venerdì 30 maggio 2014 | By: Bianca Rita Cataldi

Una di queste sere.




Riempio d'acqua una tazza, microonde, un minuto e mezzo. Aspetto il 'ding' a braccia incrociate, la schiena contro le piastrelle fredde della cucina. Quand'ero piccola, mia madre mi ripeteva sempre: «Non ti avvicinare troppo al fornetto o prenderai le radiazioni». Al diavolo. Occhi che seguono il movimento rotatorio della tazza nella luce interna del microonde e mi sembra di essere su una di quelle tazzine girevoli delle giostre, ci siete mai andati? Scarto la bustina di tisana zenzero e liquirizia, quella che mi ha regalato Valeria ieri, prima della lezione di giornalismo. Su Instagram trovate alcune delle foto che ho scattato negli ultimi giorni, tra le quali quelle all'interno del meraviglioso Bacio di Latte, un bar che hanno aperto in centro (e no, non mi pagano la pubblicità nemmeno tirandomi addosso un cookie al cioccolato). 

Le teierLampade

Il nostro tavolino <3

Una di queste sere scriverò un post su un argomento che mi sta a cuore: l'arte del trattarsi bene. Ci sono delle cose che non capisco, proprio no, e una di queste è il non godersi la vita. Ognuno di noi ha la sua buona dose di rotture di balle da affrontare, giorno dopo giorno, ma ciò non ci esenta dal dover colorare il tempo che abbiamo a disposizione. E' vero, dobbiamo andare all'università, ore e ore di lezione, poi a casa, poi a dar lezioni private, poi a casa a studiare, e poi i libri da recensire, e poi l'editing da portare avanti. Detto così sembra orribile eppure non lo è. Mi basta il caffè dal mio bar preferito ogni mattina dopo le lezioni, e Pino che mi fa «Ma sempre a leggere stai?» mentre il figlio canta In fondo al mar con la tazzina in bilico in una mano. Il sole 24 ore una volta a settimana, per il resto c'è internet. I blog di libri. Il mio blog. Camminare per le strade più deserte del paese per poter leggere indisturbata dal Kindle e non rischiare di finire sotto una macchina. Una canzone, la puntata di un telefilm, un momento di riflessione e di preghiera. C'è chi lo definisce "prendersi i propri spazi"; io lo definisco "non lasciarsi vivere". 

Lettura serale + camomilla&miele


Il microonde ha fatto 'ding'. Lascio la bustina in infusione con le dita che adesso sanno di zenzero e liquirizia. Domani sera presenterò Waiting room nella biblioteca comunale del mio paese. Che poi, su ibs mi hanno scritto dei commenti meravigliosi. Una ragazza ha detto «Questo è "il mio libro"». Non esiste niente di più bello. Qualcuno che ti dice: quello che tu hai scritto è mio, è dentro di me. Perché lo scrittore è semplicemente un tramite. Le storie ci sono, ci sono sempre state. Hanno solo bisogno di qualcuno che le accompagni. Buonanotte, sognatori.

3 commenti:

La Pagina dello Scrittore ha detto...

Sai sempre emozionare. Un pensiero, uno sbuffo di parole, la tua penna è sempre emozione, in qualsiasi sua forma.
Ciao Bianca, buon caffè e buona giornata!
Mary

Bianca Rita Cataldi ha detto...

Sei un tesoro, Mary <3 hai una sensibilità unica. Un bacione grande grande

La Pagina dello Scrittore ha detto...

Anche tu! Un abbraccio grande!
Mary

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