giovedì 29 maggio 2014 | By: Bianca Rita Cataldi

Recensione di Acque - Torbidi segreti di Laura Clerici


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Greta è una ragazza come tante: canta nel coro parrocchiale, gestisce una libreria e ama il paese in cui vive. All'apparenza, nulla potrebbe turbare la sua quiete. Tuttavia, il suo passato nasconde inquietanti segreti dei quali lei conosce soltanto una piccola parte. Orfana di madre, Greta è cresciuta in Grecia con i nonni dopo essere stata a loro affidata dal padre, incapace di accudirla. Dell'infanzia, la ragazza ricorda il mare, l'aria salmastra e il profumo del sale sulla pelle. Adesso che è adulta e vive in Italia, in un appartamento poco distante dal lago, continua a esternare il suo amore per l'acqua recandosi a passeggio sulle sue rive. Ben presto, però, strani incubi iniziano a infestare le notti di Greta: ogni sogno la vede scontrarsi con una spaventosa creatura d'acqua desiderosa di soffocarla e trascinarla con sé nelle profondità del lago. Ogni giorno, la ragazza si sveglia terrorizzata e la paura, con l'avanzar del tempo, le scava nere occhiaie sotto gli occhi e rughe di preoccupazione sulla fronte. Chi l'ama e la frequenta non può che rendersi conto del cambiamento che sta avvenendo in lei. Come se non bastasse, un ulteriore accadimento arriva a disturbare la sua già precaria serenità: un giorno, per strada, Greta scorge un manifesto che pubblicizza la mostra di un artista greco. Al centro della locandina, campeggia uno splendido ritratto di donna nelle sfumature del blu e del verde. Nel momento in cui i suoi occhi incontrano quelli della ragazza ritratta, Greta sente il cuore mancare un battito: quella donna misteriosa, così ben dipinta da uno sconosciuto pittore greco, non può essere altri che lei stessa.

Questo romanzo è una scarica di adrenalina, una storia da divorare alla luce di una piccola lampada, quando è notte e tutti dormono tranne te. Ho letto Acque in due giorni e sempre di sera: le avventure di Greta sono riuscite a tenermi sveglia dopo ore e ore di studio e già questo la dice lunga sulla bravura di Laura Clerici. Ciò che più mi ha colpito, in questo libro, è sicuramente l'eclettismo: dall'arte alla storia, dalla musica alle splendide descrizioni dei luoghi in cui la vicenda si svolge, Greta accompagna il lettore dall'inizio alla fine del romanzo senza mai concedergli un attimo di tregua. La narrazione è veloce e varia: talvolta febbrile, talvolta inaspettatamente serena, sempre imprevedibile. Il talento della Clerici si annida non solo nell'intelligenza dello stile, ma anche e soprattutto nella maestria con la quale manovra la materia incandescente della suspense. Per tutta la durata della lettura mi sono chiesta: "Ma come è possibile? Come finirà? Qual è il segreto?". E il segreto è qualcosa di davvero geniale, ben congegnato, magistralmente spiegato nel finale del libro. E' davvero difficile credere che l'autrice in questione sia una scrittrice emergente, eppure è proprio così: Laura Clerici è una narratrice da scoprire per stile, fantasia e incredibile capacità descrittiva. Acque è un romanzo che provoca astinenza: lo si divora in poco tempo, ma non si può fare a meno di pensare a Greta e a Iason e alla Grecia per molti, molti giorni a venire.

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