martedì 30 settembre 2014 | By: Bianca Rita Cataldi

#3allavolta: L'equazione, Tachea, Il giocoliere di parole



Buongiorno! Per la serie "queste sono le mie ultime recensioni e adios" vorrei parlarvi di tre libri che ho avuto il piacere di leggere recentemente: L'equazione di Daniele Mosca, Tachea di Giovanna Guardiani e Il giocoliere di parole di Alberto Diamanti. Et voilà...



SINOSSI:

In una Torino messa in ginocchio da un’alluvione spaventosa, un ex trafficante di sigarette e quattro ricercatori si trovano coinvolti in un mistero che ha radici in un lontano passato. Tra Torino, Bari e Firenze si intrecciano segreti, personaggi di rilievo e sette sataniche, in una lotta contro il tempo per sventare un’antica profezia che mette in pericolo l’equilibrio del mondo intero. Il bene contro il male, il male contro se stesso, in un vortice di avvenimenti in cui fino all’ultimo nulla è ciò che sembra.

LA MIA OPINIONE:

Parto da un presupposto: questo autore è stato veramente in grado di stupirmi. E' difficilissimo scovare uno scrittore emergente che, al suo esordio letterario, riesca già a mettere in piedi un thriller degno di questo nome. La trama è complessa, articolata e ben congegnata. Immagino vi siano dietro mesi e mesi di lavoro, di studio, di accurata ricerca. Nel romanzo si intrecciano antiche religioni e credenze, a partire dalla cultura egizia per arrivare sino al cattolicesimo, e gran parte dell'intreccio è dedicato all'aspetto scientifico e ambientale. Credo che al di sotto dell'imponente architettura della trama vi sia un intento ecologista che riporta alla luce una verità fondamentale: al di là di ciò in cui crediamo e dell'importanza che possiamo attribuire al destino, l'uomo ha il dovere di conservare e proteggere il proprio pianeta. Nel romanzo di Daniele Mosca vi è un evidente quid "à la Dan Brown" (in particolare il Brown di Angeli e demoni) che non sottrae assolutamente nulla alla particolarità dello stile dell'autore. Ho apprezzato due aspetti in particolare: l'accuratezza nella descrizione dei profili dei personaggi che, pur essendo moltissimi, sono solidamente e coerentemente ancorati all'intreccio, e l'accuratezza nelle descrizioni dei luoghi. Torino, Bari, Firenze: per ogni città citata si ha la sensazione che l'autore abbia vissuto a lungo tra quelle vie, tanto da saperne descrivere alla perfezione i segreti e le verità più profonde. Senza dimenticare che, da vera barese quale sono, non ho potuto fare a meno di apprezzare le pagine dedicate alla Basilica di San Nicola e ai suoi misteri. I miei complimenti a Daniele per aver saputo intessere con così tanta coerenza una trama complessa e decisamente difficile da raccontare. Ad maiora!

voto: ****/5




SINOSSI:

"Da qualche giorno arriva spesso a farmi visita sempre lo stesso pensiero: scrivere un libro; inizierò presentandomi e poi... mi affiderò allo scorrere dei giorni e su di essi punterò la potente luce dell'amore e leggerò la vita." Con queste parole, la protagonista, Tachea, una simpatica vecchietta, dopo aver abbondantemente osservato e letto la vita dall'alto delle sue molte primavere, termina il libro. Tachea, grazie ai suoi settantacinque anni, è una donna ormai affrancata da tutto ciò che la società attuale impone: libera di vivere secondo i suoi ritmi, di esprimere quello che pensa e, attraverso la danza dei silenzi e delle parole, evidenziare la presenza dell'amore attorno a lei.

LA MIA OPINIONE:

Ho adorato questo romanzo per un semplicissimo motivo: trasuda libertà. Libertà di vivere la propria vita senza obblighi e costrizioni, di esprimere la propria opinione senza curarsi di essere contraddetti, affrontare la realtà di petto assumendosi la responsabilità dei propri errori per poi farli fruttare come semi in un terreno fertile. L'aspetto più affascinante dell'intero romanzo è sicuramente la storia d'amore tra Tachea e suo marito: pulita ma non priva di incidenti di percorso, sincera ma non stucchevole, è perfetta nella sua imperfezione che odora di realtà vera. Nulla, in questo libro, sembra "inventato", nulla è puramente finzione letteraria. La ricchezza morale della famiglia, l'incommensurabile valore del dare alla luce una vita, la condivisione dei piccoli gesti quotidiani fanno di questo romanzo un elogio della semplicità, della bellezza del donare, della riconoscenza per una vita vissuta fino in fondo senza paura. Un romanzo assolutamente consigliato.

voto: *****/5




SINOSSI:

"Il giocoliere di parole', è una raccolta di poesie scritte nel linguaggio 'dei' e 'per' i bambini, con l'intento di dare ai 'piccoli lettori' delle 'immagini in rima' da leggere, ed ai 'grandi lettori' (genitori/educatori), degli spunti di riflessione e comunicazione con gli stessi bambini.

LA MIA OPINIONE:

Molto delicata questa breve raccolta di poesie (ma sarebbe meglio dire 'filastrocche') dedicate al mondo dei bambini. Come spesso accade, i libri rivolti all'infanzia acquistano un sapore tutto particolare quando vengono letti "da grandi" ed è chiaramente più semplice, per un adulto, cogliere sfumature e ricchezze di significato che sono abilmente nascoste tra i versi. L'idea del "giocoliere di parole" è meravigliosa ed evoca l'immagine della lettura come attività divertente e appassionante dei quali i bambini possono e devono innamorarsi. Simpaticissimi i personaggi che affollano queste pagine, dalla dolce storia del miele alla filastrocca della ranocchietta fino ad arrivare alle poesie più "mature" come Il quadro e lo scarabocchio. Il mio brano preferito? Senz'altro Il sangue blu del figlio del re che ricorda il valore dell'uguaglianza con delicatezza e genialità senza mai scadere nel banale. Una raccolta che merita davvero il suo piccolo grande spazio sui comodini dei vostri bambini (e non solo).

voto: ****/5

2 commenti:

Chiamaka Abasilim ha detto...

Loved Dan Brown's Angels and Demons,so am pretty sure I would love this too. I am so happy you are back to review. missed that.

http://thinkworkandgo.blogspot.com/

justsem ha detto...

Il primo romanzo mi intriga molto!

http://justsem.wordpress.com/

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