lunedì 25 agosto 2014 | By: Bianca Rita Cataldi

Nostalgia mode: on


C'è stato un tempo in cui non avevo ancora scritto niente che potesse essere chiamato libro e seguivo incantata i blog delle autrici emergenti. Ricordo Carlotta De Melas e il suo primo libro Una lingua sul cuore e poi Giovanna Giolla con Vermi. Diario d'amore che alla fine non ho mai comprato, ma recupererò. Ricordo il blog della Puzzola e quel "Non mi avrete mai come volete voi" e quanto amavo seguire le sue riflessioni, commentarle, scivolare tra le foto. E' stato così che mi sono innamorata dell'Irlanda per la prima volta; la seconda volta è stata quando ho visto Dublino con i miei occhi. Dopo la Puzzola ho scoperto Marzia con il suo template dedicato a Londra e Come on Eileen e poi il blog del poeta Alessandro Giammei. La maggior parte dei blog che seguivo ha chiuso oppure ha semplicemente accostato la porta d'ingresso privatizzando i post. E' un po' come se avessi perso di vista le mie radici, perché dobbiamo pur affondare da qualche parte. Era bello quando era tutto nuovo, tutto strano, tutto da scoprire. Quando guardavo gli autori emergenti come fossero inarrivabili, quando compravo libri e non li recensivo, quando non avevo visto niente, non sapevo niente, non avevo scoperto la banalità che è dietro le cose. Questo non è un post negativo, sia chiaro. Amo ciò che mi circonda, amo quello che faccio e come lo faccio. So che la vita ha ancora moltissimo da regalarmi e da mostrarmi, ma voglio concedermi questo scorcio di nostalgia per ricordare le bocce di pesci viola di cui parlava Carlotta nel suo blog, le sigarette della Puzzola e la sciarpa lilla di Alessandro. Un pizzico di sorriso per chi, senza saperlo, è stato la mia radice. 

2 commenti:

justsem ha detto...

Bel post, scrivi sempre divinamente!

http://justsem.wordpress.com/

Libri Riccardino ha detto...

Quando si coltivava, magari senza saperlo o senza rendersene conto appieno, un'autentica Passione per la Lettura e quando capitava di recensire non c'erano mai giudizi o comunque questi erano alla fine ma si parlava del libro in libertà e nessuno che si sognasse di dire "Però hai spoilerato troppo!" anche perchè, parlo per me naturalmente, fino a non molti anni fa quando sentivo parlare di "spoiler" pensavo alle macchine sportive, specie le Porsche (magari la 911 della quale con un amico avevo realizzato un modellino in un pomeriggio d'estate!)

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