domenica 20 luglio 2014 | By: Bianca Rita Cataldi

Recensione di L'arte ingannevole del gufo di Ella West


compralo qui


Viola ha quattordici anni e ha il nome di uno strumento musicale e non di un colore. Vive con i genitori in una fattoria della Nuova Zelanda dove, a causa di una rarissima malattia congenita, l'XP, è costretta a nascondersi dai raggi solari. Viola vive di notte e dorme di giorno. Al tramonto si sveglia e, quando non va nel capannone dietro casa per esercitarsi con la viola, inforca i suoi occhiali per la visione notturna e lascia la fattoria per inoltrarsi nel bosco circostante. E' proprio in una delle sue nottate all'aperto che vede ciò che non avrebbe mai dovuto vedere: un omicidio. Un uomo dai lunghi dread biondi trascina un altro uomo molto robusto, probabilmente già morto, all'interno di un'auto e dà il tutto alle fiamme. Il bagliore provocato dal fuoco è accecante nella notte. Dopo di ciò, Viola vede l'assassino sotterrare un sacco, posizionare una pietra sul terreno come segnale e fuggir via mentre l'auto continua a bruciare. Presa da una folle curiosità, la ragazzina sposta la pietra altrove e decide di riportare alla luce il sacco nascosto dall'uomo. Scoprirà ben presto che si tratta di molti, moltissimi dollari. Li porta via con sé, pensando di nasconderli nel capannone e aiutare così i suoi genitori in ristrettezze economiche. L'omicida, però, non ha nessuna intenzione di lasciarle carta bianca e giungerà ben presto a minacciarla e a mettere in pericolo la sua stessa vita.

L'arte ingannevole del gufo è un romanzo particolarissimo. E' originale sin dai presupposti e dalla rara malattia che affligge la protagonista costringendola a vivere di notte e dormire di giorno. L'intera narrazione risulta così "capovolta" sul piano temporale. Non solo: è insolito leggere uno young adult il cui personaggio principale, pur avendo soltanto quattordici anni, sappia già per certo di non avere molto tempo da vivere. E benché nel finale del romanzo la storia prenda una piega ottimistica e Viola riesca a emanciparsi dalla sua stessa malattia, resta comunque un amaro retrogusto che rende agrodolce l'intera lettura. E' un libro insolito anche nel genere: si tratta di un racconto in bilico tra young adult e giallo, eppure non potrei definirlo né totalmente afferente a una categoria né all'altra. Non è del tutto per ragazzi perché affronta tematiche spinose come la malattia, il dolore, il sacrificio per la propria famiglia, la morte. Non è totalmente un giallo perché il caso, a mio parere, si risolve fin troppo facilmente e svanisce nel nulla come una bolla di sapone. E' proprio quest'ultimo aspetto a lasciarmi perplessa e a non permettermi di dare il massimo dei voti al romanzo.
In compenso, ho apprezzato la sensibilità e la bravura con le quali l'autrice ha saputo dar voce a un personaggio difficile come Viola. E' un libro che merita d'esser letto perché è davvero originale sotto ogni punto di vista. Forse non è perfetto, ma costituisce comunque una lettura piacevole per ragazzi e per adulti. Consigliato!

voto: ***/5

0 commenti:

Posta un commento