giovedì 15 gennaio 2015 | By: Bianca Rita Cataldi

Libri da ardere

Tutto lo schifo che si nasconde dentro le cose. Le persone. I social. Le serie tv su Canale5. Non voglio più scrivere adattandomi, prezzandomi, urlando costantemente come una pazza (vedi American Horror Story: Asylum) affinché qualcuno mi legga su facebook e decida di spendere un euro, un solo euro, per leggermi. Io non valgo un euro. Potrà anche non piacere a nessuno, ma il mio lavoro non dovrà mai più valere un euro. E sono stanca. Di esserci sempre, di spammare continuamente il mio lavoro, i figli del mio inchiostro, e tutto questo per cosa? Per controllare febbrilmente una classifica Amazon? Io non sono questo. Non posso essere ciò che non sono ("e come può un cieco guidare un altro cieco?", direbbe Michelstaedter). Arriva, grazie a Dio arriva, quel giorno agghiacciante in cui ti fermi al semaforo e pensi "dove sto andando?". Ed è lì, in quell'istante, a quel semaforo, che capisci che stai recitando una parte e non te ne sei nemmeno accorta. Tu non sei questo. Non sei facebook, non sei social, non sei amazon. Non sei romance. Nel computer hai venti pagine di un noir che diventerà un libro e che forse non vedrà mai la luce o forse sì ma chi se ne frega, di certo non sarà un misero euro su Amazon. Mai. Mai più. Le beghe tra autrici. I "non c'è mai nessuno quando io ho bisogno ma io ci sono per tutti". L'ipergentilezza. Ho conosciuto persone meravigliose su facebook, sia chiaro. Sto parlando del lato "professionale" del social, ovviamente. Io non voglio più pregare nessuno. Spammare. Implorare: leggimi. Fa' una cosa: non leggermi. Per favore. Ora come ora vorrei soltanto questo: scrivere a vuoto per ore, giorni, anni e consumarmi da sola da qualche parte nel mondo. Libri da ardere, direbbe la Nothomb. Proprio questo, nient'altro.

2 commenti:

Chiamaka Abasilim ha detto...

wow, being an author can suck sometimes but one should never give it up especially if you have a passion for it.

http://thinkworkandgo.blogspot.com/

Camilla P ha detto...

I momenti di stanchezza e sfinimento capitano a tutti, e immagino che doversi promuovere da indipendente sia piuttosto stressante. Ma tu sei una tosta, di questo non dubito :)

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