martedì 15 maggio 2012 | By: Bianca Rita Cataldi

Gli effetti collaterali di Pavese.

C'è che Pavese mi fa uno strano effetto. Leggo una sua pagina e mi viene voglia di scrivere, e così poi metto il libro a testa in giù e prendo il cellulare, scrivo due cagate e salvo in bozze. nella mia cartelletta drafts ho 119 messaggi, il che vi fa capire che leggo troppo Pavese. En tous les cas. C'è che Pavese scrive come nessuno ha scritto mai. Quasi nessuno. Insomma, diciamo che lui e Flaubert rientrano nel mio personale paradiso dei prosatori. Oggi, dopo due ore di laboratorio di scrittura all'università (lezione durante la quale abbiamo letto "Il gruppo", raccontino breve e intensissimo del suddetto Cesare) ho buttato giù una cosetta che mi è sembrata bellissima. Ho scritto la fine di un MIO racconto (che non esiste, ovviamente). Mi chiedo perché succede che scrivo sempre i finali e mai gli inizi, e mai le parti centrali. C'è che sono fatta al contrario, tutto sommato. Insomma, ho scritto questo:

La bellezza che eravamo, l'avevamo lasciata indietro. 
L'avevamo dimenticata, come si dimentica un passo dentro la neve.

Che bella. Sì, che bella. Dite che mi vanto? Naa, è che scrivo così tante ostriche vuote che quando ogni tanto esce una perla devo per forza lodarmi e successivamente imbrodarmi. Dovrei smetterla con Pavese, forse. 
Ma anche no.

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7 commenti:

Camilla P. ha detto...

E' un finale bellissimo, davvero.
Io lo terrei da conto :)

E non smettere con Pavese!

Strawberry ha detto...

Non smettere con pavese...non dovrebbe smettere nessuno con lui...poi vedi che bei finali che ti escono? :)

Bianca Rita Cataldi ha detto...

eheh peccato che restino solo dei finali senza racconto xD ;)

polly63 ha detto...

premesso che sono capitata per caso nel tuo blog e questo succedeva più di un anno fa...premesso che apprezzo moltissimo tutto quello che proponi e che di te racconti...premesso che sono una quasi cinquantenne alle prese con una figlia adolescente che fatico a capire...premesso che non ho né i titoli, né la capacità, né la presunzione di correggere gli altri...proprio perchè ti apprezzo molto mi permetto (con tutta la modestia del caso)di suggerirti che secondo me, secondo le mie suggestioni, i passi più che "dentro" la neve li immagino "sopra" . Scusa ancora l'intrusione e forza...continua così...ce la farai di sicuro!!

Bianca Rita Cataldi ha detto...

Carissima Polly, quanto mi ha fatto piacere trovare il tuo commento! Sul serio, non sei stata né presuntuosa né inopportuna, anzi! apprezzo tantissimo il tuo suggerimento: d'altra parte, quando si scrive bisogna pur scrivere "a qualcuno", ed è bello sapere che quel qualcuno ci risponde e ci aiuta. A proposito del "sopra", hai ragione: in italiano corrente, è molto più appropriato del "dentro". Ho scritto "dentro" proprio perché è...scorretto ;) ogni tanto lo faccio, butto lì un'espressione che stona, che potrebbe non piacere. Si potrebbe pensare che lo faccia appositamente per irritare il lettore, ma non sono così cattiva xD Lo faccio perché conferisce un pizzico di naturalezza in più al testo, perché sa di italiano parlato quando si è di fretta. Di italiano estremamente umano, ecco :)Ad ogni modo, grazie grazie grazie del suggerimento! Non pensare che sia caduto a vuoto: ne terrò conto quando questo finale isolato sarà preceduto da un vero racconto :) mi ha fatto piacere leggerti, Polly!

Gabriella Roca ha detto...

Bianchina... è tanto tempo che non lascio una mia piccola e modesta impronta sul tuo splendido ed interessantissimo blog...sai... in quest'ultimo periodo mi capita di essere molto assorta nei miei pensieri e così, per non perdere il contatto col mondo, vendo qui, sul tuo blog, a sbirciare i tuoi di pensieri... il finale che hai pensato e salvato in bozze sul cellulare(anch'io faccio così quando non ho la possibilità di usare carta e penna!!!)è bellissimo..anche con la sua stonatura perchè alla fine rimarrà impressa, nella mente del lettore, anche quella stonatura, oltre alla magia di tutto il resto.
concludo riportandoti una frase che devo aver letto da qualche parte o che la mia mente pazza e scostante deve aver sognato in qualche avida notte:"ogni fine ha ragion d'essere solo alla luce dell'inizio che la precede"...quindi... metti all'opera e buon lavoro!
un bacione...
Ga.
P.S non smettere mai con Pavese...sarebbe impossibile farlo...Lui e tutto il suo genio sono parte di noi...come tutta la letteratura italiana e l'arte...!

Bianca Rita Cataldi ha detto...

Gabri!! mi ha fatto davvero piacere trovare questo tuo commento :) sei un tesoro come sempre e poi...è davvero splendida la frase che hai riportato (oltre che immensamente vera). dovremmo telefonarci più spesso eheh ;)

p.s. hai detto a tua madre che un giorno o l'altro verrò a Foggia, sì? :)

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