venerdì 20 dicembre 2013 | By: Bianca Rita Cataldi

Camomillacida.



Quand'ero ragazzina avevo un blog. Si chiamava Memorie di un angelo fallito ed era su Leonardo, quella piattaforma dalla grafica ospedaliera che credo abbia chiuso da un botto di tempo. Poi, Memorie divenne Gocce acide di camomilla e da lì B. e da lì B. among the little women, e nel frattempo ho pubblicato due libri e ho iniziato a firmarmi col mio nome e poi è nato Google+ che ha collegato tutti gli account di facebooktwitterinstagrameccetera e adesso tutti voi - quattro gatti - che state leggendo sapete che sono io, proprio io, Bianca Rita Cataldi. Fastidioso, no? Fastidioso non poter più pubblicare con la stessa libertà di quando avevo tredici anni e mi firmavo angelo_fallito, poi camomillacida. Era bello, prima. Pubblicare le foto più strane che trovavo in giro, le poesie più astruse, gli articoli più insensati che mi passavano per la tastiera. Adesso. Beh, ci devo pensare due volte. Adesso c'è una faccia, dietro il mio nome, ed è la mia. 

Pensavo a questo, stamattina. Al fatto che, mio malgrado, tema comunque il giudizio dei lettori. Perché dovrei? Perché dovrei comportarmi diversamente da quando mi firmavo camomillacida? Sono sempre io, in fondo. Cosa dovrebbe importarmi? Intanto scrivo. Ho iniziato due storie contemporaneamente e non so quale delle due portare avanti, così le porto avanti tutte e due e tagliamo la testa al toro. La prima è un racconto di viaggio sulla maternità, una sorta di On the road al femminile; la seconda è una specie di giallo-non giallo con una ragazza morta per errore (errore?) e un pizzico di Pretty little liars nobilitato da una sfumatura di Elephant (Gus Van Sant, d'u remember?). Nel dubbio, le scrivo entrambe. 

E poi c'è la tesi. e poi dovrei iniziare a scrivere anche la traduzione inglese dei post perché me l'hanno chiesto diversi lettori ma è che, insomma, non è che mi ingozzi. Okay, ve lo prometto, prima o poi internazionalizzerò B. among the little women. Per il momento voglio solo un caffè, anche se è l'ora di pranzo.

Penserò ad una mia personale wl per questo Natale (ma sapete che non ho ancora fatto l'albero?). E intanto mi riempio i capelli di fiocchetti di carta vellutata e noto che il mio smalto grigio sta arrivando a livelli inquietanti di corrosione ma pazienza, ce ne faremo una ragione. Se non ci leggiamo prima, buon natale. ma ci leggeremo.


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