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lunedì 25 luglio 2016 | By: Unknown

La playlist del lunedì: All of this and nothing



E per iniziare questa nuova settimana, ecco qui la Playlist del Lunedì. Tema del giorno: sparizioni, nascondigli, illusioni. In sintesi? Every love story is a ghost story. 

Tracklist:


  • Muse - Follow me (The 2nd Law, 2012)
  • Sonata Arctica - Shamandalie (Reckoning night, 2005)
  • Baustelle - Diorama (Fantasma, 2013)
  • Le luci della centrale elettrica - Quando tornerai dall'estero (Per ora noi la chiameremo felicità, 2010)
  • Dave Gahan & Soulsavers - All of this and nothing (Angels & Ghosts, 2015)
  • The Who - The song is over (Who's next, 1971)
  • Alter Bridge - Open your eyes (One day remains, 2004)
  • Veruca Salt - Seether (American Thighs, 1994)
domenica 24 luglio 2016 | By: Unknown

What's in my screenshot #1



Dovete sapere che ho da secoli l'insana abitudine di riempire il mio cellulare di screen di prodotti che vorrei acquistare e che non ho avuto ancora il tempo né la voglia di procurarmi. Insomma, il mio archivio foto è una sorta di wishlist piena di libri, film, cd, trucchi, vestiti, scarpe. E così ho pensato... perché non riversare una parte di questa immensa wishlist nel blog? D'altra parte, non è forse questo il mio angolo di pace among the little women? Dunque, ecco qui una parte della mia lista desideri più recente. Si parte dai libri (of course) per poi passare ai film, al make up e all'abbigliamento. Ho lasciato gli screenshot così com'erano, nudi e crudi, senza modificarli. D'altra parte, è proprio questo il senso del post. E voi cos'avete nella vostra wishlist? Abbiamo qualche "desiderio" in comune?

LIBRI:

(Allego sinossi da Amazon)


Raccogliendo l'esortazione kantiana al sapere aude, a utilizzare con coraggio e determinazione le proprie facoltà intellettuali, Rita Levi-Montalcini si confronta con i grandi interrogativi del nostro tempo, riflettendo sulle scelte che gli uomini del nuovo millennio saranno chiamati a compiere. Ne risulta un discorso articolato ma universale che, passando in rassegna temi cruciali quali la salvaguardia dell'ambiente e la sperimentazione sugli embrioni, la cura del cancro e la tutela dei diritti fondamentali dell'uomo, sottolinea il legame indissolubile e necessario tra ricerca e dimensione etica, tra innovazione scientifica e difesa dell'individuo. Una riflessione appassionata, animata dalla serena fiducia nell'uomo e nella sua capacità di comprendere e gestire le sfide della contemporaneità.




Best friends Caddy and Rosie are inseparable. Their differences have brought them closer, but as she turns sixteen Caddy begins to wish she could be a bit more like Rosie - confident, funny and interesting. Then Suzanne comes into their lives: beautiful, damaged, exciting and mysterious, and things get a whole lot more complicated. As Suzanne's past is revealed and her present begins to unravel, Caddy begins to see how much fun a little trouble can be. But the course of both friendship and recovery is rougher than either girl realizes, and Caddy is about to learn that downward spirals have a momentum of their own.



La seconda guerra mondiale è appena finita e, per chi è giovane e guarda al futuro, New York rappresenta il Grande Sogno. Proprio come capita a tre ragazze, molto diverse tra loro ma ciascuna con qualcosa di speciale: Anne, Neely e Jennifer arrivano a Manhattan e, con mezzi differenti, conquistano il successo, la ricchezza, la fama. Ma il prezzo da pagare è pesante. E laddove non c'è nemmeno l'amore a compensare una vita dove l'immagine domina su tutto, l'unica consolazione sono le "bambole", ovvero le pastiglie di tutti i colori, che si ingoiano per trovare un po' di pace o la carica necessaria per andare avanti... finché anche quelle non si trasformano in uno strumento di autodistruzione.



È arrivato il momento, dopo trentasei anni, di spiegare fatti rimasti finora in sospeso. Gli italiani hanno assistito inermi ad attentati di ogni genere: omicidi di militanti politici, poliziotti, magistrati. E stragi crudeli, terribili, come quella alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980 che causò 85 morti e 200 feriti e che, nonostante la condanna definitiva dei tre autori, continua a essere avvolta nel mistero. Dopo interminabili indagini giudiziarie e rinnovate ipotesi storiografiche, gli autori di questo libro, esaminando i materiali delle commissioni Moro, P2, Stragi, Mitrokhin, gli atti dei processi e degli archivi dell’Est, e documenti “riservatissimi” mai resi pubblici, hanno tracciato una linea interpretativa sinora inedita, restituendo quel tragico evento a una più ampia cornice storica e geopolitica, senza la quale è impossibile arrivare alla verità. La loro inchiesta chiama in causa la “doppia anima” della politica italiana, le contraddizioni generate dalla diplomazia parallela voluta dai nostri governi all’inizio degli anni Settanta e, in particolare, lo sconvolgimento degli equilibri internazionali provocato dall’omicidio di Aldo Moro, vero garante di un patto con il Fronte popolare per la liberazione della Palestina finalizzato a evitare atti terroristici nel nostro paese. Senza questo viaggio a ritroso nel tempo è impossibile capire la stagione del terrorismo italiano culminata nell’esplosione del 2 agosto 1980.



Sophie May has a secret. One that she's successfully kept for years. It's meant that she's had to give up her dreams of going to university and travelling the world to stay in her little village, living with her mum and working in the local teashop. But then Sophie unexpectedly meets the gorgeous Billy Buskin - a famous actor with ambitions to make it to the top. As they begin to grow closer, Sophie finds herself whisked away from the comfort of her life into Billy's glamorous - but ruthless - world. After years of shying away from attention, can Sophie handle the constant scrutiny that comes with being with Billy? How much is she prepared to give up along the way? And is their love strong enough to keep them together against the odds?



Olivia ha trentadue anni e di mestiere fa divorziare le persone. La sciagura sentimentale è il suo pane quotidiano, tanto che divide i clienti in due categorie: i Lascianti e i Lasciati. Accomodanti e solitamente muniti di un amore nuovo di zecca i primi, agguerriti i secondi (hanno già perso nel matrimonio, non hanno nessuna intenzione di perdere nel divorzio). Anche Olivia è stata lasciata, ma siccome Dario continua a mandarle messaggi su WhatsApp è sicura che tornerà da lei, manca pochissimo. Del resto, "lasciarsi non è mai quando ci si lascia: è una cosa che succede quando non puoi più negare che il tuo ex si è innamorato di un'altra". E oggi per scoprire che all'improvviso lui non è più "disponibile", basta sbirciare su Facebook comodamente da casa, in pigiama, versando lacrime sul sushi ordinato a domicilio. Ester Viola racconta l'universo dei sentimenti in modo vivo e contemporaneo, perché da Jane Austen al Nick Hornby di Alta fedeltà l'amore è sempre la stessa cosa, ma adesso una notifica può cambiarti la giornata.



Louise Roe--internationally renowned fashion journalist, TV host, and makeover guru--knows style. It's not about trends but about being your own person and sharing the things you love in your appearance, your home, and your personality. In Front Roe, Louise shares her expertise on cultivating personal style and feeling like a confident leading lady in your own life. In her first book, Louise has compiled the practical tips and secret tricks that she's picked up through years of working in the fashion industry with magazine editors, stylists, celebrities, and most importantly, real women. Front Roe helps a woman discover her personal style through looks she loves--images in magazines that speak to her, quotes that inspire her, fashion or styles she is taken with, and family photos. Once the foundation is laid, Louise expands into the specifics of fashion, beauty, and lifestyle, offering helpful advice from today and yesteryear on everything from finding the right underwear and buying vintage clothing, to picking the best perfume for you, and making your home a sanctuary. As Louise says, "With a little nudging and direction, everybody can develop their own personal style, no matter their shape, age, or wallet size. In my view, fashion should be aspirational, but attainable and definitely something to have a sense of humor about. It's worth living every single day as the most confident, happy, and glamorous version of yourself. Here's how!" Front Roe is the perfect distillation of this philosophy. Louise shares stories, information, and ideas from around the world to help women feel educated, uplifted, inspired, and considerably more positive about their mind, body, closet, and home.



When the Princess of Nova accidentally poisons herself with a love potion meant for her crush, she falls crown-over-heels in lovewith her own reflection. Oops. A nationwide hunt is called to find the cure, with competitors travelling the world for the rarest ingredients, deep in magical forests and frozen tundras, facing death at every turn. Enter Samantha Kemi - an ordinary girl with an extraordinary talent. Sam's family were once the most respected alchemists in the kingdom, but they've fallen on hard times, and winning the hunt would save their reputation. But can Sam really compete with the dazzling powers of the ZoroAster megapharma company? Just how close is Sam willing to get to Zain Aster, her dashing former classmate and enemy, in the meantime? And just to add to the pressure, this quest is ALL OVER social media. And the world news. No big deal, then.

FILM:




Parigi 1967: in un appartamento vivono insieme cinque ragazzi marxisti leninisti, che si riuniscono per leggere e studiare i testi di Mao. Una di loro, Véronique, decide di passare all'azione e progetta un attentato contro un ministro sovietico in visita alla città. Uno dei maestri della Nouvelle Vague mette in scena i temi dell'imminente rivoluzione studentesca del '68 che travolgerà la Francia e il resto del mondo.




Un uomo senza obiettivi ben definiti trova la sua strada nella politica della sinistra dopo diverse storie che lo aiutano a maturare...



Tom travels to the country for the funeral of his lover. There, he's shocked to find that no one knows who he is, nor who he was to the deceased man, whose menacing brother soon sets the rules of a twisted game. In order to protect the family's name and grieving mother, Tom must now deny his own sexuality, while playing the peacekeeper in an isolated household whose obscure past bodes even greater darkness for his "trip" to the farm. Adapted from the original play by acclaimed Quebecois playwright Michel Marc Bouchard, Tom at the Farm is the fourth film by multi-award-winning young director Xavier Dolan, who also takes the title role. This taut psychological thriller centres on the ever-growing gap between city and country and the often oppositional nature of men who live there.



Laurence rivela il suo desiderio di diventare una donna nel giorno del suo trentesimo compleanno. La sua ragazza, pur rimanendo sconvolta, accetta di rimanere al suo fianco e l’anno successivo Laurence torna a lavorare come professore di letteratura, ma questa volta veste i panni di una donna. Inizia così una nuova vita, ma il peso dello stigma sociale, il rifiuto della famiglia e l’incompatibilità della coppia comincia a diventare un problema insormontabile. Un’opera di genio mozzafiato del talentuoso enfant prodige del cinema canadese.



Quando l'aspirante modella Jesse (Elle Fanning) si trasferisce a Los Angeles, la sua giovinezza e vitalità vengono fagocitate da un gruppo di donne ossessionate dalla bellezza e disposte ad usare ogni mezzo per prenderle ciò che ha.



Per le due coppie formate da Anna e Stefan e da Bernd e Marc trascorrere qualche giorno nella campagna di cui sono originari rappresenta un'occasione per stare spensierati e vivere in maniera idilliaca. La realtà, però, si discosta ormai molto da quella di un tempo: le miniere di carbone della zona sono in espansione e anche il villaggio, meta della loro vacanza, ha cambiato nel tempo aspetto. Il posto è quasi deserto, le scuole sono in rovina e persino le salme sono state riesumate per essere seppellite altrove e rendere disponibile l'area del cimitero. In più, mentre Anna e Bernd sono perseguitati da incubi ricorrenti, Stefan è attratto dal rapporto poligamo che Marc e il compagno hanno. Tale attrazione si trasformerà presto in un dato di fatto che Marc userà per esercitare pressione psicologica su Anna, che sentirà la sua vita ordinata sfuggirle di mano.

MAKE UP:


Dunque, dovrebbe trattarsi di un ferro per capelli a tre "uscite". Non so se funzioni o meno ma mi ha incuriosita l'inserzione trovata su Facebook e che vi ho riportato così com'era, in screenshot, tanto per fare le cose nel modo giusto. 




ABBIGLIAMENTO:



Questi screen vengono dalla newsletter e dall'account Instagram di H&M, marchio che, come saprete già, adoro alla follia.



Questi invece vengono da Zara. Per il cappottino verde, in particolare, è stato amore a prima vista.

CD:














lunedì 28 dicembre 2015 | By: Unknown

La playlist del lunedì: Moment bends



Ed ecco a voi i titoli di questa Playlist del Lunedì:


  • Architecture in Helsinki, Desert Island (Moment Bends, 2011)
  • Madonna, Holiday (Greatest Hits, disc 1)
  • LCD Soundsystem, Drunk girls (This is happening, 2010)
  • The Orb, Outlands (Dipping into the cyberworld)
  • The specials, Maggie's farm (The 2 tone collection: A checkered past, disc 1, 1991)
  • Baustelle, Le vacanze dell'Ottantatré (Sussidiario illustrato della giovinezza)
  • David Bowie, Queen bitch (The Rise and Rise of Ziggy Stardust: BBC Radio Session 1967-1972, 1999)
  • Francesco Guccini, Giorno d'estate
giovedì 26 marzo 2015 | By: Unknown

Voce del verbo suonare. Una storia d'amore

Diciamo che sono sempre stata una capra, al pianoforte. Sono al decimo anno di conservatorio (vecchio ordinamento) e questi dieci anni mi hanno portato gioie e dolori. Le più grandi gioie. Un grande amore. Diversi grandi dolori. Whatever. Comunque non sono affatto una pianista degna di nota, e non lo dico per modestia: sono una capra sul serio. So quando so fare una cosa e so anche quando non la so fare. Rimandero' il diploma in eterno, lo so già, finirò in ultra-fuoricorso ma il fatto è che per anni ho detestato il pianoforte. L'ho detestato perché suonarlo mi ha letteralmente cambiato la vita, perché per "colpa" sua ho vissuto esperienze che non avrei mai voluto vivere, perché sono successe tantissime cose in questi dieci anni e alla fine ho detto "ehi, pianoforte di merda, io ti odio". Ma, come diceva il mio primo fidanzato (era il 2007, long time ago), l'odio non è il contrario dell'amore: l'indifferenza lo è.  Fino a quando odi qualcosa, la stai ancora amando. E così oggi mi sono detta: okay, ora suono. Non studio: suono soltanto. Ho accantonato per un giorno tutti i pezzi del diploma e ho preso tutti i miei brani preferiti, tutti i pezzi più importanti della mia intera storia pianistica. Roba non troppo complessa, pezzi che potessi suonare senza smadonnare. Ho iniziato dalla Sonatina 1959 di Kachaturian, il mio pezzo preferito in assoluto. Tre movimenti, di cui il secondo straripa di poesia dolcissima. È incredibile la memoria delle mani: non suoni un pezzo per anni, neanche sapevi di ricordarlo eppure lo trovi lì, intatto, e le tue dita sanno esattamente cosa fare e dove andare. Il terzo dei pezzi facili di Bach. Sherazade dall'Album della gioventù di Schumann. Il n.18 dalle Romanze senza parole di Mendelssohn (stanza n.27 del conservatorio, un mercoledì lontano, ore 18, le finestre aperte e una pioggerellina di primavera che bagna i vetri). La sonata op.27 n.2 di Beethoven. Ricordavo tutto e ogni nota era una gioia macchiata di dolore, un dolore macchiato di gioia. Perché sempre, ogni volta che ho visto un pianoforte entrando in una stanza, ho provato ciò che si prova quando si incontra un amore perduto: quella nostalgia pungente, il pensiero che fino a qualche anno fa quel dolore era amore, era un passeggiare mano nella mano e poi chissà cosa n'è stato di noi. Presto o tardi mi diplomero' e lascerò per sempre il conservatorio. Che cosa resta di un amore? Chissà. La certezza che non tornerà più, forse. La malinconia sottile di un pezzo di Mendelssohn quando fuori piove ed è un mercoledì di tanti anni fa che però ricordo. Eccome se ricordo. Ancora.

martedì 9 settembre 2014 | By: Unknown

Three songs



Sto per andare a nanna (e sarebbe anche ora) ma prima voglio lasciarvi le tre canzoni che stanno accompagnando questo mio settembre e che sento il bisogno di condividere con qualcuno. Sono accomunate da un suono sensuale, sinuoso che ben si abbina alla mia lettura del momento: Le vergini delle rocce di d'Annunzio. Buon ascolto e...buona notte!

p.s. il mio Waiting room sta partecipando a un concorso su feisbuc. Vi va di lasciare un like qui?



Adoro questa canzone e adoro lei. Non è un caso se a un certo punto del cammin di mia vita ho deciso di farmi rossa.



Video inquietante ma canzone meravigliosa.



Quante storie mi ha ispirato questa canzone! Imperdibile.
venerdì 5 settembre 2014 | By: Unknown

No one's ever gonna love you more than I do




Buongiorno. Parto subito con un video (vecchiotto) pubblicato su Rookie e da me prontamente rubato. Credo sia la più bella versione in circolazione nonché una delle migliori canzoni dei Band of Horses. No one's ever gonna love you more than I do, no one...




E intanto è ufficiosamente arrivato l'autunno. Oggi pioveva sui tavolini del mio bar preferito ma ho chiesto a Pino di trovarmi un posto all'asciutto e così è stato. Io e D'Annunzio seduti in un angolo a parlare di Massimilla, Violante e Anatolia, ma la mia preferita resta sempre e comunque Violante. Lei è l'unica delle tre vergini delle rocce ad avere una vera e propria carica erotica, con quei capelli che le premono sul capo come una corona e le viole appena raccolte che le circondano i fianchi. 

Tutto in lei esprime, tutto in lei è segno. Le sue linee parlano un linguaggio che renderebbe simile a un dio colui che ne comprendesse la verità eterna; e i suoi minimi moti producono nei confini del suo corpo una musica infinita come quella dei cieli notturni.
                 (p. 10)

Ed ecco un altro pezzo per tenervi compagnia in questa giornata di settembre che ancora non ho capito se sia fresca o meno: non faccio altro che mettere il cardigan, togliere il cardigan, rimettere il cardigan...

Ten silver saxes, a bass with a bow The drummer relaxes and waits between shows For his cinnamon girl.


venerdì 4 aprile 2014 | By: Unknown

Top 10 - Marzo 2014



Da quanto tempo non mi dedicavo a questa rubrica? Sarà passato un anno, come minimo, e adesso...eccomi qui con la mia top 10 di marzo. Enjoy.

P.S. i punti non sono in ordine d'importanza ma in ordine di "come mi sono venuti in mente".

1) COSTELLAZIONI



E' l'ultimo cd di Vasco Brondi alias Le luci della centrale elettrica. E' il suo lavoro più maturo e melodico, ricco di testi (come sempre) intensi, evocativi, unici. La mia canzone preferita dell'album? Difficile da scegliere tra il sound soft di I Sonic Youth, l'intensità di Macbeth nella nebbia, il ritmo di Firmamento che richiama da vicino i CCCP. Ad ogni modo, la mia preferita è Le ragazze stanno bene perché è bellissima. Semplicemente.




"Forse si trattava di accettare la vita come una festa,
come ho visto in certi posti dell’Africa.
Forse si tratta di affrontare quello che verrà
come una bellissima odissea di cui nessuno si ricorderà.
Forse si trattava di dimenticare tutto come in un dopoguerra
e di mettersi a ballare fuori dai bar
come ho visto in certi posti della Ex-Jugoslavia.
Forse si tratta di fabbricare quello che verrà
con materiali fragili e preziosi, senza sapere come si fa."


2) VALERIA






Non necessita di spiegazioni, right?











3) L'ESTATE ENIGMISTICA

Sono particolarmente in fissa con questa non più giovane canzone dei Baustelle, tratta dall'album I mistici dell'Occidente. L'adoro. Mi ha accompagnata all'università per tutto marzo.


4) IL CALCIO NEL SEDERE DI CANDIDE

 

Ho letto una prima volta Candide in quarto superiore, come libro di narrativa per letteratura francese, e l'ho riletto recentemente per un esame universitario. Questo passaggio è uno dei miei preferiti in assoluto. L'amore che non gli è valso che venti calci in culo, letterale. Voltaire, you won. 

5) LETTERATURA ITALIANA MODERNA E CONTEMPORANEA

 E' l'ultimo corso della mia triennale ed è uno dei più affascinanti che io abbia seguito in questi tre anni. E no, non sono secchiona, lungi da me, ma lui, vecchietto, con la F moscia di Vendola, è un mito. Parla in stream of consciusness, parte da un punto e poi si dimentica quello che stava dicendo perché i pensieri lo portano ad altri autori, ad altri brani, e passa da Svevo a Saba a Montale (ma era partito da Pirandello) ed è bellissimo che sia così, senza mappa, senza quella presunzione accademica del recitare saggi critici a memoria. Pura e pulita passione per la Letteratura. 

6) PROUST, LA PETITE MADELEINE E IL LICEO


Ricordate il vecchio Marcel, la tazza di tè e la petite madeleine il cui sapore fa riaffiorare l'immenso "edificio della memoria"? Bene. La mia petite madeleine, in questi giorni, è stata l'ECDL. Sto sostenendo gli esami di informatica nel mio vecchio liceo e così, ogni venerdì, salgo sul numero 2, attraverso il lungomare, passo davanti al Marconi, alla San Francesco, alla Resurrezione, al mercato coperto, alla casa di un mio ex, e poi arrivo lì. A scuola. La foto qui proposta è vecchissima e io sono quella lì di spalle con i capelli di Raperonzolo e il maglione bianco. Bei tempi? Forse sì, forse no. Un pizzico di nostalgia c'è comunque, insieme alla lieve consapevolezza del "tutto scorre e tu stai invecchiando".

7) IL CENTRO DI ITALIANISTICA



Dovevo arrivare all'ultimo anno di università per scovare la mia biblioteca del cuore. Beh, l'ho trovata (grazie, OPAC). Silenziosa, piccola, senza luci al neon sparate negli occhi, ignorata dal mondo universitario più "in", priva di fighi, comunisti dell'ultim'ora, clan di studenti à la page che sussurrano urlando. E poi c'è quel banco lì, addossato al muro, solitario...uau. 

p.s. però adesso non è che venite tutti in biblioteca con me, neh?

8) I BUONI PROPOSITI DI GIOVANNI GIUDICI

  So perfettamente che la foto è mossa ma ero in biblioteca e non potevo certo mettermi lì a scegliere l'inquadratura perfetta. E' una pagina che riporta i buoni propositi del poeta olivettiano Giovanni Giudici per l'anno 1946. Beh, mi ha fatto un certo effetto leggere che anche un grande intellettuale come lui, a suo tempo, ha avuto bisogno di stilare un elenco di "cose da fare", di gente alla quale legarsi, di riviste con le quali collaborare. La numero 6) vince.

9) ROOKIE'S YEARBOOKS 1 AND 2

 

Seguo Rookie da una vita e l'adoro perché rispecchia perfettamente l'ideale di magazine (intelligente) per adolescenti e giovani adulti. Ricco di spunti di riflessione, racconti, musica, idee DIY, è un sito che chiunque legge in inglese dovrebbe scoprire. Quelli che vedete qui sopra sono i due volumi che raccolgono in cartaceo tutti gli articoli di questi due anni Rookiani. Da non perdere.

10) LE BUSTINE DI ZUCCHERO CON RICETTA



C'è un bar, a Bari, che è il mio bar preferito e nessuno lo sa. E' solo mio perché ci vado da sola, senza amiche né fidanzati né futuri mariti né parenti di sorta. E' il mio piccolo angolo di pace, quello in cui sorseggiare un decaffeinato macchiato leggendo manoscritti sul kindle. Conosco tutti coloro che lavorano nel locale, ci prendiamo in giro, ho acceso le loro sigarette finché non ho smesso di fumare. Conosco il cane del cliente abituale, quello con la brillantina. La vecchietta che abita lì vicino e che alle undici scende a prendere un caffè. E' l'unico bar nel quale posso entrare e dire "il solito" come nei telefilm americani. E, da un po' di giorni a questa parte, hanno le bustine di zucchero con ricetta. Non credo che cucinerò mai un filetto di cernia alla mostarda e non sono nemmeno del tutto sicura di sapere che cosa sia una cernia, ma l'idea è davvero carina. E poi, si sa, io colleziono bustine di zucchero.


La mia top 10 di marzo finisce qui. Ora inizio a prendere appunti per aprile o, meglio, ora vado a prepararmi ché devo spegnere il computer e uscire.

p.s. ma quanto mi piace questa rubrica. Sono un genio. Vero che sono un genio?











giovedì 24 ottobre 2013 | By: Unknown

Snowqueen of Bari


She's mending a fairy tale 
Reading her heart 
(Ooh, a Deborah forever) 
That's a good motto 
For some jokeman's card 
 I'm on my knees, your majesty 
Snowqueen, save a cold kiss for me 

The Mamas & The Papas - Snowqueen Of Texas 


Non so com'è che mi sia venuta questa fissa per i The Mamas & The Papas. Principalmente, adoro la rotondetta dai capelli rossi: ha lo sguardo truce da cattiva delle fiabe ed è, al tempo stesso, simpatica. Sarà che io e le chiome fiammeggianti siamo ormai un duo indivisibile. Mi sembra inverno, anche se ieri sono riuscita a levarmi la giacca alle otto di sera. E' inverno nelle cose. Sono nel bel mezzo della burrasca eppure mi sento quasi serena. Credo sia l'immobilità dell'incertezza, il non sapere che fare né dove andare né, supponendo ci sia il dove, sapere con chi andare. Sono in attesa, un po' come la mia Emilia, e se nell'attesa mangio cupcakes pazienza, chissà che finalmente non metta su un grammo. C'è qualcuno, oltre la mia finestra, che miagola come un gatto e gatto non è. Siamo circondati da gente strana. Come su Facebook. No, non voglio farvi vedere che faccia ho in webcam né come muovo il naso quando sto per starnutire né l'accento barese col quale parlo. Accontentatevi del niente che avete. E' difficile che io desideri davvero guardare negli occhi una persona con la quale ho condiviso solo parole. Poi, bisogna vedere quali parole. Che cosa ho nascosto, negli spazi bianchi.



Quasi inverno e un silenzio dentro, come di neve. Oggi ho incontrato lei. Era bella, quasi l'avevo dimenticata. Tanto tempo nel mezzo e troppe parole - mie, e di nessun altro. Poi, il nulla o quasi. Non è difficile, offuscare nel cuore. Siamo affreschi che s'impolverano, volti su volti e il tempo a nascondere il bello. C'è da scegliere, poi. Se restaurare. O distruggere.


Ma per adesso ascolto l'autunno. Il rumore che fa quando calpesto le foglie. Penso ai giorni che verranno, alla mia presentazione a Torino, a Elisabetta che finalmente incontrerò e a tutte le foto che le scatterò mentre non guarda. Alle biblioteche dell'università, che sono troppe e hanno troppi nomi, troppi corridoi e io persa con la mia lista bibliografica, una tesi da buttare giù e qualche sogno nelle tasche (non tanti, giusto qualche caramella di "sì, ma dai, forse vorrei..."). E manchi. Non so perché, non so come, dio che palle, ma manchi. Tutto qui.