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domenica 2 novembre 2014 | By: Unknown

Novità in ebook: Il profumo del Sud di Linda Bertasi

Di questo ho libro ho già parlato moltissimo per svariati motivi, primo fra tutti perché è uno dei migliori romanzi storici che siano stati scritti negli ultimi tempi. Amo Linda per la sua modestia e anche perché tra di noi c'è un legame speciale: il mio Waiting room e la versione cartacea del suo Profumo del Sud sono usciti contemporaneamente, nel maggio 2013. Non solo: ho avuto l'onore di essere l'autrice della sinossi in quarta di copertina. Potevo dunque non parlarvi della pubblicazione in ebook di questo romanzo che mi ha emozionata e commossa? Lo trovate su Amazon a un prezzo piccolissimo e, credetemi, ne vale la pena. La mia recensione qui.




TITOLO: Il profumo del sud 
AUTORE: Linda Bertasi 
EDITORE: Butterfly Edizioni 
ANNO: 2013 
GENERE: Romanzo storico 
PAGINE: 226 
PREZZO: € 2,02 

DOVE TROVARLO:  qui

 SINOSSI: 

Luglio 1858. Un piroscafo prende il largo dal porto di Genova verso il Nuovo Mondo. Sul ponte, Anita vede la terraferma allontanarsi e, con essa, tutto il suo passato: una famiglia alla quale credeva di appartenere, i suoi affetti, una scomoda verità. A condividere il viaggio con lei, la matura Margherita e il suo protetto, il seducente Justin Henderson. Giunti in America, Margherita convince Anita ad essere sua ospite per qualche tempo, nella sua dimora a Montgomery. La ragazza accetta, sicura di dover ripartire al più presto. A farle cambiare idea saranno le bianche colline del Sud e un tormentato amore più forte delle sue paure. All’orizzonte, l’ombra oscura della guerra civile. Linda Bertasi scrive un romanzo che dell’Ottocento ha il sapore, un romanzo nel quale la Storia non è semplice sfondo ma protagonista attiva della vicenda. Narrativamente impeccabile, emotivamente travolgente, Il profumo del sud è una storia di passione: quella per la terra alla quale sentiamo di appartenere e quella per la persona che siamo destinati ad amare.

 QUALIFICA DI MERITO COME ‘AUTORE COMMENDEVOLE’ AL VII PREMIO LETTERARIO EUROPEO ‘MASSA CITTA’ FIABESCA DI MARMO E MARE’

 BOOKTRAILER:



 PROLOGO IN ANTEPRIMA: 



 La ‘Lanterna’ spiccava sul porto di Genova in tutti i suoi centodiciassette metri. Aguzzò la vista. Eccoli: i due grifoni che reggevano lo scudo con l’insegna di San Giorgio, una croce rossa in campo bianco, la coda e le ali alte, quasi a sfiorare la corona che li sormontava, rigorosamente chiusa, simbolo tangibile di sovranità. Sulla banchina, di fronte a lui, qualche parente venuto a tendere l’ultimo flebile legame con famigliari emigranti, ansiosi di lasciarsi la penisola alle spalle e di approdare su terre più fortunate e rigogliose. Ansiosi di raggiungere il Nuovo Mondo, emblema di speranza e di futuro in quegli anni burrascosi. Sorrise della loro ingenuità, spostando lo sguardo dai nastri colorati, tesi sino alla nave, ai pochi passeggeri addossati sul ponte di quel piroscafo a vapore, più simile a un brigantino che a un transatlantico. Alzò gli occhi, osservando l’alberatura, il fumaiolo alto e stretto che s’innalzava verso il cielo azzurro. Sarebbe stata una traversata lunga e piuttosto scomoda. Fece un rapido calcolo dei passeggeri imbarcati: una trentina senza contare l’equipaggio, per lo più emigranti tricolori. Ed ecco i nastri tendersi sempre più, si stava muovendo. Le grida di un paio di ragazzini alla sua destra lo distolsero. Lanciò uno sguardo infastidito nella loro direzione e la vide addossata alla ringhiera di legno, la presa ferrea, le dita livide. Fissava un punto imprecisato tra le acque, gli occhi alla spasmodica ricerca della chiglia. In altre circostanze avrebbe sorriso di quella giovane donna ombrosa. Le femmine avevano una propensione per il dramma che rasentava l’illogico, ma c’era qualcosa in lei, qualcosa d’insolito. Nessun nastro teso verso la banchina, nessun famigliare o amico, nessun servitore. I suoi capelli furono i primi a colpirlo: una folta chioma sbarazzina, preda della brezza leggera. Boccoli di un castano incendiato s’inanellavano sulle spalle, celate da un lungo mantello scuro. Sotto quel sole mattutino, parevano catturarne i raggi imprigionandoli tra le ciocche ondeggianti. Distava non più di cinque metri da lui. Respirava a intermittenza e, ogni volta, il petto si sollevava, mostrando la generosità delle sue curve. Indugiò sui fianchi sottili, sulla vita sinuosa, immaginando le lunghe gambe flessuose intrappolate nella crinolina. Un brivido lo sorprese, mentre fantasticava su quel corpo invitante, su quella donna pudica. Amava quel genere di femmine. Nascondevano, sotto la timida scorza, un animo succoso e ardente. Un alito di vento s’insinuò sotto il mantello, scoprendole la spalla. Lei si volse, trattenendo la stoffa, castigandola con l’imposizione della mano inguantata. Fu allora che lui scorse i suoi occhi scuri, profondi: due perle d’inchiostro su una pergamena d’alabastro. E lì, tra le lunghe ciglia nere, qualche stilla disegnava un percorso insolito. Un tortuoso tracciato che moriva sulle labbra piene: due pesche setose da mordere seduta stante. Piangeva in silenzio, lasciava scorrere quella muta emozione senza porvi freno, senza trattenerla. Quella visione lo stregò, più ammaliante che qualsiasi sguardo, corpetto o crinolina. E poi la nave ondeggiò, la banchina dinanzi che si riduceva. La misteriosa sconosciuta si staccò dalla ringhiera, diretta a poppa, verso di lui. S’incamminò e il suo incedere lo ammaliò, passi lenti, cadenzati, una sorta di danza. La donna incrociò il suo sguardo per una frazione di secondo, poi lo distolse con nonchalance. Lui restò a contemplare la banchina, mentre un profumo di fragole e gelsomino gli solleticava le narici. Fu in quell’istante che scorse la carrozza arrestarsi in una nuvola di polvere. La portiera recante uno stemma giallo-oro che si apriva con impeto e un giovane che correva a perdifiato tra marinai, nastri strappati e volti curiosi. Lo sconosciuto si scagliò verso la nave, quasi volesse afferrarla, strattonarla, costringerla a invertire la rotta. Un grido uscì dalla sua bocca. Un nome in balìa dei venti: ‘Anita’. Le sillabe si persero tra le onde increspate dallo scafo. La ‘Lanterna’ che rimpiccioliva, l’aristocratico vociante ridotto a una muta macchia indistinta e quell’essenza di fragole e gelsomino ancora nell’aria.

L'AUTRICE:

LINDA BERTASI nasce nel 1978. Appassionata di storia e letteratura inglese, sviluppa sin dalla tenera età una spiccata predisposizione per le materie umanistiche. Nel Gennaio 2010, pubblica il romance contemporaneo “Destino di un amore” (La Caravella Editrice), cui fa seguito nel Febbraio 2011 il paranormal-romance “Il rifugio – Un amore senza tempo” (La Caravella Editrice) che le vale, nel 2012, la Medaglia d'Argento al XXIII Premio Letterario 'Valle Senio'. Nel Maggio 2013, pubblica il romance storico “Il profumo del sud” (Butterfly Edizioni) che le vale la qualifica con merito di 'Autore commendevole' al VII Premio Letterario Europeo 'Massa città fiabesca'. Sempre nel 2013, ha curato diverse prefazioni per i romanzi di Emanuela Rocca e Laura Bellini. Dal Febbraio 2013, gestisce il suo blog Linda Bertasi Blog dove da ampio spazio agli emergenti con segnalazioni, interviste e recensioni GRATUITE. Dall'ottobre 2014 è membro dell'associazione EWWA . Gestisce assieme all'amica e collega Laura Bellini anche il blog "Impronte d'autrici". Scrive sul web-magazine Io Come Autore dove cura personalmente la rubrica "Il romanzo Classico". Collabora con le case editrici "Agenzia Letteria Jo March" e con "Faust Edizioni", con il blog letterario "Destinazione Libri". Proprietaria di una piccola realtà commerciale nella provincia di Ferrara, vive assieme al marito e alla figlia.
venerdì 30 maggio 2014 | By: Unknown

Recensione di Uno schiaffo e una carezza di Ismaela Evangelista


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Edo e Nazario. Due fratelli, due bambini. Edo è il più grande, quello apparentemente più forte, sicuramente il più sano. Nazario è il fratello strambo, quello che ha un numero incredibile di tic, quello che si muove in modo strano, che scatta, parla in modo scorretto, mangia le parole, si fa male con gli oggetti appuntiti e i bicchieri di vetro. Si chiama sindrome di Tourette, il male che vive in Nazario e lo muove da dentro come fosse una marionetta. E per la loro madre, per quella donna costantemente in bilico tra il crollo nervoso e la comprensione, il figlio malato è uno schiaffo in pieno volto, l'affronto che la vita le ha scagliato contro e che lei è chiamata a combattere. Edo, invece, è la carezza, la dolce consolazione di un figlio sano che, in quanto tale, può dare soddisfazioni, studiare, impegnarsi per riuscire in tutto e rendere i suoi genitori orgogliosi di averlo messo al mondo. Che cosa significa, però, vivere la vita della "carezza"? La carezza non può sgarrare, non può colorare la sua vita fuori dai bordi, non può mentire né tradire, neppure per gioco. Il figlio sano, il figlio perfetto, ha l'obbligo di rimanere la consolazione, colui che non può concedersi nemmeno il privilegio di sbagliare. Che uomo diventa un bambino che non può commettere errori? Come si può crescere senza sbagliare mai?

Uno schiaffo e una carezza è bisturi, scrittura che incide sulla superficie della coscienza e va a fondo, narrativa che non demorde e che anche dopo l'ultima pagina mantiene la presa sul lettore. La vicenda di Edo e Nazario ha il sapore aspro delle storie vere, quelle che abbandonano le parole d'inchiostro per farsi carne agli occhi di chi legge. Sin dal primo capitolo, l'autrice si rivela essere maestra dell'emozione: la scena di Edo che, bagnato di sudore freddo, attraversa la navata della chiesa mentre tutti osservano Nazario e i suoi mille tic è una delle scene più intense e commoventi del romanzo. E' lì, in quella navata, nell'odore umido dell'incenso, che si consuma la tragedia dell'incomprensione, dell'atroce connubio di imbarazzo e vergogna. Vergogna della malattia, del dolore, come fossero crimini da espiare. La pena è il silenzioso giudizio di chi guarda e commenta dentro di sé, di chi non sa cosa voglia dire crescere in una famiglia in cui un figlio è uno schiaffo e l'altro è una carezza, e di quella carezza deve reggere il peso e le responsabilità. 
Edo è un personaggio adulto mascherato da bambino o, meglio, un adulto che non ha avuto la possibilità di essere bambino. Ismaela Evangelista, con una narrazione vibrante d'emozione, racconta il dolore di un'infanzia negata e, soprattutto, i comprensibili ma pur sempre errati comportamenti di un genitore che non riesce ad accettare la malattia del figlio. La madre dei due bambini, sicuramente in modo inconsapevole, è una delle principali ragioni dell'immenso dolore di Edo. E' lei a proibirgli di portare i suoi amici a casa, è lei a chiamarlo "carezza" in opposizione allo "schiaffo" di Nazario, è lei a costringerlo a camminare impettito lungo la navata di una chiesa tra rivoli di sudore e nausea. Questo libro non è semplicemente un romanzo: è una guida per genitori e figli, un consiglio lungo un centinaio di pagine, un accorato appello alla comprensione. E' una storia, questa, che dovrebbe essere letta nelle scuole, nelle famiglie, ovunque. Perché ci sono storie che non possono essere ignorate e che devono essere raccontate. Scritte. Ricordate.



giovedì 29 maggio 2014 | By: Unknown

Recensione di Acque - Torbidi segreti di Laura Clerici


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Greta è una ragazza come tante: canta nel coro parrocchiale, gestisce una libreria e ama il paese in cui vive. All'apparenza, nulla potrebbe turbare la sua quiete. Tuttavia, il suo passato nasconde inquietanti segreti dei quali lei conosce soltanto una piccola parte. Orfana di madre, Greta è cresciuta in Grecia con i nonni dopo essere stata a loro affidata dal padre, incapace di accudirla. Dell'infanzia, la ragazza ricorda il mare, l'aria salmastra e il profumo del sale sulla pelle. Adesso che è adulta e vive in Italia, in un appartamento poco distante dal lago, continua a esternare il suo amore per l'acqua recandosi a passeggio sulle sue rive. Ben presto, però, strani incubi iniziano a infestare le notti di Greta: ogni sogno la vede scontrarsi con una spaventosa creatura d'acqua desiderosa di soffocarla e trascinarla con sé nelle profondità del lago. Ogni giorno, la ragazza si sveglia terrorizzata e la paura, con l'avanzar del tempo, le scava nere occhiaie sotto gli occhi e rughe di preoccupazione sulla fronte. Chi l'ama e la frequenta non può che rendersi conto del cambiamento che sta avvenendo in lei. Come se non bastasse, un ulteriore accadimento arriva a disturbare la sua già precaria serenità: un giorno, per strada, Greta scorge un manifesto che pubblicizza la mostra di un artista greco. Al centro della locandina, campeggia uno splendido ritratto di donna nelle sfumature del blu e del verde. Nel momento in cui i suoi occhi incontrano quelli della ragazza ritratta, Greta sente il cuore mancare un battito: quella donna misteriosa, così ben dipinta da uno sconosciuto pittore greco, non può essere altri che lei stessa.

Questo romanzo è una scarica di adrenalina, una storia da divorare alla luce di una piccola lampada, quando è notte e tutti dormono tranne te. Ho letto Acque in due giorni e sempre di sera: le avventure di Greta sono riuscite a tenermi sveglia dopo ore e ore di studio e già questo la dice lunga sulla bravura di Laura Clerici. Ciò che più mi ha colpito, in questo libro, è sicuramente l'eclettismo: dall'arte alla storia, dalla musica alle splendide descrizioni dei luoghi in cui la vicenda si svolge, Greta accompagna il lettore dall'inizio alla fine del romanzo senza mai concedergli un attimo di tregua. La narrazione è veloce e varia: talvolta febbrile, talvolta inaspettatamente serena, sempre imprevedibile. Il talento della Clerici si annida non solo nell'intelligenza dello stile, ma anche e soprattutto nella maestria con la quale manovra la materia incandescente della suspense. Per tutta la durata della lettura mi sono chiesta: "Ma come è possibile? Come finirà? Qual è il segreto?". E il segreto è qualcosa di davvero geniale, ben congegnato, magistralmente spiegato nel finale del libro. E' davvero difficile credere che l'autrice in questione sia una scrittrice emergente, eppure è proprio così: Laura Clerici è una narratrice da scoprire per stile, fantasia e incredibile capacità descrittiva. Acque è un romanzo che provoca astinenza: lo si divora in poco tempo, ma non si può fare a meno di pensare a Greta e a Iason e alla Grecia per molti, molti giorni a venire.

domenica 27 aprile 2014 | By: Unknown

Recensione di Come vento ribelle di Francesca Prandina


in uscita per Butterfly Edizioni


Nevada, 1858. In una casa modesta e decisamente distante dal lusso dell'appartamento di Boston nel quale ha trascorso la giovinezza, Marie vive con i suoi figli Sabrina, Jonathan e Robert. Suo marito è ufficiale dei Federati, il signor Beker, e presto dovrà partire per il Forte con i suoi due figli maschi. Marie sopporta a malapena quella vita di frontiera fatta di polvere, confusione e tè scadente. Pensa con bruciante rimpianto ai pomeriggi nei salotti, alle sue amiche, a quell'universo mondano al quale il matrimonio l'ha strappata. E' per questo che, non appena viene a sapere della malattia di sua madre, decide di preparare i bagagli e tornare a casa, nella sua Boston, con la scusa di accudirla. A quel punto, che fare della ribelle e impertinente Sabrina? Agli occhi della ragazza si aprono due strade: frequentare un collegio femminile gestito da suore o seguire il padre e i fratelli al Forte. Spaventata dalle costrizioni e dalla gabbia di regole del mondo collegiale, Sabrina supplica il padre di portarla con sé. Accontentata, la giovane si ambienta ben presto nella realtà militare: impara a cavalcare, passeggia in riva al lago, scappa dal Forte ogni volta che può per recarsi in città e spiare l'amante di suo fratello Jonathan e intrattenersi con ragazze poco raccomandabili delle quali soltanto lei è in grado di cogliere e apprezzare la bontà. Tuttavia, il mondo di Sabrina sta per crollare. Una sera, sulla via del ritorno al Forte dopo una  delle sue gite in città, la ragazza s'imbatte in un gruppo di Confederati. I soldati, nel buio, la scambiano per un giovane uomo che, per di più, indossa la divisa dell'esercito nemico. Immediatamente, il gruppo si lancia al suo inseguimento. Sabrina, giovane e inesperta d'armi, non riesce a difendersi fino in fondo e viene catturata. Ha iniziò così una lunga serie di peripezie che vedrà la nostra protagonista lottare con tutte le sue forze, pronta a tutto, anche ad arruolarsi, pur di difendere se stessa e, indirettamente, il nome stesso di donna.

Come vento ribelle è uno di quei romanzi che, pur non essendo affatto brevi, si lasciano leggere in pochissimo tempo. Le pagine si rincorrono l'una dopo l'altra come inseguite da quel "vento ribelle" che altro non è se non metafora dell'anelito alla libertà che costituisce il cuore del romanzo. Sabrina è un personaggio grandioso, reso in tutte le sue sfaccettature, ben congegnato e studiato. Leggendo questo libro, saltano subito all'occhio la dovizia di particolari, l'accuratezza, la precisione della resa storica che derivano da uno studio approfondito della storia americana della seconda metà dell'Ottocento. Francesca Prandina è bravissima nel veicolare informazioni storiche attraverso la piacevolezza di una prosa scorrevole e avvincente. Non può che venirmi in mente la celebre metafora di Lucrezio e Tasso: il bicchiere della medicina che viene bordato di zucchero o miele affinché il malato, ingannato dalla dolcezza iniziale, possa bere tutto ciò che esso contiene e guarire. E' questo, infatti, il senso profondo di ogni romanzo storico degno di tale nome. 
I personaggi sono ben pensati, definiti, funzionali allo svolgimento del romanzo. Jonathan, irrequieto e imprevedibile, è il fratello più simile a Sabrina e, proprio per questo motivo, è quello col quale è più difficile instaurare un rapporto genuino. Robert, al contrario, è il "fratello buono", quello che ascolta e comprende, che intercede per Sabrina presso il padre severo. Le dinamiche familiari sono rese perfettamente, dai rapporti tra fratelli alla sottile differenza tra l'affetto che lega il padre ai figli maschi e quello che lo lega all'unica figlia. Interessante è anche la figura della madre di Sabrina, una donna che ha abbandonato figli e marito per ritornare alla comoda vita di Boston e, per di più, l'ha fatto con vigliaccheria, nascondendosi dietro la scusa della madre ammalata. Tuttavia, il lettore non può condannarla del tutto ed è portato, alla fine del romanzo, all'accettazione dei suoi limiti, derivanti dall'educazione ricevuta e dalle delusioni e frustrazioni accumulate negli anni del matrimonio.
Consiglio questo romanzo non soltanto a chi ama i romanzi storici, ma anche a chi vuole approfondire le proprie conoscenze sulla storia americana di quegli anni senza (o non solo) doversi affaticare su ostici saggi storici. La prosa di Francesca Prandina cattura il lettore tra le pagine, gli mostra un mondo dimenticato e lo restituisce alla realtà con un profondo senso di commozione e con la curiosità di approfondire le proprie conoscenze storiche. E credo che questo sia l'obiettivo più alto che uno scrittore possa raggiungere.


mercoledì 12 febbraio 2014 | By: Unknown

Writers in love: per San Valentino, regalati una storia d'amore


Oggi sono orgogliosa di presentarvi una splendida iniziativa alla quale ho avuto modo di partecipare insieme ad alcune, straordinarie colleghe scrittrici. L'evento si intitola "Writers in love" e consiste nell'invitare voi lettori a regalarvi (o a regalare) una storia d'amore per San Valentino, ormai imminente. Noi, dal canto nostro, abbiamo creato l'evento su Facebook e abbiamo posto a un prezzo stracciatissimo (parlo di centesimi di euro) i nostri ebook più romantici. A voi il privilegio di scegliere il vostro romanzo del cuore! Iscrivendovi all'evento potrete seguire, giorno dopo giorno, le nostre iniziative, guardare i booktrailers e scoprire qualcosa in più sui libri che abbiamo scontato per voi. Buon divertimento!

Booktrailer dell'evento:


montaggio e realizzazione della bravissima Rossella Sicilia

Ed ecco a voi una breve carrellata dei nostri romanzi:




Amore (In)Fedele di A.A.V.V. (all'interno trovate anche qualcosa di mio nonché delle mie colleghe e amiche)

SINOSSI: Una raccolta di racconti ora delicati, ora passinali, ora infedeli per raccontare l'amore in ogni sua sfacettatura. Sei autrici si mettono a nudo per raccontare le sfumature del sentimento più famoso del mondo.

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The Chronicles of Wendells - L'esilio del re di Alessandra Paoloni



SINOSSI: Un re in fuga. Un regno in subbuglio. Un principe che attende di conoscere il proprio destino. Nell'immaginario regno dei Wendell s'intrecciano in una intricata tela di avvenimenti i segreti e le gesta di un futuro sovrano e della sua corte, tra avide cospirazioni di potere e violente passioni. Un romanzo a puntate, una storia d'amore e di gloria.

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The Chronicles of Wendells - Il tempo di Luther

SINOSSI: Il destino di Luther Wendell è chiaro non solo a se stesso ma alla corte intera: verrà incoronato re. Ma quali misteri si celano dietro l'abdicazione di suo padre, che ha lasciato il trono e un figlio preda di domande e dubbi che solo antiche storie riusciranno a dissipare? Arcane leggende, nuovi e antichi amori, decisioni affrettate e costrette, spianano la via a un destino forse già scritto in tempi remoti. Tra paure e sentimento di onnipotenza, tra uno sferragliare di armi e incontri tra calde lenzuola, Luther indosserà la sua corona così come il fato ha predisposto per lui. E la storia dei Wendell riprenderà il suo corso.

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Destino di un amore di Linda Bertasi & Il coraggio dell'amore di Laura Bellini


SINOSSI: Due romanzi che raccontano le mille sfacettature dell'amore SOLO PER SAN.VALENTINO in un' IMPERDIBILE OFFERTA! DESTINO DI UN AMORE: Può l’amore decidere di condurci per strade impervie, dove la ciclicità degli errori commessi altro non alimenta che il desiderio di autenticità dell’amare? Un romanzo d’amore, quasi un giallo per le sorprese e la suspense dietro l’angolo; come a suggellare un ponte sulle distanze dell’impossibile, dove anche i sogni e le attese più irrealizzabili possono, in qualche maniera, rendersi disponibili. IL CORAGGIO DELL'AMORE: Cecilia e Danilo: due cuori che sembrano destinati ad appartenersi. Eppure non tutto è come sembra, non sempre la vita ci permette di coronare un sogno. Un romanzo intenso, che racconta la vita, la crescita e i sentimenti. Una storia ricca di colpi di scena e di personaggi che vi entreranno nel cuore.

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Il fiume scorre in te di Bianca Rita Cataldi

SINOSSI: A pochi mesi di distanza dal suo trasferimento al nord per motivi di studio, Alessandro scompare.“Tornerò presto, questione di giorni. Tornerò con l’ultimo treno, quello della mezzanotte.” Queste le ultime parole che Alessandro rivolge a Dani, la sua ragazza, durante l’ultima conversazione telefonica tra i due. Poi, più niente. Dani, disperata, si racconta mille scuse per giustificare il comportamento del suo ragazzo e ogni sera si reca in stazione, si siede sul marciapiede e aspetta che passi l’ultimo treno, sperando di veder scendere Alessandro. “Mi aveva detto che sarebbe tornato con l’ultimo treno, quello della mezzanotte”. Passano i giorni, e di Alessandro non c’è traccia. Una notte, però, succede qualcosa d’insolito: Dani è lì, seduta sul marciapiede della stazione come tutte le notti, e l’ultimo treno è già passato da qualche minuto quando, all’improvviso, compare un ragazzo. E, di lì a poco, benché gli orari non prevedano più nessuna corsa fino al mattino successivo, un vecchio treno giunge in stazione, stridendo sui binari. Il giovane sconosciuto sale sul mezzo e, pochi secondi dopo, si sente male. Dani sale in carrozza per soccorrerlo ma, purtroppo, capirà ben presto che il malessere del ragazzo è solo una messinscena, una trappola architettata per farla salire sul treno. Ma chi è questo misterioso estraneo? Che legami ha con Alessandro, e perché sembra conoscere il motivo della sua scomparsa? Molte sono le domande alle quali Dani dovrà rispondere, affrontando le insidie di un pericoloso viaggio nel passato della persona che crede di amare e che non ha mai conosciuto per ciò che è realmente.

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La Stella di Giada & La caccia di Stefania Bernardo

LA STELLA DI GIADA: Caraibi, 1720 Il volto di una bellissima donna intagliata nel legno si staglia all'orizzonte. Il gioiello che porta al collo, una stella fatta di giada, brilla al sole. Gli occhi ambrati di Scarlett fissano il veliero minaccioso che le sbarra la strada verso la libertà. Stavolta non si tratta di affrontare un conte lussurioso, un marito dispotico o un padre severo. Stavolta dovrà vedersela con Johnny Shiver, un pirata più crudele del diavolo. Sarà in balia dei suoi capricci e del suo primo ufficiale, Redblade, spietato e arrogante. Ha solo un modo per sfuggire a quella prigione. Una scelta assurda, l'unica in grado di donarle una vita degna di essere vissuta. Il destino di Scarlett prenderà una rotta imprevedibile che esigerà un alto tributo di sangue. Il mare sarà crudele ma, infine, restituirà i suoi più inconfessabili segreti.

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LA CACCIA: Caraibi 1722. Un ritornello senza senso si è infilato nella mente di Scarlett come un tarlo. Una vera e propria ossessione per cui è disposta anche a rinunciare alla ciurma e all’amore. Rime ripetute all’infinito nelle taverne, fra rum e baldracche, che sembrano nascondere un segreto. Governatori eccentrici, ricchi mercanti, eroi della marina britannica, pirati, sono tutti alla ricerca della soluzione dell’enigma. Una vera e propria caccia che sembrerà non avere mai fine, pericoli che si celeranno in ogni dove, alleanze di convenienza e tradimenti sussurrati all'orecchio. E mentre i Caraibi, ancora una volta, si tingono di rosso, oltreoceano una donna dagli occhi azzurro cielo attende, seduta sotto un salice, la fine di una guerra durata troppo a lungo.

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Le pietre del destino di Rossella Castelli

SINOSSI: A sei anni, quando alla fiera del paese per la prima volta e per poco più di un istante, sentì il richiamo irresistibile di quella bellissima pietra rossa, non sapeva ancora che da quel momento la sua vita sarebbe cambiata. Per sempre. Solo il tempo rivelò che in lei c’era qualcosa di diverso. Di sbagliato. Oggi Mai Ly ha quasi diciotto anni, una famiglia normale, due amiche normali, una vita normale in un piccolo paesino assolutamente normale, Sweet Valley, un luogo perfetto in cui chiunque poteva desiderare vivere, simile - se non addirittura migliore - ai paesaggi proposti nelle cartoline e nelle riviste, frastagliato da graziose e variopinte villette unifamiliari con florido giardino annesso. Tutto sarebbe stato semplicemente perfetto se anche lei fosse stata normale. Ma non lo era...
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Sensazioni dell'anima di Tiziana Cazziero

SINOSSI: Sensazioni dell’Anima è una raccolta di quattro racconti: Il Coraggio d'Amare ancora, Un Angelo di nome Maya, Ritrovarsi, Quell'Amore portato dall'Africa. I protagonisti delle storie devono rapportarsi con la morte e il dolore provato per aver perso qualcuno che amavano. Confrontarsi con la sofferenza e trovare la giusta strada per affrontare un cammino non è facile, tutto sembra incomprensibile; vivere sembra inutile. Come si può superare il lutto profondo per una famiglia perduta? Per quello di un figlio strappato dall’amore di una madre in tenera età? Come si può sopravvivere con la consapevolezza che l’uomo della tua vita non potrà più far parte della tua esistenza? Questi sono gli interrogativi racchiusi in queste storie. L’autrice affronta un viaggio nel dolore, nella solitudine, nella voglia viscerale di trovare una soluzione anche quando questa non esiste. Sensazioni dell’Anima cerca di dare una risposta: avete mai provato la strana sensazione di essere osservati nell’ombra? Vi siete guardati intorno senza vedere mai nessuno: che cos’è? Ma soprattutto, chi è? Qualcuno ci osserva. Sensazioni: qualcuno che ci spia alle spalle, nel silenzio di una vita vuota, come un'ombra, un fantasma.

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Che cosa state aspettando? Iscrivetevi all'evento e partecipate all'iniziativa più romantica dell'anno!

scadenza: domenica 16 febbraio

Recensione di Lothoryel - La profezia dei gemelli di Hilary Spisso


in uscita per Butterfly Edizioni


In origine era il regno di Lothoryel, governato da Nodeon-fel e sua moglie Zabel. Le guerre erano un ricordo lontano, ormai, e i due sovrani amministravano il loro territorio con amore e senso della giustizia, finché una magia potentissima e nera non si abbatté sul regno, assediandolo e distruggendolo proprio nel giorno in cui la regina dava alla luce i suoi tre gemelli, gli eredi al trono. Morirono tutti, sovrani compresi: soltanto i tre piccoli si salvarono grazie all'aiuto provvidenziale di una maga, Moa. Quest'ultima, che era a conoscenza della profezia riguardante i tre eredi, li affidò a tre diversi uomini e li separò tra di loro.
Quindici anni dopo, i tre fratelli vivono divisi l'uno dall'altro, hanno ognuno la propria famiglia e non sanno nulla delle proprie origini né del proprio legame con l'ormai distrutta Lothoryel. Rael è una ragazza forte, determinata, rossa di capelli come il re. Aliseo è diventato un cacciatore e vive con suo padre a Edwin. Valian, infine, è il più impulsivo ma forse anche il più coraggioso dei tre. Il giorno del loro quindicesimo compleanno, tutti e tre ricevono dai loro genitori adottivi una lettera firmata da Moa e risalente alla terribile notte della distruzione di Lothoryel. In essa, Moa informa ogni gemello dell'esistenza degli altri due e li invita a partire per riconquistare il loro regno e vincere definitivamente il Nemico. Il Nemico, tuttavia, non ha un nome né un volto: come combattere qualcosa che non si conosce e che non si sa neppure quando e da dove giungerà?

Lothoryel - La profezia dei tre gemelli è un romanzo intelligente, ritmato, immerso in un'atmosfera gotica che affascina e conquista il lettore, pagina dopo pagina. La struttura narrativa, di per sé complessa, è ben tenuta da una scrittura lineare e scorrevole che permette a chi legge di orientarsi tra i personaggi e i luoghi della vicenda. L'intreccio ha un'impostazione triadica: Rael, Aliseo e Valian sono i tre protagonisti del romanzo e ognuno di loro conduce la propria vita. Le loro storie inizieranno ad incontrarsi soltanto a partire dalla seconda metà del romanzo quando, ormai venuti a conoscenza della loro vera identità, intraprenderanno il viaggio di ritorno a Lothoryel. 
A questo proposito, ho trovato molto interessante il regno e la descrizione che ne è stata fatta. Si tratta di un territorio distrutto, cupo, ricoperto dalle macerie: tutto fa pensare ad un racconto gotico di fine Ottocento. L'operazione di rimodernamento compiuta dall'autrice, infatti, è ben pensata ed efficace. 
Ho apprezzato molto anche le figure dei tre gemelli che, ben lungi dall'essere i classici eroi delle fiabe, hanno i loro difetti: sono impulsivi, talvolta quasi arroganti, talvolta troppo insicuri o inesperti del mondo, ed è giusto che sia così, dato che hanno soltanto quindici anni. Come di rado accade, ho letto un fantasy in cui gli eroi non sono mere figure bidimensionali in un'illustrazione dai colori pastello ma sono vivi, realistici, umani. 
Infine, la scrittura della Spisso è degna di nota per la sua fluidità, per la mancanza di "inciampi", per la perfetta gestione dei tempi narrativi: l'inizio, la parte centrale e la battaglia finale sono ben calibrate e nessuna delle tre parti prevale sull'altra. Il romanzo, dunque, promette bene: non a caso, è il primo di una serie fantasy che, visti i presupposti, sarà sicuramente degna d'attenzione. 

lunedì 10 febbraio 2014 | By: Unknown

Recensione di Rya - La figlia di Temarin di Barbara Bolzan


in uscita per Butterfly Edizioni


Foresta di Mejixana. Una ragazza ferita e sporca di sangue giace, abbandonata a se stessa, sull'argine del fiume. Ha appena subito un attacco ed ha assistito ad un omicidio. Quando Nemi, il capo dei ribelli di Mejixana, la scorge e la prende tra le braccia, lei non oppone resistenza e si lascia portare al villaggio. Vestita con abiti sporchi e di poco conto, viene subito scambiata per una serva. La ragazza, in realtà, altri non è se non Rya, sorella della regina di Temarin e moglie del re di Idrethia. Sarà lei per prima a svelare la sua identità a Nemi: a conferma delle sue parole, il particolarissimo medaglione che le è stato trovato al collo dopo il salvataggio. I due stringono un accordo che permetterà a Rya di giungere nel regno di Idrethia dove, lei spera, suo marito sarà pronto ad accoglierla. La ragazza e il capo dei ribelli si mettono in viaggio insieme, eppure nessuno dei due ha raccontato tutta la verità all'altro. Nemi, in particolar modo, continua a fingere che tutto vada bene, eppure sa perfettamente di essere in pericolo e che anche il suo villaggio è nelle stesse condizioni. La causa del pericolo è un uomo il cui nome circola di bocca in bocca, rimbalzando da un regno all'altro: Niken. L'uomo ucciso accanto al fiume, nella foresta di Mejixana, era stato eliminato proprio perché confuso con Niken, il fuggiasco che si era fermato per poco tempo nel piccolo villaggio di Nemi. Chi è davvero Niken? Perché il suo destino continua ad intrecciarsi con quello del capo dei ribelli e della principessa Rya?

Il più grande pregio di questo romanzo è quello di tenere il lettore incollato alle pagine: è davvero difficile staccarsene prima della parola Fine. La storia di questo primo volume inaugura una serie fantasy di altissimo livello, originale nell'intreccio e squisitamente tradizionale nel genere. Si tratta di un fantasy puro, pulito, elegante, privo di americanate commerciali. Persino l'amore, tema imprescindibile, è qui quasi sottinteso: s'insinua tra le righe senza disturbare, senza stravolgere la trama e le vite dei personaggi. 
Proprio i personaggi sono l'aspetto più curato e intelligente del romanzo, a partire dai protagonisti per arrivare ai secondari. Rya, in realtà, cambia radicalmente nel corso della storia: da essere una principessina viziata si trasforma in una donna forte, sicura di sé, pronta a tirar fuori un pugnale dalle gonne per difendersi. Anche Nemi, inizialmente scontroso e fondamentalmente antipatico, svela, pagina dopo pagina, una sensibilità che proprio non ci si aspettava. I personaggi sono inseriti in una sorta di percorso di formazione che li porta a cambiare e a crescere, modellandosi sul susseguirsi degli eventi. L'introspezione psicologica è dunque riuscita ed ogni elemento della storia risulta tridimensionale, accurato, studiato.
Altro aspetto degno di nota è l'ambientazione, esaltata da una magistrale capacità descrittiva che permette al lettore di percepire sulla propria pelle la bellezza o, al contrario, l'asperità dei luoghi. Boschi, fiumi, zone selvagge si susseguono come scene di un film e del film hanno la vividezza, la precisione fin nel dettaglio.
La scrittura di Barbara Bolzan non annoia mai: è un fiume che s'ingrossa sempre più divorando pagine e pagine sino ad arrivare al finale, il quale - neanche a dirlo - apre le porte a un seguito che già non vedo l'ora di leggere. Faccio i miei complimenti a quest'autrice che ho avuto il piacere di conoscere grazie a questo libro e invito i miei lettori ad immergersi nelle avventure di Rya e del suo mondo: ne vale certamente la pena.


martedì 28 gennaio 2014 | By: Unknown

Recensione di Pappagalli, favole e tanti guai di Mirko De Gasperis


in uscita per Butterfly Edizioni


James Tripp è uno scrittore giovanissimo e, a poco più di vent'anni, ha già provato la soddisfazione di vedere il suo romanzo d'esordio pubblicato. Il libro in questione gli ha portato un discreto successo nel paese nel quale vive ma, al tempo stesso, ha provocato una serie non indifferente di guai. Il primo fra tutti è Claire, una donna irresistibile quanto odiosa che lavora presso la sua casa editrice. La loro situazione sentimentale è confusa o, per essere sinceri, è inesistente: Claire lo tratta come se non fosse degno delle sue attenzioni e lo contatta solamente per chiedergli se ha terminato la stesura del suo secondo romanzo. Contemporaneamente, James è al centro delle attenzioni di un'amica ninfomane alla quale, dopo ogni incontro, racconta una favola. La vita di James scorre, dunque, tra favole inventate al momento, tailleur firmati "à la Claire", un romanzo da scrivere e i consigli della sua intelligentissima nipotina Kate. A sconvolgergli l'esistenza sarà il suo migliore amico, uno spacciatore che non esiterà a coinvolgerlo nelle sue losche trame, e la comparsa improvvisa di un insospettabile pappagallo, foriero di guai.

Leggendo questo romanzo si ride tantissimo: la prosa di Mirko è semplicemente irresistibile. Ho avuto il piacere di conoscerla con il suo romanzo d'esordio, Poker di cuori, ma devo ammettere che in quest'ultimo suo lavoro ha davvero superato se stesso. Situazioni comiche si alternano ad altre che, pur essendo apparentemente tragiche, sono descritte con un senso dell'umorismo così sottile da riuscire a strappare ugualmente una risata al lettore. I personaggi, perfettamente resi nella loro unicità, disegnano un intreccio avvincente e mai banale nel quale, tra una risata e l'altra, il lettore si ritrova a riflettere su temi importanti quali i valori di una gioventù senza aspettative né sogni messi a confronto, al tempo stesso, con la freschezza della piccola Kate, colta, fiera e indipendente. La vicenda, ritmata come un film americano d'azione, è il pretesto per parlare dell'importanza dei rapporti umani e di quanto, presi come siamo da noi stessi, tendiamo a sottovalutare gli altri senza essere in grado di guardare al di là della loro apparenza. Mirko De Gasperis, con il suo stile unico e irriverente, indaga la superficialità, l'egoismo, l'ambizione sfrenata dell'animo umano e, nel farlo, non dimentica di salvare quel che di buono c'è in noi attraverso la presenza di personaggi positivi come Kate. Pappagalli, favole e tanti guai è un romanzo che consiglio a chiunque voglia divertirsi con una storia diversa da tutte quelle che vi è capitato di incontrare, una storia mai banale che ha il grande pregio di far sorridere e, al tempo stesso, di trasmettere un messaggio intelligente e perfettamente adatto ai tempi che stiamo vivendo.

voto: *****/5


domenica 13 ottobre 2013 | By: Unknown

B. intervista la scrittrice Linda Bertasi

Buona domenica, miei cari. Oggi voglio presentarvi una delle mie autrici preferite in assoluto: Linda Bertasi, autrice de "Il rifugio", "Destino di un amore" e "Il profumo del Sud" (la mia recensione qui). Vi ricordo che, prossimamente, Ilaria Amoroso, redattrice di Prudence, la intervisterà per il nostro magazine. Chiaramente, si tratterà di argomenti diversi quindi...continuate a seguirci :)




Ciao Linda e benvenuta nel mio blog! Ti va di parlarci un po’ di te? 

 Ciao Bianca e grazie a te per l’invito. Sono una moglie e una mamma, una lettrice instancabile, appassionata di storia inglese. Molti mi definiscono ‘una donna d’altri tempi’, forse per il mio amore per il XVI e XVIII secolo. Mi piace viaggiare, quando ne ho l’occasione, e mi diletto in video-maker quando il tempo e la mia bimba me lo consentono.

 Da dove nasce la tua passione per la Storia? Riesci a ricordare il periodo della tua vita nel quale hai capito che la ricerca e la scrittura erano la tua vocazione? 

 Credo che questa sia una passione insita in me dalla nascita, non ricordo un particolare ‘inizio’. Fin da piccola amavo visitare rocche e castelli figurandomi come la ‘principessa’ in trappola. Fantasticavo tra merletti e torri, mi immaginavo le damigelle scendere dalle imponenti scalinate. Ho sempre amato tutto quello che è antico, dalle crinoline al ricamo. Iniziai a vedere il primo film in costume con la nonna e poi mi regalarono “Orgoglio e pregiudizio” per il mio dodicesimo compleanno. Conservo ancora quell’edizione, le pagine erano intervallate da immagini a colori. E’ iniziata così la mia passione.

 Pensavo ad Anita e Justin, i protagonisti del tuo ultimo romanzo Il profumo del Sud. Ti va di raccontarci il percorso che ti ha portato a creare questi due meravigliosi personaggi? 

 In realtà i personaggi sono venuti da sé, nella mia mente all’inizio c’era solo Anita. Volevo raccontare la storia di una donna che lasciava la sicurezza e l’agio per avventurarsi oltre confine e sfidare i propri limiti e le proprie convinzioni. E poi su quella nave, mentre Anita osservava le onde in una notte stellata, è comparso lui, Justin Henderson. Me ne sono innamorata seduta stante e lo stesso ha fatto Anita. Ho voluto raccontare la storia di un grande amore sbocciato tra due personaggi apparentemente agli antipodi, libertino lui, timorata lei. Due personaggi che sotto la scorza dell’apparenza sono molto più simili di quanto pensiamo.

 Se dovessi scegliere tre aggettivi per descrivere Il profumo del Sud quali sarebbero? 

 Questa è una bella domanda! Forse userei: intenso, imprevedibile e realistico.

 Ricordi qual è stato il tuo primissimo tentativo di scrittura? Era una poesia, un racconto o già un accenno di romanzo?

 Il primo tentativo fu senza dubbio una poesia, iniziai con quelle quando ero bambina. Ma erano sporadici schizzi di una ragazzina sul suo diario segreto. Il primo serio tentativo di scrittura invece è un romanzo di 400 pagine che ancora conservo, dal titolo “La collina incantata”. Un romanzo storico da cui non mi separerò mai.

 Ti trovi bene nella famiglia Butterfly? Consiglieresti ad altri autori questa casa editrice? 

 Non mi trovo bene, mi sento a casa! Mi sento davvero parte di una grande famiglia e il rapporto che ho instaurato con alcune autrici, te compresa, è qualcosa di unico e meraviglioso per me. Argeta non è solo una direttrice editoriale, ma un’amica con cui confidarsi e chiedere consigli. Ricordo ancora il giorno in cui la incontrai per la prima volta. Porterò con me quel momento per sempre. La Butterfly è una casa editrice che, mi auguro, farà tanta strada. E’ dinamica, intraprendente, difende i suoi autori, li accompagna in ogni passaggio e soprattutto fa promozione seria e reale. Non sono solo delle promesse un foglio stampato. Personalmente la consiglierei a chiunque e spero che qualche lettore all’ascolto segua il mio consiglio.

 Gestisci da tempo un meraviglioso blog nel quale ti occupi di recensioni, interviste e moltissimo altro. Secondo te, Internet può costituire un’occasione di conoscenza, interazione sociale e arricchimento culturale? 

 Secondo il mio punto di vista e la mia personale esperienza, sì. Quando ho aperto il blog non mi aspettavo un così colorito numero di richieste e neppure i rapporti che si sono instaurati con gli intervistati. La conoscenza va oltre l’intervista pubblica. Ho avuto l’occasione di stringere rapporti intensi con tanti emergenti come me e non rinuncerei a quei rapporti per niente al mondo. Chi rifiuta queste amicizie e, soprattutto, chi non legge emergenti non sa cosa si perde e quanto arricchirebbe il suo mondo! Non dobbiamo fossilizzarci solo sulle letture di ‘big’, soprattutto se siamo emergenti! Voglio dire: noi scriviamo libri e vogliamo che qualcuno ci legga e ci conosca, ma se dall’altra parte ci fosse una persona che ama solo i romanzi dei cosidetti ‘famosi’ che fine farebbe il nostro scritto? Noi per primi dobbiamo dare il buon esempio e allargare i nostri orizzonti, ottenendo un bagaglio sempre più ricco di nuove ed entusiasmanti esperienze.

 Sino ad oggi hai intervistato per il tuo blog moltissimi autori. Qual è lo scrittore che ancora non ha ricevuto le tue domande e che vorresti intervistare? 

 Sicuramente un’autrice che non vedo l’ora di intervistare è Ilaria Goffredo. Stimo molto questa scrittrice, non a caso la porto sempre con me sulla fascetta pubblicitaria del mio libro. E presto leggerò anche il suo “Tregua nell’ambra”. Ma c’è una persona che ho già intervistato, recensito e che non smetterei mai di omaggiare ed è la mia amica e collega Laura Bellini. 

Nuovi progetti per il futuro? Ti va di parlarne con noi?

 Sto lavorando al mio quarto romanzo, il mio primo fantasy e sono molto soddisfatta per il momento. In attesa c’è qualche altro progetto ma per ora è ‘top-secret’!

 Grazie infinite per la tua disponibilità! Sono davvero orgogliosa di averti ospitata nel mio piccolo spazio personale. In bocca al lupo per tutto, Linda! 

 Sono io l’orgogliosa di annoverarti tra i miei amici e colleghi. Sei una persona meravigliosa Bianca e una grande scrittrice, ma questo già lo sai!


Linda Bertasi nasce nel 1978, frequenta l’istituto tecnico a Ferrara dove si diploma in indirizzo informatico. Appassionata di storia, sviluppa sin dall’infanzia una predisposizione per le materie umanistiche. Nel 2010 pubblica il suo primo romanzo “Destino di un amore” e nel 2011 “Il rifugio” secondo classificato al XXIII premio letterario ‘Valle Senio’ 2012. “Il profumo del sud” è il suo terzo romanzo.

sito web: http://nuke.lindabertasi.it/
blog: http://lindabertasi.blogspot.it/
lunedì 7 ottobre 2013 | By: Unknown

"I colori che ho dentro" di Nadia Boccacci - Recensione.



Oggi vi segnalo un romanzo che mi ha colpito moltissimo per sensibilità e originalità della tecnica narrativa. Si tratta di I colori che ho dentro, la nuova opera letteraria della già bravissima Nadia Boccacci (avete letto il suo In viaggio con te? Fatelo: ne vale veramente la pena).


Il romanzo si apre su un colore: il grigio. E' il colore della relazione tra Gemma e Marco, una relazione piena di chiaroscuri, ombre che s'infilano tra di loro e parole negate. Gemma ama il suo ragazzo con tutte le sue forze eppure, dentro di lei, sa perfettamente che questo amore la sta distruggendo. Marco la tradisce pur continuando a ripetere di amarla: si può davvero amare qualcuno che riusciamo a sostituire così facilmente, anche solo per qualche ora? Al grigio si rincorrono il blu della disperazione, delle lacrime sul divano di casa, e il nero del cielo di notte, del silenzio dopo la rottura con Marco. Eppure, la vita di Gemma non è fatta solo di toni cupi: ci sono anche il rosso di un nuovo amore e il giallo del ricordo di tata Armida, la vicina di casa che si prendeva cura di lei quand'era bambina e sua madre era già andata via di casa. Lei, Armida, è stata la madre che Gemma non ha mai avuto, perché la donna che l'ha messa al mondo ha preferito abbandonarla, seguire un altro uomo e mettere al mondo un altro figlio. Gemma riuscirà a perdonarla e a schiarire il nero cupo del rancore che le riempie il cuore?

I colori che ho dentro è un romanzo coloratissimo e vivo in tutti i sensi. La vita non è fatta solamente di sfumature calde, di gialli e rossi e arancioni, ma anche di blu, di nero, di tutto ciò che vorremmo ignorare per sopravvivere. La vita è vita da qualunque punto la si osservi. E' questo che Nadia vuole trasmetterci: il senso dell'amore per la nostra esistenza a prescindere dalla direzione che ha imboccato e dalla quantità di dolore che ci tocca affrontare per proseguire il nostro cammino e uscirne vincitori. La tavolozza dei colori di Gemma, inoltre, è anche la cartina di Tornasole dei suoi affetti, delle persone che hanno lasciato un tocco di vita nei suoi giorni, la loro firma nel cuore. Viversi tutta, fino alla fine: è questo l'insegnamento che Gemma apprenderà attraversando queste pagine. Quando avrete chiuso il libro, non potrete che pensare ai vostri colori, alla vostra tavolozza personale, e vedrete quanto di Gemma, della sua dolcezza, della sua fragilità è rimasto in voi. Un romanzo unico nel suo genere, delicato e lieve, ricco di tutte le sfumature che ognuno di noi, inevitabilmente, deve attraversare per potersi dire vivo.

sabato 7 settembre 2013 | By: Unknown

"Il profumo del Sud" di Linda Bertasi - Recensione.



Oggi vi parlo di un libro al quale tengo moltissimo, un libro che si è rivelato essere uno dei più emozionanti romanzi storici che io abbia mai letto. Ed ecco il perché...


Siamo nel 1858. Anita è sul ponte del piroscafo che la condurrà da Genova all'America, il Nuovo Mondo. Ha appena scoperto una verità terribile sul conto della sua famiglia e tutte le sue certezze si sono ridotte in cenere. Guarda la terraferma allontanarsi e, con essa, l'uomo col quale ha condiviso l'amore e gli anni della sua giovinezza. Ad accompagnarla in questo viaggio c'è Margherita, un'anziana donna simpatica e piena di verve che le propone subito di trascorrere qualche tempo a casa sua, non appena arrivate in America. Anita acconsente benché Justin Henderson, l'affascinante e turbolento pupillo di Margherita, non si decida a lasciarla in pace. Il vero viaggio, quello che cambierà totalmente la vita di Anita, avrà tuttavia inizio solo quando la traversata sarà terminata e la protagonista vedrà con i suoi occhi le colline del Sud, ne avvertirà il profumo e l'irresistibile richiamo. Paesaggi sconfinati si stendono come veli dipinti davanti ai suoi occhi e Anita sente che potrebbe vivere lì per sempre. Tuttavia, le ombre scure della Guerra Civile si addensano all'orizzonte e il dolore, l'odio, la paura sono molto più vicini di quanto si possa immaginare...


Ho avuto la fortuna di leggere questo libro in anteprima e l'ho letteralmente divorato benché non sia breve. Linda scrive divinamente e riesce a rendere scorrevolissime anche le pagine più "storiche", se così si può dire. Questo è, infatti, forse uno dei romanzi storici più emozionanti e brillanti che io abbia mai letto. E' un romanzo completo, soprattutto: tra le sue pagine, ritroviamo l'amore, l'amicizia, il senso di appartenenza a un luogo che abbiamo eletto "patria", la guerra, la lotta contro il razzismo e la fiera affermazione della propria indipendenza. I personaggi che Linda ci presenta sono "tridimensionali": di ognuno di loro possiamo conoscere le gioie, le passioni, i dolori e i più oscuri moti dell'animo. Per non parlare di Justin, del quale mi sono letteralmente innamorata sin dalle prime pagine. Un altro aspetto degno di nota è la bravura con la quale Linda descrive questi immensi, sterminati luoghi che ho avuto modo di vedere solo nei film: è talmente brava da suscitare nel lettore la voglia di interrompere per un attimo la lettura, chiudere gli occhi e immaginare di essere lì, su quelle colline, per respirare quell'odore che solo la terra del Sud possiede.

Consiglio di cuore questo romanzo perché è un piccolo, grande capolavoro ed è il frutto di un lungo lavoro di studio, ricerca e, soprattutto, passione infinita.

venerdì 16 agosto 2013 | By: Unknown

di solito odio Facebook ma oggi no.



Nella vita di tutti i giorni, di solito, a meno che non mi alzo col piede sbagliato, odio Facebook. Lo odio nel senso che lo evito come la peste nera, non so se mi spiego. Vedo l'icona sul display del mio cellulare e il mio pollice fa lo slalom per non beccarla, ecco. Eppure oggi, dopo due settimane di assenza dovute a febbre/tonsillite/placche/robadelgenere ho deciso di fare una capatina su Facebook, così, tanto per capire se mi ha pensato qualcuno e...sì, qualcuno mi ha pensato. Questo qualcuno è Rossella Sicilia, una ragazza meravigliosa alla quale non potevo non dedicare un post nel mio blog. Oltre ad essere una delle poche lettrici realmente in grado di comprendere tutto ciò che un libro ha da comunicare, è anche una bravissima videomaker. Voglio condividere con voi due dei suoi video: il primo è il booktrailer del mio ultimo romanzo, "Waiting Room", mentre il secondo è un omaggio visivo e musicale al mio libro d'esordio, "Il fiume scorre in te". Non saprei dire quale dei due sia più emozionante. Lascio a voi la scelta, perché io li adoro entrambi e adoro questa ragazza straordinaria dal cuore grande.



sabato 22 giugno 2013 | By: Unknown

"Convivenza leggera...matrimonio d'affari" di Vanessa Vescera - Recensione.


"Piango e mi rannicchio sul divano nascondendo il viso tra i cuscini e soffocando i singhiozzi. Le mani rugose della nonna mi accarezzano i capelli con amore e io torno bambina, quando non riuscivo a capire perché mamma non ci fosse più. [...] Passano gli anni, cresco, divento donna, m'innamoro e ancora una volta mi trovo qui, sul divano della nonna, a piangere tra le sue braccia."

Quando ho letto questo libro non conoscevo ancora Vanessa, non avevo letto niente di suo, non avevo la più pallida idea di quali sfumature possedesse il suo stile. L'ho conosciuta attraverso le sue parole, attraverso il meraviglioso personaggio di Alicya, e la prima cosa che ho pensato è stata: "Tu hai talento da vendere, cara mia."

La protagonista di questo libro dolceamaro è Alicya, una donna imbranata almeno il doppio di Bridget Jones e - se possibile - ancora più simpatica. Ha una casa a cui badare e un lavoro impegnativo da mandare avanti, nonché una relazione - quella con l'affascinante Raffaele - da trasformare al più presto in una convivenza non troppo impegnativa. Ed è proprio quando tutto sembra ormai andare per il verso giusto che compare Ugo. Ugo è il nuovo capo di Alicya ed è il classico uomo elegante, affidabile e ricco, quello nelle cui mani ogni donna consegnerebbe il proprio futuro. Il gioco, inizialmente, sembra funzionare bene: una probabile convivenza da un lato e un più sicuro matrimonio dall'altro. Due uomini, due diverse strategie. Alicya, tuttavia, non ha considerato l'inconveniente per antonomasia: l'amore, quello vero, quello che non si programma a tavolino ma che nasce dal cuore. L'amore che incontri al supermercato, per caso, in un giorno in cui sei uscita di casa spettinata e senza un filo di trucco. L'amore per Ryan.

Di questo romanzo ho apprezzato soprattutto il sapore: agrodolce. Sì, perché si tratta di un romanzo veramente divertente, alla Bridget Jones, come ho già detto, eppure...eppure c'è un substrato di dolore che non si può assolutamente ignorare. Alicya non decide di "programmare" razionalmente le sue storie d'amore perché ha voglia di divertirsi, no: lo fa perché ha sofferto tanto e perché ha bisogno, adesso, di certezze. Lo fa perché vuole essere sicura di poter ancora condurre il gioco, di essere lei a decidere, dall'alto dei suoi tacchi alti. Alicya è forte ma è anche immensamente fragile. Lavora, si trucca, esce, conosce uomini ma nella sua vita manca continuamente qualcosa: l'amore vero. E Vanessa Vescera è bravissima perché ci mostra questa sua protagonista, questa donna così simile a noi, in tutte le sue sfaccettature.

Vi consiglio caldamente questo libro perché vi farà divertire tantissimo ma sarà anche in grado di strapparvi una lacrima: Alicya è uno specchio in cui guardare e in cui ritrovare, tra le nevrosi quotidiane e i tacchi rotti e la cena da preparare, noi stesse.

venerdì 14 giugno 2013 | By: Unknown

"Il gioco dei ricordi" di Laura Bellini - Recensione.



prossimamente in libreria

"Ci sono sempre alternative. Si tratta di avere il coraggio di scegliere; la vita è fatta solo di questo."

Oggi vi parlo di un romanzo che mi sta molto a cuore: Il gioco dei ricordi di Laura Bellini. Si tratta di un libro che ho avuto la fortuna di leggere in anteprima e che troverete prossimamente in libreria per conto di Butterfly Edizioni.

Partiamo da un presupposto: ho conosciuto Laura con Il mondo dopo te (Butterfly Edizioni) e l'ho adorata da subito, ma non credevo potesse migliorare ancora. L'ha fatto, invece, e questo romanzo ne è la prova.
Si tratta di una storia d'amore e di destino e, a questo punto, potreste dirmi "Niente di nuovo!" e invece no: la struttura del romanzo è straordinariamente originale e, come potrete leggere anche nella sinossi della quarta di copertina, mi ha dato da subito l'idea di una "giostra" dai mille colori. Perché? Lo capirete...

Laura ci racconta la storia di Ayleen, una studentessa universitaria che non ha mai conosciuto suo padre e che vive con la madre in un paesino in cui tutti sanno tutto di tutti. La sua migliore amica, Tamara, è al suo fianco da sempre e insieme hanno condiviso ogni cosa: dalle scuole alle letture, dalle passeggiate ai segreti confidati in un sussurro. Adesso, però, le due ragazze non fanno che litigare: da poco tempo, Ayleen frequenta un ragazzo misterioso del quale non conosce neppure il nome e che incontra quasi ogni giorno sulla riva del lago ma Tamara, inaspettatamente, non vede di buon occhio la loro insolita relazione e le intima di non fidarsi di lui. A darle man forte nell'ostacolare il nuovo rapporto c'è Gabriel, l'unico ragazzo che Ayleen abbia mai amato e che l'ha tradita tempo addietro infliggendole una ferita non facile da sanare. Mentre Ayleen combatte per difendere una relazione della quale, tuttavia, lei per prima riconosce la pericolosità, strani incubi iniziano a popolare le sue notti, lasciandola immemore e con un solo nome a fior di labbra: "Nathan". Chi è questo Nathan che infesta i suoi sogni? E perché ha visto Tamara e il ragazzo misterioso confabulare in disparte quando era certa che i due non si conoscessero neppure?  Saranno proprio Gabriel e il "ragazzo del lago" a spiegarle che una maledizione pesa sul suo capo come una spada di Damocle, e che per secoli ne è stata vittima, in ognuna delle sue vite precedenti. Così, Ayleen inizia suo malgrado un viaggio nel tempo che la porterà dalla Roma di Giulio Cesare al Basso Medioevo del Conte Dracula, dalla dimora degli Sforza al naufragio del Titanic passando attraverso le tradizioni dei Nativi d'America e gli splendidi castelli della Scozia, alla ricerca della chiave che possa aprirle il cuore e darle il coraggio di compiere la decisione che cancellerà per sempre la maledizione. Un viaggio tormentato e vorticoso, che accompagna il lettore direttamente tra le braccia di un finale sconvolgente.


Vi parlavo di "giostra", a inizio recensione, e credo che la trama ve ne abbia fatto comprendere il motivo: Laura invita il lettore a viaggiare, con la mente e col cuore, attraverso luoghi che conservano intatti, tra le pagine, il calore, il colore e i profumi che li contraddistinguono. Leggendo, si ha la sensazione di essere altrove a rincorrere altri mondi, altri amori. Come in una giostra che gira senza mai fermarsi, le scene di vita tratte dal passato si rincorrono in una vertigine della quale l'amore - quello vero, autentico e spaventosamente complicato - è l'unico punto fermo. Condivido appieno, tra l'altro, l'idea di amore che emerge dal romanzo, ossia quella di un sentimento che non è mai facile né necessariamente "romantico". Condividere la vita con la persona che si ama davvero è quanto di più difficile possa esistere: è sempre più semplice scegliere razionalmente una persona per la quale proviamo un affetto "tranquillo". Ed è per farci comprendere questo che l'autrice inserisce, opportunamente, un personaggio straordinario come Davide.

Ho apprezzato moltissimo, in questo romanzo, l'originale tecnica narrativa: Laura è bravissima nell'ingannare il lettore facendogli credere, a inizio libro, che la storia sia già quasi finita. Credetemi: ero convinta che la vicenda stesse già per concludersi quando ho visto il numero di pagine restanti e ho pensato "Ma com'è possibile?". E infatti, proprio quando il lettore inizia a credere che non ci sia più nulla da raccontare...inizia la vera storia! Originale e straordinaria, la narrazione è guidata da una scrittura che ho trovato ironica al punto giusto, di quell'ironia positiva che fa sorridere chi legge anche nei momenti più critici della vicenda. Originale è anche la storia che si inserisce nella Storia col sovrapporsi dei piani temporali. Ho apprezzato anche lo sguardo critico con il quale Laura ha raccontato le leggende più suggestive di tutti i tempi, da Dracula a William Wallace ai Sioux, perché è riuscita ad evitare il rischio - che è sempre molto alto, quando si trattano questi temi - della banalità.

I miei complimenti all'autrice perché è una ragazza piena di talento e di inarrestabile fantasia: procuratevi questo libro non appena sarà disponibile (vi terrò aggiornati sulla sua uscita) perché ne vale davvero, ma davvero, la pena.

mercoledì 15 maggio 2013 | By: Unknown

Waiting Room - anteprima.


Waiting Room

Bianca Rita Cataldi 

Butterfly Edizioni

QUI: prevendita con sconto del 15% e spese di spedizione gratuite

prossimamente in libreria


TRAMA:

E' il 1942. In una Puglia bruciata dal sole, Emilia e Angelo condividono la passione per il sapere, il desiderio di libertà e il tempo della loro giovinezza. Settant'anni dopo, seduta nella sala d'attesa di un dentista, Emilia rivela a se stessa la verità negata di una giovinezza che adesso, per la prima volta, ha il coraggio di riportare alla luce. Con una scrittura che è poesia del ricordo e caleidoscopio di emozioni, Bianca Rita Cataldi accompagna il lettore tra i sorrisi e le lacrime di una donna come noi, raccontando la storia di un amore mancato, di una generazione nell'età dell'incertezza, di un'attesa che attraversa tutta una vita.

L'AUTRICE: (che sarei io, nel caso in cui ve lo steste chiedendo ;D)





Bianca Rita Cataldi è nata nel 1992 a Bari, dove frequenta la facoltà di Lettere e studia pianoforte in conservatorio. Finalista al Premio Campiello Giovani 2009, ha esordito nel 2011 con il romanzo Il fiume scorre in te, pubblicato da Booksprint Edizioni. Waiting Room, finalista della II edizione del Premio Villa Torlonia, è il suo secondo romanzo.
venerdì 10 agosto 2012 | By: Unknown

a Butterfly gift.

tornare a casa e trovare un pacco da scartare :) grazie, Butterfly.

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(potete sfogliare il catalogo dei libri qui)
venerdì 25 maggio 2012 | By: Unknown

Fantasy italiano su c-radio

Hi, ladies and gentlemen. Vi scrivo per invitarvi a seguire la puntata di lunedì 28 di "Carezze d'inchiostro", il programma radio curato dalla scrittrice, direttrice editoriale, collega ma soprattutto amica Argeta Brozi. Partiamo dal presupposto che dovreste sempre seguire questo programma per quanto è interessante e ben strutturato, e proseguiamo dicendo che proprio non potrete perdervi la puntata di lunedì perché la sottoscritta sarà ospite in diretta telefonica. Forza followers, è forse la vostra unica occasione di ascoltare in diretta la mia dolce vocina (perché mi sento un vu cumpra', in momenti come questo?). ad ogni modo, seguiteci. E state attenti, che poi vi chiedo il riassunto.

                                                                             here