lunedì 19 gennaio 2015 | By: Bianca Rita Cataldi

Pensieri da area ristoro

Aria ristoro dell'Auchan, una sigaretta e un vestito nero di Mango nella busta. L'altoparlante manda una canzone orribile che dice qualcosa tipo "I'm singing forever" (ma speriamo di no). Il freddo mi colpisce il collo scoperto come uno schiaffo a ripetizione. Questo è uno di quei rari periodi in cui becchi solo libri meravigliosi: Teoria e pratica di ogni cosa di Marisha Pessl, Il cardellino di Donna Tartt, Shotgun lovesongs di Nicholas Butler. Con i libri va così, alti e bassi, come in una storia d'amore. E quando capita di beccare solo libri che arricchiscono, donano, sprigionano ossigeno, allora sì che torna il piacere della lettura, delle 700 pagine buttate giù in due giorni come un succo di frutta. E sto scrivendo. Sto scrivendo il libro che impegnerà tutto quest'anno e forse anche il successivo e non importa quando finirò, so solo che ne vale la pena. Tanti gli spunti, sterminato l'humus nel quale sta prendendo vita questa nuova storia. Voglio dare il meglio. Non pubblicherò niente che non sia maturo, adulto, pronto per il mondo. Nient'altro.

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