lunedì 1 settembre 2014 | By: Bianca Rita Cataldi

primosettembreduemilaquattordici e nulla da dire



Il post del primo settembre è da sempre un must, una di quelle cose che faccio ogni anno da sempre. Scrivo buoni propositi, cose da fare, da studiare, da leggere, da dire. Quest'anno no, non scriverò niente. Voglio viverlo, questo splendido mese di inizi. Non è più tempo dei blog personali in cui scrivere tutti i fatti propri ché tanto nessuno sapeva chi fossi e pur volendo tu ti firmavi Angelo_fallito o Camomillacida. Dio, quanto rimpiango i tempi di Camomillacida. Adesso sono Bianca Rita Cataldi, nuda e cruda come all'anagrafe, e non ho niente da dire. Di questi tempi sono nostalgica e penso spesso a com'era bella l'era pre-social. Internet senza social: il paradiso. Solo piccoli blog, monadi, gente che commentava sul serio perché aveva piacere nel commentare e non per ricevere in cambio un commento ai propri post. Era bello quando era vero. Quando ci si conosceva su aNobii. Quando la Puzzola aveva un blog e Chiara Ferragni era ancora la piccola Chiara F. scoperta su Lookbook e non aveva ancora un terribile sito web iperspaziale del quale non ho capito un'emerita. Ultimamente ripeto sempre le stesse cose. Non ho niente da aggiungere al già detto, i buoni propositi li tengo per me, le recensioni ripartiranno prima o poi e pace. Non sono una blogger vera, non lo sono mai stata. Non mi sprecherò mai per condividere ovunque, essere social al massimo grado, chattare con millemila persone solo per tenermele buone. Voglio restare Bianca com'ero nel 2007, nel 2008, nel 2009. Faccio quel po' che posso, nel mio piccolo. Non sono brava, non sono social, non sono fashion, non sono romantic, non sono amazon. Sono la camomilla acida che ero in prima liceo. Sempre quella, solo con i capelli rossi e una faccia adulta che nemmeno so quando mi è spuntata.

4 commenti:

Libri Riccardino ha detto...

Ti capisco. Anche io in fondo sono rimasto quello che ero ai tempi del "glorioso" "Il Contastorie" dell'altrettanto "glorioso" zio Leo, al secolo dei blog estinti Leonardo.it. Intendiamoci, la piattaforma c'è ancora ma ora, chissà poi perchè, ha abdicato, da qualche anno, al proprio compito di dare asilo a chi voleva raccontare e raccontarsi, diventando un po' più aperto in tempi non ancora "Social". Quanto alla faccia da adulto lo confesso è l'unica traccia che mi identifichi come adulto, per il resto meglio tralasciare... :)

Bianca Rita Cataldi ha detto...

Anch'io ero su Leonardo *.*lo adoravo, era una piattaforma meravigliosa e in questi giorni di nostalgia la rimpiango spesso. Mi dispiace vedere che il modo di bloggare sia cambiato tantissimo, sia diventato troppo social. Ormai nessuno legge i post se non vengono condivisi su Facebook. Questo mi rattrista molto.

Libri Riccardino ha detto...

E poi un'altra cosa. Anche quando vengono condivisi non è detto che la gente li legga. Tanti fanno solo clic sull'anteprima, lo sbirciano, dicono "Ok, caruccio!" ma poi basta perchè leggerlo costa fatica. Anch'io adoravo il caro vecchio "Zio Leo"! :) Lì c'era condivisione e socialità più che sui cosiddetti Social di oggi perchè ci si scambiava storie di vita. E poi c'era quella chicca assoluta del Fotoblog della serie "Una foto vale più di mille parole". Quanti amici mi ero fatto lì. Alcuni poi li ho ritrovati su Facebook ma altri li ho persi e questo mi è spiaciuto e mi spiace! :) Un'altra gran bella piattaforma blog era Splinder ma anche quella è sparita. Bah... Che Mondo virtuale è quello che lascia sparire i propri "Miti"?

Bianca Rita Cataldi ha detto...

Non dirmelo: per la morte di Splinder ho portato il lutto :( davvero, è tutto tristissimo. Anch'io ho perso quasi tutti i blogger che avevo conosciuto e poi, facendomi due domande, ho capito che non era un caso: hanno volontariamente deciso di non tenere più un blog per non piegarsi alle "novità" :(

Posta un commento