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sabato 9 luglio 2016 | By: Unknown

rEvolution

Who made this?


Notte. Retrogusto di tabacco, voci di grilli in lontananza. Questi ultimi giorni sono stati intensi, tra liti furibonde e tazzine di caffè rovesciate, bicchieri d'acqua ricevuti in pieno viso e lunghe passeggiate per evitare determinati luoghi e determinate persone. Mai come in questi giorni la mia città mi è sembrata un campo minato. Ho dovuto rivoluzionare tutte le mie abitudini, cambiare fermate dell'autobus, cambiare bar, librerie, tutto. E, come dopo ogni terremoto, adesso sto sopportando le scosse di assestamento. Eppure, strano ma vero, è quasi divertente. E' difficile ma bello, dopo tanto tempo, spingersi più in là, entrare in un bar sconosciuto, incontrare nuova gente, provare qualcosa di nuovo. Intanto ho quasi finito di scrivere IL romanzo. Dico IL perché è il libro che più sento mio - pur essendo diversissimo da tutto ciò che ho scritto precedentemente e che ancora porto avanti - ed è doloroso e ha avuto una gestazione difficile e sono due anni che lo prendo, lo mollo, lo riprendo, lo distruggo, lo ricostruisco, lo rivoluziono. Lui cambia, io cambio. Incontro gente e questa gente cade accidentalmente nel libro e lo trasforma e intanto anch'io mi trasformo.

And this?


Ho un insano bisogno di scattare foto e di andare al mare - una cosa non esclude l'altra. Tra pochi giorni mi laureo, di nuovo. Ieri sono uscita per comprare il vestito. Mi sono data dieci minuti, non avevo tempo da perdere. Sono entrata nel primo negozio, ho preso un vestito, l'ho provato, perfetto, venti euro e sono uscita. Era pure in saldo. Poi sono andata a rinchiudermi sotto il gazebo all'aperto di uno dei miei nuovi bar - e no, questa volta niente nomi, sono in incognito - ho acceso una sigaretta, ho ordinato un caffè e ho ricominciato a scrivere. Amo scrivere nei bar: quel brusio sommesso, la confusione sottile, il calore umano mentre tu sei lì, nella tua bolla, che vedi tutto e registri tutto ma non puoi essere toccato da niente. Ah, dimenticavo: ho una serie di arretrati da pubblicare sul blog. Vi lascio un piccolissimo calendario, così, tanto per capire se è il caso di aprire questo piccolo angolo di rete anche domani e dopodomani e il giorno dopo dopodomani.


  • Domenica 10 - Diario di viaggio (sono stata a Bologna, sola soletta, dal mio amato Hopper)
  • Lunedì 11 - Book Challenge 2016: Parte 1 (con mini-recensioni. La prima parte include i primi 10 libri che ho scelto e già letto per la mia challenge. Se volete partecipare, la trovate qui)
  • eppoiboh

Quasi quasi esco e fumo un'altra sigaretta. Anche se è buio. Anche se indosso una camicia da notte imbarazzante, gli occhiali e il pinzone. Anche se ma sì ma dai. Fumosa buonanotte a voi. 
sabato 24 gennaio 2015 | By: Unknown

Quelli del "quasi"

Sono in piena crisi da esami: ne ho tre nei prossimi giorni e, tanto per cambiare, sono incredibilmente in ritardo. Ma perché sono così pigra? Perché devo sempre ridurmi all'ultimo minuto? Non potevo ereditare il gene della secchionaggine da mia madre? Certo che no! Io ho naturalmente preso da mio padre che studiò l'intero programma della maturità negli ultimi cinque giorni. Studio da deadline. Che poi, chissà perché, proprio quando hai tanto da studiare TUTTO IL RESTO diventa interessantissimo: lo smalto da cambiare, il nuovo libro di Marisha Pessl, le epistole a Lucilio, la Bibbia, gli evidenziatori, i post-it, la stanza da mettere in ordine e...uh!, ma quello è un manga! Già. Proprio così.
Intanto, giacché sono in pausa (e sto impazzendo e sono stanca e di là mia madre urla e pretende che lavi i bagni ADESSO, con tre esami alle porte e tutto da studiare) vi racconto qualcosa della serata di ieri.

Dovete sapere che io e Alessio siamo quelli del "quasi". Ieri abbiamo "quasi" seguito la presentazione di un libro (siamo arrivati ma era già iniziata da un pezzo così tutto ciò che abbiamo fatto è stato fumare una sigaretta, origliare e andar via) e dopo cena abbiamo "quasi" preso un caffè ma, dopo aver girato per mezza Bari alla ricerca di un posto e dopo essere rimasti un quarto d'ora in macchina a ridere di roba scema, abbiamo lasciato perdere. Se c'è una cosa che abbiamo fatto per intero? Esorcizzare il Windeego (si scrive così?), locale molto carino ma per me tremendamente pregno di cattivi ricordi. L'abbiamo riportato a nuova vita emotiva con due birre e i bacon-burger (foto in coda). E poi c'è stata la scena del semaforo. Siamo fermi al rosso, beviamo beveroni/frappe' appena presi da Catullo quando a un certo punto io mi giro e guardo i due tipi nella macchina accanto. Sono strani, con cappellini e orecchini e l'espressione un po' tonta. Dico ad Alessio: "Guarda quei due!" e, nello stesso momento, loro si girano e guardano noi. Noi fissiamo i due cretini col cappello e loro fissano i due cretini col frappe'. "Un giorno o l'altro mi farai picchiare da qualcuno" mi ha detto Alessio mentre scattava il verde. Beh sì. Per il momento resta un "quasi".

martedì 30 settembre 2014 | By: Unknown

A clean mind in disguise



Ricordo ancora l'incipit di Bassotuba non c'è di Paolo Nori, letto su una panchina della stazione di Mola mentre aspettavo il mio ragazzo dell'epoca: "Io sono quello che non ce la faccio". Geniale (solo l'incipit ché il resto del libro, a mio parere, è tutto un po' una presa per il). Oggi lo voglio fare mio, quell'incipit, e trasformarlo. Io sono quella che ce la faccio. "Tu sei una che corre" mi dice sempre quella persona splendida che è il mio migliore amico, ed è vero. Corro, sempre, anche troppo. Non riesco a fare una cosa per volta, mai. Anche in questo momento: sto scrivendo il post e intanto leggo gli ultimi post di tre blog e ascolto Ultraviolence e commento su feisbuc come se non ci fosse un domani. Ho trenta libri in lettura e da quando mi sono messa in testa il pallino del dottorato la mia stanza è esplosa. Libri, libri ovunque: sulle scrivanie (ne ho due, ovviamente), sulle mensole, sul comodino, sul termosifone. Sono disordinata nella testa. Pixie di Rookie diceva "A messy room is just a clean room in disguise" e, se sostituiamo room con mind, abbiamo il mio caso. Eppure mi piaccio così. Quella come me è gente che nel 90% dei casi, per far troppe cose contemporaneamente, non fa niente. Però c'è il 10%. Quel meraviglioso 10% in cui riesci a fare millemila cose e ti riescono tutte bene ed è splendido che sia così. Mi piace, il mio disordine. Non riuscirò mai a studiare come si deve: mi ammazzerò di studio due giorni prima dell'esame. Non leggerò un libro per volta ma trenta. E intanto domani ricomincia l'università e non so com'è che sono arrivata a ventidue anni ma ho ancora l'adrenalina da primo giorno di scuola. Quand'è che si smette di essere bambini? Dio benedice gli inizi, la bellezza, i grandi sogni. Benedirà domani e i due anni che seguiranno fino alla prossima corona d'alloro e Auguri dottoressa e un'altra tesi su Olivetti. Bellissimo poter dire "domani". Bellissimi i verbi coniugati al futuro - purché sia semplice ché l'anteriore è un passato già finito e nemmeno ce ne siamo accorti.
martedì 15 luglio 2014 | By: Unknown

The day after the Day



E così ieri, 14 luglio '14, è stato il grande giorno. Il momento meraviglioso in cui la commissione si alza in piedi per te. La corona d'alloro che pesa e fa sudare. I tacchi. L'aperitivo da Frulez con tutti gli amici ma non ho mangiato né bevuto niente. Addio al numero di matricola, al libretto, ai tre timbri dei tre anni accademici, a quella pazza schizofrenica che quella volta mi mise 23, agli esami che ho fatto tre volte, a quelli che ho superato al primo colpo, alla mia amata tesi. Camera mia è un inferno di regali, pacchetti e letto non rifatto. Un articolo sull'etimologia della parola "suocera" & something else pubblicato qualche ora fa tra una forchettata di spaghetti e un'intervista al fondatore di una tra le più importanti community baresi dell'era pre-Facebook. Il mio migliore amico mi ripete sempre che una volta o l'altra dovrei provare l'ebbrezza di star seduta e non far niente. Ne riparliamo tra ottant'anni.




mercoledì 25 giugno 2014 | By: Unknown

Brevi notizie dal B. world

Scrivo camminando mentre vado in chiesa dopo l'ennesimo caffè con me stessa, a largo Ciaia. Il computer nella borsa, un bel racconto altrui in corso di editing e quell'assoluto, meraviglioso senso di libertà che provi nel realizzare che sì, hai finito tutti gli esami della triennale. Ancora qualche giorno e poi abbandonerai per sempre quel bel numero di matricola che era così semplice ricordare. Il tuo libretto è chiuso, completato, e ora puoi dargli fuoco e ballargli intorno come in una qualche strana danza tribale. Adesso hai tempo per leggere quel gran mattone di Portrait of a lady in lingua originale. La tua tesi di laurea riposa serena in segreteria e tu puoi iniziare a perlustrare Bari alla ricerca dell'abito perfetto per il giorno della corona d'alloro. La dedica della tesi recita: "A mia nonna, studentessa di Lettere". A lei, l'Emilia di Waiting room che però, al contrario dell'eroina del romanzo, non si è mai laureata. A lei. Questi tre anni. Col cuore.

martedì 17 giugno 2014 | By: Unknown

Un po' mi sembra di averti qui



Buongiorno! Come state? Riemergo oggi dopo l'esame di Letteratura Italiana III e, tra una pagina e l'altra di linguistica, passo di qui. Ieri pioveva, pioveva tantissimo, e Bari sotto la pioggia è un quadro impressionistico, dovete credermi. C'è una zona della mia città che adoro e alla quale sono legata sentimentalmente. E' la zona nella quale ha vissuto mia madre da ragazza e ho passeggiato tantissime volte con lei, da bambina, lungo quelle strade e "Vedi, questa è la mia scuola elementare" e "Questo è il Meridional Cafè, dove venivo a prendere il gelato con gli amici". Ed ecco la chiesa russa e il suo immenso giardino, l'edicola, il chiosco storico delle granite. Corso Benedetto Croce, "ma prima si chiamava corso Sicilia". E ieri, sola, decisamente in anticipo per l'appuntamento in chiesa, mi sono concessa una passeggiata proprio lì, sul corso. A un certo punto ho telefonato a mia madre e le ho detto Un po' mi sembra di averti qui, ed era vero. Ho fatto anche una capatina al nuovo bar su viale della Repubblica. E' carino, tendenzialmente shabby, ma forse un po' troppo "chic" per i miei gusti. Mi spiego: per me, un bar dev'essere accogliente, decisamente accogliente. Mi piace poter chiacchierare con chi ci lavora, scambiare battute, lasciarmi sfuggire una parola in dialetto barese. Sentirmi a casa. Ieri, invece, mi sentivo un po' come un filetto di nasello surgelato e nel locale c'ero solo io ed era tutto molto freddo e i camerieri (tutti ventenni, tutti carini) erano praticamente statuette di gesso. Preferisco il mio bar di largo Ciaia e Giorgio che canta In fondo al mar. E se vi state chiedendo se sono la nuova Anton Ego e se adesso ho intenzione di mettermi a recensire bar oltre che libri, la risposta è sì a entrambe le domande.



Bari in the rain, viale della Repubblica, ore 18


AVVISO!  Ho lasciato Leggere a Colori. Da stamattina mi stanno arrivando diversi messaggi privati che, a conti fatti, mi chiedono "perché". Incomprensioni col capo, come sempre accade, e poco altro. Ad ogni modo, poco male: adesso avrò più tempo per dedicarmi a questo blog, agli autori che hanno riposto fiducia in me inviandomi le loro opere, a tutti gli scrittori che mi hanno permesso di aiutarli nel difficile lavoro di editing e correzione. Questo blog è la mia casa, io sono la B. tra le piccole donne (e uomini, don't worry) e qui rimarrò. Lovin' u, guys.
venerdì 13 giugno 2014 | By: Unknown

Un saluto e la mini-recensione di Ecstasy Love di Eliselle

Giusto un attimo, poi scappo a studiare la mia Letteratura Italiana III. Vi lascio un saluto, una mini-recensione, qualche foto inspirational e una buona notizia: il video In my mailbox della prossima settimana sarà ricco di libri, senza contare che aspetto due cartoni da ibs e qualche bel romanzo da recensire. Insomma, ci sarà da divertirsi, ma non pubblicherò il video prima di martedì (exam age, purtroppo). Intanto, ecco qui la mini-review:




Ecstasy loveEcstasy love by Eliselle
My rating: 3 of 5 stars

Non so perché, ma me lo aspettavo completamente diverso. Questo libro è nella mia wish list da quando ero una ragazzina e, vi dirò, avrei fatto meglio a leggerlo allora. Non che adesso sia molto più grande, ma lo sono abbastanza da considerare Ecstasy Love decisamente troppo adolescenziale. La voce narrante diventa un po' antipatica già a metà libro e, non saprei dire perché, la narrazione non scorre. Eliselle scrive benissimo, per carità, e non ho trovato neppure un refuso, eppure non scorre. In compenso, l'incipit del libro è uno di quegli incipit col botto, nonché la migliore descrizione di un incidente stradale che io abbia mai letto. Insomma, questo libro non mi ha né entusiasmata né delusa. Diciamo soltanto che forse mi aspettavo un pochino, giusto un pochino, di più.

View all my reviews


Voto medio e passa la paura. Vi lascio qualche bella immagine trovata in rete, vi auguro una buona serata e...adios. Italo Svevo mi aspetta.

 

 

 

 


martedì 10 giugno 2014 | By: Unknown

La mia stanza odora di carta



Bonsoir! Sono distrutta. Riemergo solo adesso da una giornata di esami (uno di storia contemporanea questa mattina e uno di letteratura latina questa sera) e sono letteralmente a pezzi ma molto, molto contenta e orgogliosa del lavoro che ho portato avanti in queste ultime settimane. Ovviamente, dopo ogni esame ci vuole un premio. Dopo un doppio esame ci vuole un doppio premio, viene da sé. E così, eccomi qui: due ordini su ibs e qualche ebook. Me lo sono meritato, tze. Vedrete tutti i libri che ho preso da ibs nei miei futuri In my mailbox (trovate gli altri qui). Per quanto riguarda gli ebook, ve li mostrerò fra tre secondi, ma intanto mi lascio andare a un'improvvisata apologia dei libri elettronici. Ragazzi, non so se voi leggiate in lingue ma, diamine, avete presente le attese di quattro settimane per farsi arrivare un libro dall'America? D'u know? E adesso...voilà, dallo studio di casa, un euro e via, ed è un po' come avere la Fnac di Nizza o una X libreria di New York dietro casa. Poi non ditemi che questo non si chiama progresso. Detto questo, è ovvio che io preferisca i libri "veri" (la mia stanza odora di carta e non di calzini, olè), ma ciò non toglie che proprio non digerisco tutti quelli che sono "contro" a prescindere. Un vero lettore non può essere contro una tecnologia che gli permette di avere accesso a tutti i libri del mondo, proprio non può (per non parlare della comodità del "Ehi! Voglio questo libro! CLICK! E' già mio e posso leggerlo ADESSO!"). E ora, ecco a voi i miei acquisti kindliani di questa sera:




"Beloved" di Corinne Michaels

The Belonging Series

SINOSSI:

Catherine Pope has never been enough. Every man she has ever loved abandoned her--from her father to her fiancé. She finally accepted the fact she would never be enough to hold any man's heart and soul. Then Catherine met Jackson Cole. When her world literally collided with the sexy former Navy SEAL, everything she always believed is turned upside down and left scattered. He made her feel alive and desirable, consumed her with fierceness and loyalty--which completely unnerved her. Jackson got her in a way no one ever had, giving him the power to destroy her. If she breaks down and gives him what's left of her battered heart--will he protect it? Or will Catherine become an irrelevant part of yet another man's life? Will she get the one thing that has always evaded her - to finally be someone's beloved?



"Junk" di Josephine Myles

The Bristol Collection #1

SINOSSI:

When an avalanche of books cuts off access to his living room, university librarian Jasper Richardson can no longer ignore the truth. His ever-growing piles of books, magazines and newspapers can no longer be classified as a “collection”. It’s a hoard, and he needs professional help. Professional clutter clearer and counselor Lewis Miller thinks he’s seen it all, but even he has to admit he’s shocked. Not so much by the state of Jasper’s house, but by the level of attraction he still feels for the sexy bookworm he remembers from school. What a shame that Lewis’s ethical code forbids relationships with clients. As Jasper makes slow but steady progress, though, the magnetic pull between them is so strong even Lewis is having trouble convincing himself it’s a temporary emotional attachment arising from the therapeutic process. Jasper longs to prove to Lewis that this is the real deal. But first he’ll have to lay bare the root of his hoarding problem…and reveal the dark secret hidden behind his walls of books. Warning: Contains a level-headed counselor with a secret addiction, a bespectacled geek with a sweet tooth, a killer “to-be-read” pile, embarrassing parents, a van called Alice, and deliciously British slang.



"Stuff" di Josephine Myles

The Bristol Collection #2

SINOSSI:

Tobias “Mas” Maslin doesn’t need much. A place of his own, weekends of clubbing, a rich boyfriend for love and support. Too bad his latest sugar daddy candidate turns out to be married with kids. Mas wants to be special, not someone’s dirty little secret. When he loses his job and his flat on the same day, his world starts unraveling…until he stumbles across a vintage clothing shop. Now to convince the reclusive, eccentric owner he’s in dire need of a salesman. Perry Cavendish-Fiennes set up Cabbages and Kinks solely to annoy his controlling father. Truth be told, he’d rather spend every spare moment on his true passion, art. When Mas comes flaming into his life talking nineteen to the dozen, he finds himself offering him a job and a place to live. He should have listened to his instincts. The shop is already financially on the brink, and Mas’s flirting makes him feel things he’s never felt for a man. Yet Mas seems convinced they can make a go of it—in the shop, and together. Warning: Contains an eccentric, bumbling Englishman, a gobby drama queen, fantastic retro clothing, scary fairies, exes springing out of the woodwork, and a well-aimed glass of bubbly. Written in brilliantly British English.



"Vorrei perdermi in te" di Doris J. Lorenz

Le scelte del cuore #1

SINOSSI:

Il passato peserà sulle scelte che Layla, una studentessa italiana del progetto Erasmus, dovrà prendere. Lei si troverà presto coinvolta in un vortice di passioni mai provate. Alle spalle, ha un ex ragazzo che l'ha umiliata e dal quale è fuggita per raggiungere Salamanca, sede dei suoi studi; nel suo futuro c'è Rafael, studente spagnolo, istruttore di equitazione, che l'ha vista danzare con i fiocchi di neve ed è rimasto colpito da lei. Layla si è rinchiusa nel suo mondo, rimanendo a lungo invisibile per la società, emarginata e con un'adolescenza difficile, non intende cedere a Rafael il cui passato oscuro è ignoto persino ai suoi amici più cari. Rafael è taciturno, scontroso, ma capisce il tormento di Layla e intuisce la sua sofferenza, perché come lei ha subito abbandoni, ferite fisiche e psichiche mai rimarginate. Anche se la passione per i cavalli e l'attrazione reciproca peseranno sulle loro scelte, entrambi sanno che la loro storia non potrà durare: Layla tornerà presto in Italia. “VORREI PERDERMI IN TE” è il primo romanzo della serie “Le scelte del cuore” che racconta la vita di alcuni studenti universitari italiani e spagnoli che si incontreranno a Salamanca. La passione per i cavalli li accomuna, mentre gli eventi li porteranno a scontrarsi, confrontarsi e ferirsi. Il passato con i suoi traumi ha un certo peso nelle loro scelte e nel difficile percorso che dovranno affrontare per provare ad amarsi.



Che ve ne pare? Non so ancora da quale inizierò (dovrei prima terminare Il gruppo di Mary McCarthy che, per inciso, mi sta piacendo moltissimo). Credo di essermi trasferita definitivamente da aNobii a Goodreads che, a mio parere, è decisamente più organizzato, globalizzato, utile, senza rotture di balle della serie "questo libro non ha l'isbn, è uno schifosissimo ebook di Amazon e non lo inseriamo nel database". Al diavolo il database antico di aNobii, al diavolo aNobii. Continuerò ad aggiornarlo per una questione puramente sentimentale e perché, in passato, è stato il social network più utile per la promozione del mio romanzo d'esordio, ma niente più. Sono stanchissima, ergo vi abbandono. Domani sarà una giornata intensa tra editing, gite in segreteria di facoltà e lo studio matto e disperatissimo di linguistica generale e letteratura italiana III. Auguratemi buona fortuna, vogliatemi bene e...leggete!

Blessings,
B.

p.s. vi lascio con un set di "inspirational pictures" per questa settimana. Non sono riuscita a trovare la fonte: ad ogni modo, sappiate che non sono mie. Enjoy!

 

 

 


venerdì 4 aprile 2014 | By: Unknown

Top 10 - Marzo 2014



Da quanto tempo non mi dedicavo a questa rubrica? Sarà passato un anno, come minimo, e adesso...eccomi qui con la mia top 10 di marzo. Enjoy.

P.S. i punti non sono in ordine d'importanza ma in ordine di "come mi sono venuti in mente".

1) COSTELLAZIONI



E' l'ultimo cd di Vasco Brondi alias Le luci della centrale elettrica. E' il suo lavoro più maturo e melodico, ricco di testi (come sempre) intensi, evocativi, unici. La mia canzone preferita dell'album? Difficile da scegliere tra il sound soft di I Sonic Youth, l'intensità di Macbeth nella nebbia, il ritmo di Firmamento che richiama da vicino i CCCP. Ad ogni modo, la mia preferita è Le ragazze stanno bene perché è bellissima. Semplicemente.




"Forse si trattava di accettare la vita come una festa,
come ho visto in certi posti dell’Africa.
Forse si tratta di affrontare quello che verrà
come una bellissima odissea di cui nessuno si ricorderà.
Forse si trattava di dimenticare tutto come in un dopoguerra
e di mettersi a ballare fuori dai bar
come ho visto in certi posti della Ex-Jugoslavia.
Forse si tratta di fabbricare quello che verrà
con materiali fragili e preziosi, senza sapere come si fa."


2) VALERIA






Non necessita di spiegazioni, right?











3) L'ESTATE ENIGMISTICA

Sono particolarmente in fissa con questa non più giovane canzone dei Baustelle, tratta dall'album I mistici dell'Occidente. L'adoro. Mi ha accompagnata all'università per tutto marzo.


4) IL CALCIO NEL SEDERE DI CANDIDE

 

Ho letto una prima volta Candide in quarto superiore, come libro di narrativa per letteratura francese, e l'ho riletto recentemente per un esame universitario. Questo passaggio è uno dei miei preferiti in assoluto. L'amore che non gli è valso che venti calci in culo, letterale. Voltaire, you won. 

5) LETTERATURA ITALIANA MODERNA E CONTEMPORANEA

 E' l'ultimo corso della mia triennale ed è uno dei più affascinanti che io abbia seguito in questi tre anni. E no, non sono secchiona, lungi da me, ma lui, vecchietto, con la F moscia di Vendola, è un mito. Parla in stream of consciusness, parte da un punto e poi si dimentica quello che stava dicendo perché i pensieri lo portano ad altri autori, ad altri brani, e passa da Svevo a Saba a Montale (ma era partito da Pirandello) ed è bellissimo che sia così, senza mappa, senza quella presunzione accademica del recitare saggi critici a memoria. Pura e pulita passione per la Letteratura. 

6) PROUST, LA PETITE MADELEINE E IL LICEO


Ricordate il vecchio Marcel, la tazza di tè e la petite madeleine il cui sapore fa riaffiorare l'immenso "edificio della memoria"? Bene. La mia petite madeleine, in questi giorni, è stata l'ECDL. Sto sostenendo gli esami di informatica nel mio vecchio liceo e così, ogni venerdì, salgo sul numero 2, attraverso il lungomare, passo davanti al Marconi, alla San Francesco, alla Resurrezione, al mercato coperto, alla casa di un mio ex, e poi arrivo lì. A scuola. La foto qui proposta è vecchissima e io sono quella lì di spalle con i capelli di Raperonzolo e il maglione bianco. Bei tempi? Forse sì, forse no. Un pizzico di nostalgia c'è comunque, insieme alla lieve consapevolezza del "tutto scorre e tu stai invecchiando".

7) IL CENTRO DI ITALIANISTICA



Dovevo arrivare all'ultimo anno di università per scovare la mia biblioteca del cuore. Beh, l'ho trovata (grazie, OPAC). Silenziosa, piccola, senza luci al neon sparate negli occhi, ignorata dal mondo universitario più "in", priva di fighi, comunisti dell'ultim'ora, clan di studenti à la page che sussurrano urlando. E poi c'è quel banco lì, addossato al muro, solitario...uau. 

p.s. però adesso non è che venite tutti in biblioteca con me, neh?

8) I BUONI PROPOSITI DI GIOVANNI GIUDICI

  So perfettamente che la foto è mossa ma ero in biblioteca e non potevo certo mettermi lì a scegliere l'inquadratura perfetta. E' una pagina che riporta i buoni propositi del poeta olivettiano Giovanni Giudici per l'anno 1946. Beh, mi ha fatto un certo effetto leggere che anche un grande intellettuale come lui, a suo tempo, ha avuto bisogno di stilare un elenco di "cose da fare", di gente alla quale legarsi, di riviste con le quali collaborare. La numero 6) vince.

9) ROOKIE'S YEARBOOKS 1 AND 2

 

Seguo Rookie da una vita e l'adoro perché rispecchia perfettamente l'ideale di magazine (intelligente) per adolescenti e giovani adulti. Ricco di spunti di riflessione, racconti, musica, idee DIY, è un sito che chiunque legge in inglese dovrebbe scoprire. Quelli che vedete qui sopra sono i due volumi che raccolgono in cartaceo tutti gli articoli di questi due anni Rookiani. Da non perdere.

10) LE BUSTINE DI ZUCCHERO CON RICETTA



C'è un bar, a Bari, che è il mio bar preferito e nessuno lo sa. E' solo mio perché ci vado da sola, senza amiche né fidanzati né futuri mariti né parenti di sorta. E' il mio piccolo angolo di pace, quello in cui sorseggiare un decaffeinato macchiato leggendo manoscritti sul kindle. Conosco tutti coloro che lavorano nel locale, ci prendiamo in giro, ho acceso le loro sigarette finché non ho smesso di fumare. Conosco il cane del cliente abituale, quello con la brillantina. La vecchietta che abita lì vicino e che alle undici scende a prendere un caffè. E' l'unico bar nel quale posso entrare e dire "il solito" come nei telefilm americani. E, da un po' di giorni a questa parte, hanno le bustine di zucchero con ricetta. Non credo che cucinerò mai un filetto di cernia alla mostarda e non sono nemmeno del tutto sicura di sapere che cosa sia una cernia, ma l'idea è davvero carina. E poi, si sa, io colleziono bustine di zucchero.


La mia top 10 di marzo finisce qui. Ora inizio a prendere appunti per aprile o, meglio, ora vado a prepararmi ché devo spegnere il computer e uscire.

p.s. ma quanto mi piace questa rubrica. Sono un genio. Vero che sono un genio?











lunedì 24 febbraio 2014 | By: Unknown

Le delusioni non vengono per nuocere.


E poi c'è quell'esame e sei prontissima, dio se sei prontissima, eppure non va. Non va perché non deve andare, perché è giornata storta, perché lei è una grandissima stronza ma insomma non siamo qui a pettinare le bambole, fatto sta che non va. Prendi un voto che a te fa schifo e agli altri andrebbe benissimo e ti prendono tutti per pazza presuntuosa ma ciò che conta è che a te faccia schifo e allora dici: adios muchacha, e togliti il rossetto dai denti. Tornerai la prossima volta e lo farai per strapparle un trenta dio solo sa da dove. Intanto torni a casa. C'è una primavera così bella, lì fuori, e ascolti L'estate di Vivaldi dall'ipod per anticipare il tempo e il calore e immagini sia già arrivato giugno, un'altra sessione di esami e i capelli un po' più cresciuti, forse qualche chilo in più e le idee - si spera - più chiare. Per adesso va così, e va bene. Torni a casa in quei vecchi stivali che dovresti buttare, sai?, mamma ti ha fatta l'antitesi di Chiara Ferragni e non va, no, non va. E chissenefrega. Della corsa sfrenata all'esame più di merda, dei professori, dei libri con le orecchiette, delle date degli esami di informatica. Chissenefrega. Datti tempo, datti aria. Fa tutto schifo? Va bene così. Va bene anche lo schifo: è costruttivo. Questa è una di quelle cose apparentemente banali che ho imparato dai cd di meditazione contro gli attacchi di panico. Hai paura? Va bene. Stai male? Va bene. Che sembra una puttanata, ma non lo è.


giovedì 30 gennaio 2014 | By: Unknown

La ringrazio anticipatamente per l'attenzione

È sera. Sto completando un capitolo della tesi. Sono stanca e un po' seccata e devo ancora studiare tanto latino. Pensavo. Questo mio non avere mai tempo, dove mi porterà? Avrò sempre l'affanno come oggi? Oggi che anche tu manchi ma è un po' come se ci fossi: mi sei dentro sempre, ho uno stampino per biscotti che ha la tua forma, nel cuore, te l'ho detto. In questa sera c'è tanto vento senza senso fuori dalle finestre e il mio relatore non mi ha mai vista nemmeno una volta coi capelli veramente puliti. È un bene, penserà che sono una secchia. Io sono l'antitesi delle secchie. Ho smesso di contare i sabati in cui sono rimasta a casa, e fortuna che hanno attaccato con la serie di harry potter. Vai Bianca ché per sei settimane sei a posto. E tanto fra un po' parti. L'aereo prenotato e cinque esami da sbrogliare nei prossimi giorni. Ché hai una fame di trenta come fossero biscotti. E quindi insomma è questo il punto. Che cento reblog in tre ore su tumblr sono un miracolo per il quale stappare una coca cola. E le poesie di ermanno krumm. I capelli corti di Valentina che era un anno che non la vedevi. Domani il professore mi vedrà daccapo coi capelli sporchi. La laureanda perfetta. Tante cose da fare. Sei andato a letto alle cinque. Sono innamorata. Porca la peppina se sono innamorata.

P.s. mi piacciono i Nomadi. Non so perché.