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venerdì 3 giugno 2016 | By: Unknown

Cose da fare prima della fine dell'estate

Tanto tempo fa, nel lontanissimo 2013, mentre ero in vacanza in montagna e camminavo per le vie di Bressanone, scovai questo meraviglioso articolo su Rookie. Così oggi, alle porte dell'estate, con una caterva di roba da studiare e l'ultimo capitolo della tesi da consegnare, mi prendo un'oretta di pausa per guardare Il mistero del falco e per riproporvi quel bel post di Rookie in una traduzione amatoriale e con l'aggiunta dei miei consigli. Vi avverto: le mie idee sono strambe sul serio.

POST ORIGINALE --> qui


COSE DA FARE PRIMA DELLA FINE DELL'ESTATE

I consigli di Rookie:

  • falò sulla spiaggia + s'mores
  • passeggiata in bicicletta all'alba
  • imparare la coreografia di una canzone (meglio se truzza, aggiungerei io)
  • nuotare in più di una piscina
  • preparare le proprie brioche con gelato
  • creare uno scivolo d'acqua (tutorial)
  • preparare una marmellata
  • regalarsi un giorno in totale solitudine
  • andare in una riserva naturale e comportarsi come un leone
  • danzare sotto la pioggia
  • fare la turista nella propria città e lasciare un segno del proprio passaggio
  • entrare in una zona abbandonata
  • leggere un libro in un giorno
  • andare in spiaggia
  • fare bird-watching
  • andare in giro fotografando gente dall'outfit particolare
  • colorarsi i capelli e realizzare delle maglie tie-dye
  • celebrare la luna piena
  • realizzare strane acconciature 
  • mangiare solo gelato per un giorno intero
  • scrivere e girare un intero film in un giorno
  • fare una gita nei boschi
  • passare un giorno in piscina e mangiare patatine fritte
  • raccogliere fiori
  • hula-hoop
  • ordinare cocktail vintage (qui e qui qualche suggerimento)
  • fingere di scappare di casa e dare il via a una caccia al tesoro
  • arrampicarsi su un albero (o almeno provarci)
  • stare a letto per un giorno intero
Le mie aggiunte:

  • farsi un tatuaggio temporaneo dorato o argentato, ben in vista
  • estrarre una persona a caso dalla rubrica e telefonarle, chiunque sia
  • sedersi a un tavolino di un bar con uno sconosciuto
  • uscire di casa indossando un rossetto giallo
  • comprare un Cioè
  • guardare tre classici del cinema in un solo giorno
  • comprare una rivista trash di gossip, una di economia e finanza e una di arredamento e leggerle di seguito in un parco
  • perdersi nella propria città
  • mangiare una granita dal gusto strano
  • bussare alla vicina per chiederle il prezzemolo come nei film
  • andare al mare da soli all'alba portandosi dietro un monumentale classico della letteratura e nessun cellulare (il libro deve avere più di 1000 pagine, altrimenti non vale)
  • imparare a memoria una poesia
  • musicare una poesia
  • organizzare una festa dal tema Parigi anni '20
  • truccare un'amica
  • offrire un caffè a uno sconosciuto



giovedì 22 ottobre 2015 | By: Unknown

Un'antologia di racconti storici per i bambini dell'ospedale Gaslini


Dove trovarlo:



Quest'anno ho avuto il grandissimo onore di partecipare con un mio piccolo racconto a un'iniziativa organizzata dal gruppo Facebook "Io leggo il romanzo storico", esperienza che ha portato 18 autori italiani a scrivere racconti storici a tema. Lo scopo di questo progetto? Raccogliere, attraverso la letteratura, fondi per l'ospedale pediatrico Gaslini di Genova. Tutti i racconti hanno un tema comune, come si diceva: l'estate.
Ecco a voi qualche informazione in più riguardo all'ospedale Gaslini e al gruppo che ha ideato questo progetto.


L'Ospedale Pediatrico Gaslini:

L’Istituto Giannina Gaslini nasce nel 1938 da un’idea dei coniugi Gaslini che finanziarono il progetto affinché fosse dotato delle più moderne strutture sanitarie, in memoria della loro figlioletta Giannina morta in giovanissima età. Il loro scopo era quello di assicurare all'infanzia la migliore assistenza, sempre sorretta dall'apporto fondamentale della ricerca. L'istituto è il più grande ospedale pediatrico del nord Italia.

Il gruppo facebook Io leggo il romanzo storico: 

Il gruppo nasce per sostenere e promuovere la narrativa storica. È un luogo d'incontro per i lettori e gli autori appassionati del genere che insieme si confrontano, attraverso approfondimenti, discussioni e iniziative. Le amministratrici del gruppo sono quattro autrici di romanzi storici: Michela Piazza, Patrizia Ines Roggero, Linda Bertasi e Stefania Bernardo.

Il booktrailer

(mi emoziono ogni volta che lo vedo)



I racconti dell'antologia:


  1. Che giorno è oggi? di Sveva Morelli 
  2. Corteggiamento a Newport di Estelle Hunt 
  3. Il baule di Beatrice di Linda Bertasi 
  4. Il profumo delle notti sul Nilo di Rosa Forte 
  5. Io sono morte di Donatella Perullo 
  6. L'anello d'argento di Grazia Maria Francese 
  7. L'estate più importante di Teresa Barbaro 
  8. L'inaspettata estate di un conte di Daniela Perelli 
  9. La collina d'estate di Cassandra Wox 
  10. La finestra sul mare di Bianca Cataldi 
  11. La guaritrice di Giovanna Barbieri 
  12. La spada di Iaset di Pamela Boiocchi 
  13. La veggente di Martinica di Michela Piazza 
  14. Nuovi Orizzonti di Patrizia Ines Roggero 
  15. Resistere, resistere di Marta Paparella 
  16. Ricordo d'estate di Roberto Modolo 
  17. Riviera di Francesca Prandina 
  18. Un venerdì sull'isola di Mas Afuera di Stefania Bernardo
domenica 18 ottobre 2015 | By: Unknown

Vote for Il fiume scorre in te



Cari voi tutti, sono distrutta. Il sabato è sempre una giornata massacrante, benché piena di soddisfazioni. Al mattino tengo i corsi di correzione e di editing e al pomeriggio do ripetizioni di latino e a fine giornata il mio cervello è un colabrodo e la mia voce è andata a farsi benedire. Detto questo, è l'una di notte e sto dormendo in piedi ma passo di qui perché, udite udite, questa volta ho bisogno del vostro aiuto. Oh voi che mi avete sopportata per tutti questi anni, commentando qui e lì e piazzando quelle mille visite al mese che sono sempre un'enorme gioia... oh voi che viaggiate con me e con i miei diari fotografici di bordo... ve la comprereste una batteria di pentole in acciaio inox? Naaa, sto scherzando. Non devo vendervi niente, neanche una calamita a un euro rubata alle bancarelle della stazione Termini. Vi chiedo soltanto, se ne avete voglia, di usare un minutino del vostro tempo per votare il mio romanzo d'esordio, Il fiume scorre in te, attualmente in finale al concorso Casa Sanremo Writers.

Come si vota?

Aprite questo link. Vi troverete di fronte a questa schermata.


Cliccate su "Vota questo libro" e inserite il vostro indirizzo email. Immediatamente vi verrà inviato un link di conferma alla vostra casella di posta (controllate anche la cartella spam) e vi sarà richiesto il vostro numero di cellulare per confermare per l'ennesima volta che voi siete voi e non siete tante Bianche Cataldi che si stanno votando da sole. Vi posso garantire che nessun vostro dato personale sarà utilizzato in futuro per fini commerciali ecc. Nemmeno per vendervi le pentole di cui sopra.

Insomma, roba di due minuti sul serio. Non sono molti e un voto non costa nulla, ma il vostro gesto potrebbe davvero cambiare il futuro di questo libro. L'ho scritto a diciassette anni e pubblicato a diciotto ed è il mio libro del cuore, il mio number one, il mio cocco di mamma. Vogliategli bene. Chi vota potrà contattarmi per avere un maxi spoiler su questo romanzo, del tipo "Chi muore alla fine?". Perché sì, muore qualcuno. Chi è? Eh eh eh!

E soprattutto, come diceva Totò...


mercoledì 10 giugno 2015 | By: Unknown

#bloggoscritture: scrivere e leggere in rete



Buongiorno a tutti! Oggi vorrei parlarvi di un'iniziativa molto interessante alla quale ho subito aderito con grande entusiasmo. Il suo nome? #bloggoscritture, col cancelletto davanti a mo' di hashtag. Esatto. Si tratta di un progetto ideato da Annarita Faggioni, blogger di Il piacere di scrivere. L'idea è quella di "fare rete" attraverso tutti i canali social e permettere ai bookblogger e a tutti coloro che parlano di libri sul web di interagire e conoscersi a vicenda, leggendosi e condividendosi. Per il momento, i canali sono principalmente due:

  • il gruppo Facebook "Fare Literature"
  • l'hashtag Twitter #bloggoscritture
In questo modo, il mondo dei bookbloggers (che sono numerosissimi, non so se ci avete mai fatto caso) diventa incredibilmente organizzato, pulito, facile da seguire.

Più che tediarvi oltre con i miei bla bla, vi incollo direttamente lo screen del messaggio col quale Annarita ha presentato la sua idea.


Che ne pensate? Vi sembra una buona idea per interagire e mantenere i contatti tra blogger e lettori? Lasciatemi un vostro commento e parliamone insieme. Intanto, vi rimando al link del post di Annarita in modo tale che possiate attingere direttamente alla fonte per avere ulteriori informazioni ---> QUI

Gambe in spalla e...via con #bloggoscritture!



sabato 13 settembre 2014 | By: Unknown

Quello che tutti leggono



E pensavo: vorrei scovare un blog letterario di quelli veramente letterari, che parlano di letteratura vera e non dell'ultimo libro uscito in libreria (che poi magari può essere un libro immenso ma se voglio l'ultima uscita mi basta la newsletter della casa editrice). Un blog lontano dalle CE, dai favori, dalle pagine feisbuc, dai mi piace, dalle recensioni quando già conosci l'autore e non vuoi offenderlo e non puoi essere obiettivo al cento percento. Ho smesso di scrivere recensioni e anteprime anche per questo motivo: perché il mio blog stava diventando ipocrita. Non solo: stava diventando uguale a centinaia di altri blog. Io non voglio una cosa uguale a millemila altre cose. Voglio una cosa mia. Un mio amico mi dice sempre che i parrucchieri dovrebbero avere una tinta "rosso Cataldi". Anche il mio blog dev'essere "rosso Cataldi" e non Mondadori, Newton Compton, Fabbri, self. Mi sono persino stancata di condividere link, di pubblicizzare il mio stesso libro, di pubblicare roba. Mi viene da dire solo una cosa: che-palle. Che noia che barba che barba che noia. La mia home di feisbuc è piena di contenuti identici pubblicati da facce e nomi diversi. C'è quella bella citazione di Haruki Murakami che dice qualcosa tipo "se leggi ciò che tutti leggono, penserai ciò che tutti pensano". Non mi piace così. Leggerò John Green quando finalmente sarà passata a tutti voi questa fissa allucinante per John Green e per la gente che muore nei film. Non è che sono prevenuta: è che sono annoiata. Ne ho trovato effettivamente qualcuno, di blog serio serio serio (non che tutto il resto non sia serio, ma magari lo è con un solo "serio" e non con tre, capito?). Giusto per fare qualche nome: Holden&Company, Critica Letteraria, Poetarum Silva e 404: file not found. Quant'è difficile trovare un buon pesce quando il mare è pieno di pesci, che è un po' una metafora alla Fabio Volo ma insomma, oh, capitemi. Poi mi capita di incappare in quelle orride citazioni di autori italiani "in" (oltre a Volo ce ne sono tanti altri, fidatevi) che ti sbattono in faccia roba amorosa della serie "poi mi giro ed è lei e io mi chiedo: ma davvero sei tu?" e chi altro dev'essere, tua madre? Millemila mi piace. MA PERCHE'? Perché ci facciamo del male? Perché non leggiamo roba leggibile? Perché? Ragazzi, noi ci fidiamo troppo dei blogger, di chi scrive su feisbuc, di chi twitta, di chi googla. Andate in libreria VOI. Uscite di casa armati di ombrello che non si sa mai di 'sti tempi e andateci VOI, tra i libri, a fare quella cosa mainstream che è "annusare l'odore della carta". Andate a sniffare i libri in prima persona, non fate fare tutto a chi è dietro lo schermo. Leggete le quarte di copertina, i titoli, le prime pagine, qualcosina al centro, qualcosina alla fine. SCEGLIETE. E vedrete che alla fine le home di feisbuc non saranno più di un monotematico deprimente. Siamo belli perché siamo diversi. Perché leggiamo libri diversi. Perché pensiamo cose diverse. E allora pensiamole, queste cose diverse, e scriviamole in blog diversi. Amen? Amen.
martedì 15 luglio 2014 | By: Unknown

The day after the Day



E così ieri, 14 luglio '14, è stato il grande giorno. Il momento meraviglioso in cui la commissione si alza in piedi per te. La corona d'alloro che pesa e fa sudare. I tacchi. L'aperitivo da Frulez con tutti gli amici ma non ho mangiato né bevuto niente. Addio al numero di matricola, al libretto, ai tre timbri dei tre anni accademici, a quella pazza schizofrenica che quella volta mi mise 23, agli esami che ho fatto tre volte, a quelli che ho superato al primo colpo, alla mia amata tesi. Camera mia è un inferno di regali, pacchetti e letto non rifatto. Un articolo sull'etimologia della parola "suocera" & something else pubblicato qualche ora fa tra una forchettata di spaghetti e un'intervista al fondatore di una tra le più importanti community baresi dell'era pre-Facebook. Il mio migliore amico mi ripete sempre che una volta o l'altra dovrei provare l'ebbrezza di star seduta e non far niente. Ne riparliamo tra ottant'anni.




martedì 13 agosto 2013 | By: Unknown

c'era una volta quand'ero scema



C'era una volta - quand'ero scema - una Bianca che scriveva recensioni coi guanti gialli. Li avevamo sia io che le recensioni, i guanti gialli. Questa Bianca qui si diceva "okay, questo libro è orrendo ma mi dispiacerebbe tantissimo offendere l'autore. Ecco, gli dirò ciò che penso ma lo farò con delicatezza". Va bene. Questo era tanto tempo fa. Mi addentravo in romanzi da brrrivido col mio lanternino cercando disperatamente UNA sola qualità con la quale nobilitare l'opera. Ero di una bontà da diabete ma è che, ecco, a un certo punto io, ecco, proprio non va. Come scrisse una volta Paolo Nori in un suo incipit, Io sono quello che non ce la faccio.

Sto leggendo un libro terrificante. Non vi riporto titolo e autore perché sono ancora una persona più o meno gentile (ma non per molto: mi sto incattivendo) e poi mi firmo col mio nome e non vorrei trovarmi uno scrittore pazzo sotto casa ma - santoddio - esiste ancora gente che scrive enunciati con cinque punti esclamativi? che confonde i tempi verbali e che fa affermazioni assurde del tipo "volevo dirle che aveva una bella gonna ma temevo potesse comprendere la mia sofferenza" (della serie: whatthefuck?). Cristo aiutami. Ora, sono un po' stanca. Di essere buona. Comprensiva. Non sai dove si mettono le virgole ma ti perdono. NO. Non mi interessa più di niente e di nessuno. Qualcuno vuole vendicarsi? Tranquilli, sono un'autrice anch'io: prendete pure i miei libri e massacrateli. Io, di sconti, non ne farò più.

(black mood: mode on)

domenica 6 gennaio 2013 | By: Unknown

Meno uno. poi, Prudence.

Meno uno. Ancora poche ore e Prudence sarà online. Che cos'è Prudence, vi starete chiedendo. Beh, non ve lo dico. O forse sì. Prudence è un cucciolo di magazine. E' un gruppo composto da quasi dieci persone che vogliono cambiare il mondo culturale o forse, paradossalmente, conservarlo così com'è e proteggerlo. Prudence è un'utopia. Un caleidoscopio. Lo sforzo congiunto di un gruppo di studenti seduti a un tavolino dello Stradivari, con una tazza di cioccolata in mano e una sigaretta all'angolo delle labbra. Domani, 7 gennaio, sarà il primo giorno di Prudence. Non sappiamo come andrà. Andrà, questo è certo. The best is yet to come.

Prudence su Facebook




domenica 13 novembre 2011 | By: Unknown

ah dimenticavo!


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Che poi, stanotte ho dormito malissimo. Quando sono andata a letto mi sentivo una pezza, con un cerchio alla testa in perfetto stile aureola e una mollezza di stomaco assurda e, per tutta la notte, sono stata perseguitata dagli incubi più allucinanti. Per la cronaca, ho sognato per tre volte di rischiare di essere violentata. Divertente. E poi mi facevano male le braccia nonchè la mandibola nonchè il ginocchio destro - dio solo sa perchè. bene. ah dimenticavo! la mia recensione per 8 1/2 di quel pazzoide di Fellini è al sesto posto tra le 10 migliori del sito MyMovies. Aho, so' soddisfazioni. Dimenticavo anche un'altra cosa (e questa è molto più importante): nella mia infinita bontà, ho aperto una seconda catena di lettura su anobii (non potete non conoscere anobii, chiaro?) per permettere a tutti voi di leggere gratis il mio libro. Indi per cui, cliccate qui e iscrivetevi in tanti: il frutto delle mie fatiche letterarie arriverà gratuitamente a casa vostra e voi potrete leggerlo senza spendere neanche un soldino. Poi non dite che non suono buona, toh.