivertente di Giulio, scrittore fallito nonché, diciamocelo pure, particolarmente sfigato. La mia sensazione è questa: che l'autore abbia delineato una trama che di originale non ha assolutamente nulla e abbia cercato di originalizzarla - passatemi il neologismo - in tutti i modi possibili e immaginabili. E il risultato, vi dirò, non è che mi abbia convinta più di tanto.

All'inizio mi sono divertita moltissimo: il racconto dell'infanzia di Giulié, un paesino sperduto del sud Italia, le quattro sorelle racchie, il padre taccagno ma, soprattutto, il fantastico zio Sgiascì, che è forse l'unico personaggio veramente riuscito del libro. 

Giulio cresce tra i racconti da latin lover dello zio e il fantasma del pianista Michelangeli che, dall'alto dei cieli, lo vede diventare un quasi-promettente musicista. E sarà proprio la musica, nonché un'infinita serie di coincidenze, ad agevolare l'incontro tra Giulio e questa Elena Bulbo d'Ambra, ricca e bella nonché fidanzatissima. La classica storia d'amore a prima vista, ecco. E' estate. Giulio sta lavorando come pianista nel lussuoso albergo che ospitò nientepopodimeno che Wagner, ed Elena è una delle ricche ospiti. Alla fine della stagione, i due trovano il coraggio di parlarsi e sarà proprio quell'unico, fulminante dialogo a sconvolgere per sempre la vita del protagonista.

Dicevo, l'inizio mi è sembrato davvero azzeccato: brioso, divertente, da bere tutto d'un fiato come un aperitivo in riva al mare. Un inizio brillante ma soprattutto sincero: mi sono riconosciuta nella spassosa descrizione della vacanza al mare con la famiglia e in tutte quelle abitudini "da sud" che io e Giulio, pur appartenenti a due generazioni diverse, condividiamo. Anche il racconto della gioventù del protagonista è ben congegnato: divertentissimo il personaggio di Sasà, soprattutto, per non parlare delle mitiche telefonate di Rosario. Il problema, però, sorge a partire dalla metà del romanzo: la narrazione diventa alquanto confusa, si perde il bandolo della matassa e la trama diventa davvero, ma davvero, assurda. Il mafioso del finale, poi! Insomma, non so, ma ho come avuto la sensazione che l'autore passasse dal "divertire" al "far ridere i polli", che non sono proprio la stessa cosa, ecco.

Che poi, io di Cappelli ho letto solamente un'altra prova letteraria: il racconto per il Corriere. E già lì...! Ho notato che questo autore ha un po' il pallino dello scrittore che deve barcamenarsi con gli esordienti rompiballe (?) e con gli ammiratori che - indovinate un po'? - sono rompiballe almeno la metà degli esordienti. E, ecco, io lo so che non bisognerebbe mai sovrapporre la figura della voce narrante a quella dell'autore, ma è anche vero che se ritrovo lo stesso tema in ben due opere dello stesso scrittore...beh, il dubbio che i due la pensino allo stesso modo mi viene, o no? Insomma, il Giulio ragazzo è davvero simpatico e divertente, mentre il Giulio scrittore è di una saccenteria e di una misantropia uniche. Il personaggio declina col declinare del libro, ecco.

In compenso, devo dire che ho apprezzato lo stile, fortissimamente italiano per quel periodare sovrabbondante e pieno di subordinate che rimanda alla conversazione tipica e sovreccitata del tipico italiano    che ti sta raccontando la sua vita, per l'appunto. E poi lo ammetto, di ridere ho riso, per carità, ma ciò non toglie che il libro in sé mi abbia comunque lasciata alquanto perplessa. Inizio a credere di essere incompatibile con Gaetano Cappelli. Riproverò prossimamente con Baci a colazione e vi terrò aggiornati in merito all'evoluzione del mio rapporto con l'autore. Per il momento, gli do un due su cinque. Poi...vedremo.

Nella prossima puntata dello Speciale, la recensione di "Nessuno sa di noi" di Simona Sparaco. Stay tuned!



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