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domenica 18 ottobre 2015 | By: Unknown

Vote for Il fiume scorre in te



Cari voi tutti, sono distrutta. Il sabato è sempre una giornata massacrante, benché piena di soddisfazioni. Al mattino tengo i corsi di correzione e di editing e al pomeriggio do ripetizioni di latino e a fine giornata il mio cervello è un colabrodo e la mia voce è andata a farsi benedire. Detto questo, è l'una di notte e sto dormendo in piedi ma passo di qui perché, udite udite, questa volta ho bisogno del vostro aiuto. Oh voi che mi avete sopportata per tutti questi anni, commentando qui e lì e piazzando quelle mille visite al mese che sono sempre un'enorme gioia... oh voi che viaggiate con me e con i miei diari fotografici di bordo... ve la comprereste una batteria di pentole in acciaio inox? Naaa, sto scherzando. Non devo vendervi niente, neanche una calamita a un euro rubata alle bancarelle della stazione Termini. Vi chiedo soltanto, se ne avete voglia, di usare un minutino del vostro tempo per votare il mio romanzo d'esordio, Il fiume scorre in te, attualmente in finale al concorso Casa Sanremo Writers.

Come si vota?

Aprite questo link. Vi troverete di fronte a questa schermata.


Cliccate su "Vota questo libro" e inserite il vostro indirizzo email. Immediatamente vi verrà inviato un link di conferma alla vostra casella di posta (controllate anche la cartella spam) e vi sarà richiesto il vostro numero di cellulare per confermare per l'ennesima volta che voi siete voi e non siete tante Bianche Cataldi che si stanno votando da sole. Vi posso garantire che nessun vostro dato personale sarà utilizzato in futuro per fini commerciali ecc. Nemmeno per vendervi le pentole di cui sopra.

Insomma, roba di due minuti sul serio. Non sono molti e un voto non costa nulla, ma il vostro gesto potrebbe davvero cambiare il futuro di questo libro. L'ho scritto a diciassette anni e pubblicato a diciotto ed è il mio libro del cuore, il mio number one, il mio cocco di mamma. Vogliategli bene. Chi vota potrà contattarmi per avere un maxi spoiler su questo romanzo, del tipo "Chi muore alla fine?". Perché sì, muore qualcuno. Chi è? Eh eh eh!

E soprattutto, come diceva Totò...


martedì 22 settembre 2015 | By: Unknown

Ora online il primo volume della saga Riverside


Non è vero che sforno libri come non ci fosse un domani. E' che li scrivo, li lascio a maggese, li riprendo, li riscrivo, li correggo e poi finalmente li pubblico. Può capitare di pubblicarne più di uno in un anno, ma non significa che li abbia scritti nello stesso periodo. Questa saga risale a molti anni fa, in realtà. Si tratta di una trilogia che ha come tema principale l'esistenza di uno o più universi paralleli al nostro. Ecco, immaginate la scena: state tornando a casa dal lavoro e la strada che solitamente percorrete è chiusa al traffico per lavori in corso. Ne imboccate un'altra e vi trovate improvvisamente di fronte a una vecchia scuola abbandonata e cadente. Proprio non riuscite a resistere e poi...ma sì... chi lo scoprirà mai? E così vi fiondate all'interno mentre nessuno sta guardando e respirate la polvere di gesso, l'odore dolciastro dell'abbandono, una cupa atmosfera che vi intriga e vi spaventa al tempo stesso. E improvvisamente vi rendete conto che tutti gli orologi sono fermi alla stessa ora e che le scritte sono ancora sulla lavagna e allora... sentite una voce. Qualcuno è nella scuola abbandonata insieme a voi. E allora... e allora... leggete il libro, su, non posso certo raccontarvi tutto!

Qualche nota tecnica, giusto per sapere di cosa stiamo parlando:



Titolo: RIVERSIDE (Riverside #1) 

Autore: Bianca Rita Cataldi 

Numero di pagine: 120ca 

Formato: ebook 

Prezzo: 0,99 € 

Link d’acquisto: QUI

Prossime pubblicazioni della serie: 
  • DOLLHOUSE (Riverside #2) 
  • REWIND (Riverside #3) 


 LA TRAMA:

 Riverside, Regno Unito. Le quattro e mezzo di un pomeriggio qualunque. Una scuola abbandonata e cadente alla fine di Silverbell Street. Come la venticinquenne Amabel scoprirà presto, non si tratta di un edificio qualunque: al suo interno, i banchi sono ancora al loro posto e si respira, nell’aria, polvere di gesso. Tutti gli orologi, da quello al di sopra del portone d’ingresso sino al pendolo del salone, sono fermi alle nove e diciannove di chissà quale giorno di chissà quale anno. Cosa è accaduto nella vecchia scuola? Quale evento è stato così sconvolgente da fermare il tempo all’interno di quelle mura? E soprattutto, chi è quel ragazzo in divisa scolastica che si presenta agli occhi di Amabel affermando di frequentare la scuola, benché quest’ultima non sia più in funzione da anni? Tra passato e presente, Bianca Rita Cataldi ci guida in un mondo in cui gli eventi possono modificare lo scorrere del tempo, dimostrandoci che ognuno di noi ha un proprio universo parallelo col quale, un giorno o l’altro, dovrà scendere a patti.

 L’AUTRICE: (hello guys! I'm here!)

 Bianca Rita Cataldi è nata nel 1992 a Bari dove si è laureata in Lettere Moderne e sta attualmente conseguendo la laurea specialistica in Filologia Moderna e il diploma in pianoforte. Dal 2015 è direttrice editoriale della casa editrice Les Flâneurs e redattrice del mensile NelMese. Lavora come editor, correttrice di bozze, ghostwriter e consulente editoriale. Tiene periodicamente corsi di scrittura creativa, editing e correzione bozze. Finalista al Premio Campiello Giovani 2009, ha esordito nel 2011 con il romanzo Il fiume scorre in te, edito senza contributo da Booksprint Edizioni. Il suo secondo romanzo, Waiting room, si è classificato finalista del Premio Villa Torlonia 2012 ed è stato pubblicato nel 2013 da Butterfly Edizioni, conquistando nel 2015 il primo posto del Premio Letterario Maria Messina. Da agosto 2015 è in tutte le librerie Isolde non c’è più, Les Flâneurs Edizioni. È socia ordinaria dell’EWWA (European Writing Women Association) e del Movimento Internazionale Donne e Poesia.

 LINK UTILI: 

Pagina Facebook: QUI
Twitter: @biancacataldi
lunedì 31 agosto 2015 | By: Unknown

Isolde non c'è più... ma è tornata per restare



Tutto iniziò nel lontano giugno 2011. Ero una maturanda stanca, stressata, arrabbiata col mondo, sommersa da pagine e pagine da studiare, appunti, schemi, evidenziatori dai colori improbabili. Un pomeriggio rimasi sola in casa col gatto che ronfava sul suo cuscino e tutti i libri spalancati di fronte a me. Fuori pioveva. Fu allora che accesi il computer, il mio mini Acer bianco, e aprii un nuovo documento. Senza titolo, naturalmente, ché mettere i titoli troppo presto porta sfiga. Immaginai di essere un ragazzo e di avere sedici anni, i capelli indomabili da fungo atomico e dei baffi da cartone animato. Provai a essere nel suo corpo, a sentirmi a disagio al suo interno, alto e dinoccolato, imbranato, con tantissimi desideri e una pigrizia troppo grande per poterli trasformare in realtà. Ed ecco Golvan. Poi immaginai la sua migliore amica, questa piccola donna più grande di lui di sei anni. La vidi fumare Winston Amber su un muretto con indosso il rossetto color mattone e degli enormi occhiali ereditati dalla nonna. Non bellissima, ma di un fascino non convenzionale, ecco. La chiamai Isolde che nell'antica lingua dei Celti significa "colei che guida". Scrissi. Passarono i mesi. Mi diplomai, andai a Dublino per un mese, presi la certificazione d'inglese, mi iscrissi all'università. Scrissi altre cose, altri libri. Pubblicai Waiting room. Vinsi dei concorsi. Studiai per diventare editor e correttrice di bozze. Passarono gli anni. Mi dimenticai di Isolde.


Poi venne l'inverno del 2014. Mi ero laureata, avevo iniziato la Magistrale, avevo cominciato a lavorare. Si dice che arrivi un momento per tutto, prima o poi, e così è arrivato il tempo di Isolde. L'ho ripreso, l'ho ultimato, l'ho pubblicato su Amazon in ebook. Poi l'ho ripreso, l'ho rieditato, l'ho ampliato, l'ho ripubblicato. Ed eccoci qui. Agosto 2015. Isolde non c'è più è adesso un romanzo fatto e finito, con una cover che adoro e che è esattamente come l'avevo immaginata. Il 28 agosto di quest'anno ho avuto l'onore di presentarlo durante il festival letterario Libri Nel Borgo Antico di Bisceglie (BAT) ed è stata una presentazione splendida. C'era tantissima gente, cosa che di certo non mi aspettavo, e alla fine ho anche ricevuto in omaggio una serie di prodotti tipici locali. C'erano anche i miei amici Pietro e Gabriele che adoro e che hanno poi pubblicato uno splendido articolo in merito su Prudence - Magazine di sopravvivenza culturale.
Insomma, non posso che considerarmi soddisfatta. Vi informo che sto pensando di organizzare due catene di lettura di Isolde, una su Goodreads e una su Anobii, nonché una lettura di gruppo su Facebook attraverso la mia pagina autrice. Stay tuned, ecco. Vi lascio in chiusura di post le foto di questi tre giorni a Bisceglie :)

P.S. Il libro può essere acquistato a 10 euro QUI e in tutti gli store online e nelle librerie fisiche di tutta Italia. Se non doveste trovarlo sullo scaffale (è possibile che una libreria...chessò... piemontese non si interessi a un'autrice barese, come è giusto che sia) potete tranquillamente ordinarlo e arriverà in pochi giorni poiché il distributore è nazionale. Il mio consiglio: prendetelo dal sito della casa editrice, cioè da qui. E' comodo, semplice da usare, offre molti metodi di pagamento, è sicuro e vi permette anche di accumulare punti per ricevere buoni omaggio da spendere in libri. Se siete dei lettori forti, vi conviene decisamente questa opzione :)


LA TRAMA:

Golvan è un adolescente come tanti, costantemente affamato di verità su di sé e sul mondo che lo circonda. È innamorato da sempre di Gwenn, splendida coetanea con la quale, però, non ha nulla in comune e non riesce neppure a metter su una conversazione di senso compiuto. Totalmente diverso è il rapporto che ha con Isolde, una donna più grande di lui di sei anni che conosce da quando era poco più che un bambino e che ha sempre visto come modello e guida nella vita. Isolde, occhi verdi e sorriso enigmatico, è la sua migliore amica, la sua confidente e la sua compagna di telefilm. Con lei beve cioccolata calda alla cannella e ascolta musica steso su un tappeto. Quanto è sottile la linea che divide l’amicizia dall’amore? La scomparsa improvvisa di Isolde farà emergere sensazioni, gioie ed emozioni che la vita quotidiana aveva soffocato e nascosto. Perché l’amore sa sempre come trovare la strada e venire alla luce.





L'AUTRICE (ma mi conoscete già)

Bianca Rita Cataldi è nata nel 1992 a Bari dove si è laureata in Lettere Moderne e sta attualmente conseguendo la laurea specialistica in Filologia Moderna e il diploma in pianoforte. Lavora come editor freelance, è responsabile editoriale della casa editrice Les Flâneurs e redattrice del mensile NelMese. Finalista al Premio Campiello Giovani 2009, ha esordito nel 2011 con il romanzo Il fiume scorre in te, edito senza contributo da Booksprint Edizioni. Il suo secondo romanzo, Waiting room, si è classificato finalista del Premio Villa Torlonia 2012 ed è stato pubblicato nel 2013 da Butterfly Edizioni, mentre il racconto lungo Isolde non c’è più, disponibile sulla piattaforma Amazon in formato digitale, sarà presto pubblicato in cartaceo per Les Flâneurs. È socia ordinaria dell’EWWA (European Writing Women Association) e del Movimento Internazionale Donne e Poesia.



ALCUNE RECENSIONI SU GOODREADS:


  • Silvia Devitofrancesco, scrittrice: QUI
  • Miriam Ciraolo, scrittrice: QUI
  • Ornella Calcagnile, scrittrice ed editor freelance: QUI
  • Alessio Rega, giornalista, scrittore ed editore: QUI
  • Elena Serboli, editor freelance: QUI
  • Lidia Ottelli, scrittrice: QUI




scarica l'estratto gratis QUI


BOOKTRAILER:



LE FOTO DI LIBRI NEL BORGO ANTICO:









lunedì 16 febbraio 2015 | By: Unknown

Bi on the road e altra roba logorroica

Non scrivo da secoli, ma il fatto è che sono accadute moltissime cose e poi mi viene la paranoia del "sono in ritardo" e poi non scrivo niente. Devo parlarvi del weekend a Genzano di Lucania, degli ultimi libri che ho letto, del progetto della nuova casa editrice, ecc ecc. Bene. Facciamo un sospiro al sapor di caffè-da-macchinetta-dell'ufficio e iniziamo.
Il 10 febbraio ho chiuso il semestre. Sono felicissima non tanto perché la media è buona e ho fatto fuori un bel po' di materie, ma soprattutto perché ho rispettato i miei buoni propositi. Sono leggermente dittatoriale con me stessa e tendo a prendermi a calci nel sedere da sola quando non riesco a portare a termine gli impegni, quindi...ole', stretta di mano tra me e me e andiamo avanti.
Io e Alessio siamo stati a Genzano di Lucania. Non è esattamente un centro turistico, però è un paese molto accogliente e abbiamo conosciuto persone davvero in gamba. Alessio ha presentato lì il suo romanzo (GiroDiVita, Adda 2014, ta-ta-ta, pubblicità!) e l'incontro è stato davvero bellissimo, ma partiamo dal principio. 7 febbraio, mattinata gelida, caffè e cornetto al bar di Pino (ciao Pino!), sigaretta e via. Passiamo dall'ufficio per prendere il cartone con le copie dei libri e partiamo. Direzione Genzano, navigatore sul rinco andante. Il tempo è orribile, il cielo di un colore grigio topo. Becchiamo per quattro volte Guerriero alla radio e arriviamo a Genzano un'ora e mezza dopo con un attacco di allergia a Mengoni e tanta fame. L'albergo è in culonia e un po' abbiamo la sensazione che qualcuno verrà qui nel cuore della notte per farci fuori in Shining-style, ma la camera non è male e poi, oh, chi se ne frega. I prezzi sono epici: 15€ a testa per primo (pappardelle al pesto di mandorle e speck, uau), secondo, contorno, dolce, caffè e amaro. La presentazione fila liscia come l'olio, le ragazze sono adorabili e il pubblico molto interessato. Andiamo via con la promessa di rivederci anche per i miei romanzi (Il fiume scorre in te e Waiting room, ta-ta-ta). Andiamo in un bar per prendere un tè e lì ha luogo questa allegra scenetta:
ALESSIO: Salve, avete la carta dei tè?
SIGNORA DEL BAR: .............
A: Ehm...che tipi di tè avete?
S: .................
A: Capito. Un te' al limone per favore.
Quando usciamo dal buco nero fantatemporale in cui i te' sdreusi non sono mai arrivati veniamo travolti dalla nebbia. Taaanta nebbia. Io mi perdo e non ricordo più dove abbiamo parcheggiato, Alessio fa il brillante e dice che si sa orientare (bah) e alla fine troviamo la nostra bella Fiesta che un tempo fu nera e adesso è la versione on the road di 50 sfumature di grigio. Pizza, New girl in tv (la puntata in cui Zooey e il tipo si baciano, presente?) ma io l'ho già vista e commento ogni singola scena, e comunque il reggiseno col pizzo viola di Jess è epico.
Poi...la notte. Alessio russa (ciao amore!), io faccio incubi, lui pure. Alle tre di notte inizio già a smadonnare aspettando l'alba. Altro dialogo degno di nota:
IO: Amore, russi troppo e non riesco a dormire.
LUI (mio eroe): Tranquilla, aspetto che ti addormenti e poi mi addormento io.
******60 secondi dopo*******
LUI: ronf ronf ronf ronf
IO: -.-'
Infine arriva il giorno. Alessio sotto la doccia (quella vecchiotta, con le manopole separate dell'acqua calda e di quella fredda) e io sul balcone con la mia sigaretta e mamma che non risponde al telefono. Facciamo colazione con la tv accesa su un canale che trasmette solo documentari sugli animali, quel genere di roba della quale può fregarti più o meno NIENTE. Ippopotami che si contendono un'ippopotama (?). Ripartiamo con destinazione Matera, città bellissima. Pranzo ai Sassi, in un locale davvero carino e poco costoso (foto in coda). Poi niente, armi e bagagli e si torna a casa. Ovviamente becchiamo di nuovo Guerriero. Ci mancherebbe altro.
Ecco, più o meno siamo arrivati a oggi. Fiuu, ho finito gli arretrati. Credo. Dei libri che ho letto vi parlerò in un altro post: si tratta di Donna Tartt, di Vecchioni e di poco altro. Ci aggiorneremo. E poi sono da cellulare e mi sta venendo il crampo dell'adolescente whatsappiano, ergo stop. Ah, sto studiando greco antico. So perfino l'alfabeto. Mica ciufoli.
















giovedì 15 gennaio 2015 | By: Unknown

Libri da ardere

Tutto lo schifo che si nasconde dentro le cose. Le persone. I social. Le serie tv su Canale5. Non voglio più scrivere adattandomi, prezzandomi, urlando costantemente come una pazza (vedi American Horror Story: Asylum) affinché qualcuno mi legga su facebook e decida di spendere un euro, un solo euro, per leggermi. Io non valgo un euro. Potrà anche non piacere a nessuno, ma il mio lavoro non dovrà mai più valere un euro. E sono stanca. Di esserci sempre, di spammare continuamente il mio lavoro, i figli del mio inchiostro, e tutto questo per cosa? Per controllare febbrilmente una classifica Amazon? Io non sono questo. Non posso essere ciò che non sono ("e come può un cieco guidare un altro cieco?", direbbe Michelstaedter). Arriva, grazie a Dio arriva, quel giorno agghiacciante in cui ti fermi al semaforo e pensi "dove sto andando?". Ed è lì, in quell'istante, a quel semaforo, che capisci che stai recitando una parte e non te ne sei nemmeno accorta. Tu non sei questo. Non sei facebook, non sei social, non sei amazon. Non sei romance. Nel computer hai venti pagine di un noir che diventerà un libro e che forse non vedrà mai la luce o forse sì ma chi se ne frega, di certo non sarà un misero euro su Amazon. Mai. Mai più. Le beghe tra autrici. I "non c'è mai nessuno quando io ho bisogno ma io ci sono per tutti". L'ipergentilezza. Ho conosciuto persone meravigliose su facebook, sia chiaro. Sto parlando del lato "professionale" del social, ovviamente. Io non voglio più pregare nessuno. Spammare. Implorare: leggimi. Fa' una cosa: non leggermi. Per favore. Ora come ora vorrei soltanto questo: scrivere a vuoto per ore, giorni, anni e consumarmi da sola da qualche parte nel mondo. Libri da ardere, direbbe la Nothomb. Proprio questo, nient'altro.

sabato 19 luglio 2014 | By: Unknown

Scrittori che leggono e lettori che scrivono



Oggi mi sento particolarmente soddisfatta, come spesso accade quando la giornata è stata ricca di acquisti libreschi (moltissimi ebook e un cartaceo di un mio collega barese). Dovrei decidermi a girare quel benedetto In my mailbox. Tra l'altro, ho deciso di inaugurare una nuova rubrica che abbia lo stesso scopo di In my mailbox ma che sia totalmente dedicata agli ebook. Non potrà trattarsi di una rubrica video, naturalmente, ma cercherò di inventare qualcosa di decente. Pensavo: è bellissimo avere dei colleghi. Potersi confrontare, consigliare, fidare, affidare. Facebook potrà essere moltissime cose orribili ma è anche un ottimo modo per incontrare e conoscere chi condivide le nostre stesse passioni e lotta ogni giorno per difenderle. A volte siamo così concentrati su noi stessi da non renderci conto che anche gli altri hanno scritto dei libri e che molto spesso si tratta di romanzi degni d'esser letti. Ci dimentichiamo che anche gli altri possiedono blog sui quali pubblicano la loro idea del mondo e che è bello conoscere quell'idea e magari commentarla. E così questa sera ho riempito il mio amato kindle dei libri dei miei colleghi perché non ha senso pubblicizzare il proprio romanzo fino alla nausea se poi non si ha né la voglia né il tempo né l'umiltà di leggere ciò che gli altri hanno scritto. Non esiste lo scrittore senza il lettore. E non c'è scrittore che possa dirsi tale se non è lui stesso un lettore.
venerdì 16 agosto 2013 | By: Unknown

di solito odio Facebook ma oggi no.



Nella vita di tutti i giorni, di solito, a meno che non mi alzo col piede sbagliato, odio Facebook. Lo odio nel senso che lo evito come la peste nera, non so se mi spiego. Vedo l'icona sul display del mio cellulare e il mio pollice fa lo slalom per non beccarla, ecco. Eppure oggi, dopo due settimane di assenza dovute a febbre/tonsillite/placche/robadelgenere ho deciso di fare una capatina su Facebook, così, tanto per capire se mi ha pensato qualcuno e...sì, qualcuno mi ha pensato. Questo qualcuno è Rossella Sicilia, una ragazza meravigliosa alla quale non potevo non dedicare un post nel mio blog. Oltre ad essere una delle poche lettrici realmente in grado di comprendere tutto ciò che un libro ha da comunicare, è anche una bravissima videomaker. Voglio condividere con voi due dei suoi video: il primo è il booktrailer del mio ultimo romanzo, "Waiting Room", mentre il secondo è un omaggio visivo e musicale al mio libro d'esordio, "Il fiume scorre in te". Non saprei dire quale dei due sia più emozionante. Lascio a voi la scelta, perché io li adoro entrambi e adoro questa ragazza straordinaria dal cuore grande.



mercoledì 15 maggio 2013 | By: Unknown

Waiting Room - anteprima.


Waiting Room

Bianca Rita Cataldi 

Butterfly Edizioni

QUI: prevendita con sconto del 15% e spese di spedizione gratuite

prossimamente in libreria


TRAMA:

E' il 1942. In una Puglia bruciata dal sole, Emilia e Angelo condividono la passione per il sapere, il desiderio di libertà e il tempo della loro giovinezza. Settant'anni dopo, seduta nella sala d'attesa di un dentista, Emilia rivela a se stessa la verità negata di una giovinezza che adesso, per la prima volta, ha il coraggio di riportare alla luce. Con una scrittura che è poesia del ricordo e caleidoscopio di emozioni, Bianca Rita Cataldi accompagna il lettore tra i sorrisi e le lacrime di una donna come noi, raccontando la storia di un amore mancato, di una generazione nell'età dell'incertezza, di un'attesa che attraversa tutta una vita.

L'AUTRICE: (che sarei io, nel caso in cui ve lo steste chiedendo ;D)





Bianca Rita Cataldi è nata nel 1992 a Bari, dove frequenta la facoltà di Lettere e studia pianoforte in conservatorio. Finalista al Premio Campiello Giovani 2009, ha esordito nel 2011 con il romanzo Il fiume scorre in te, pubblicato da Booksprint Edizioni. Waiting Room, finalista della II edizione del Premio Villa Torlonia, è il suo secondo romanzo.
martedì 28 agosto 2012 | By: Unknown

I trent'anni di Isolde.

"Devo confessarti che un po' mi spaventano i trent'anni."
"Ma tu ne hai solo ventiquattro."
"I trent'anni non sono un'età, Golvan. I trent'anni sono uno stato mentale, una cosa che ti capita quando smetti di stupirti e chiudi la meraviglia a doppia mandata dentro la tua mente. I trent'anni sono il lato noioso dell'innamorarsi, il volto oscuro della medaglia, la "croce" quando hai detto "testa" e la "testa" quando hai detto "croce". Si può arrivare a novant'anni senza averne mai avuti trenta, ma quando arrivi a trenta...beh, allora è finita davvero."

(da Isolde non c'è più)
venerdì 25 maggio 2012 | By: Unknown

Fantasy italiano su c-radio

Hi, ladies and gentlemen. Vi scrivo per invitarvi a seguire la puntata di lunedì 28 di "Carezze d'inchiostro", il programma radio curato dalla scrittrice, direttrice editoriale, collega ma soprattutto amica Argeta Brozi. Partiamo dal presupposto che dovreste sempre seguire questo programma per quanto è interessante e ben strutturato, e proseguiamo dicendo che proprio non potrete perdervi la puntata di lunedì perché la sottoscritta sarà ospite in diretta telefonica. Forza followers, è forse la vostra unica occasione di ascoltare in diretta la mia dolce vocina (perché mi sento un vu cumpra', in momenti come questo?). ad ogni modo, seguiteci. E state attenti, che poi vi chiedo il riassunto.

                                                                             here
domenica 1 aprile 2012 | By: Unknown

Alla fine di Waiting Room.

Non scrivo sul blog da tanto tempo, ma ho avuto i miei quasi buoni motivi. Uno di questi è la fine del mio secondo romanzo. Ed è incredibile pensare a quanto le sensazioni cambino, di romanzo in romanzo: alla fine de "Il fiume scorre in te" mi sentivo svuotata, rotta di balle e stanca. Adesso, ogni volta che leggo l'ultima pagina di "Waiting Room" mi viene una certa malinconia buona che mi prende da dentro lo stomaco e si espande in tutto il corpo. Una specie di languidezza, ecco. Mi sento bene, però. Non sono triste e scocciata come dopo la fine del mio primo romanzo, no. Sono libera di iniziare una qualunque altra storia, posso fare tutto ciò che voglio e sono profondamente soddisfatta del libro che ho appena concluso. Ho la netta sensazione di aver fatto un buon lavoro o comunque di aver fatto un lavoro sicuramente migliore del primo. In questo preciso istante, Waiting Room è in viaggio. Raggiungerà presto la sede di un concorso letterario nazionale. Per il resto...basta, incrociamo le dita. Ché fare lo scrittore emergente di professione è impegnativo e anche un po' triste, ma avremo la pazienza di affrontarlo. Nell'attesa, vado a rifarmi la tinta, ché mi si è sbiadito il rosso e sono tornata marroncacca.

"Gli tremavano le mani e fu lì, in quelle mani che tremavano, che posi tutta me stessa, il mio essere ormai perduta, il troppo tardi. Chiusa tra le sue dita, sentivo il mondo tremare con Angelo e nell'insicurezza, nel brivido, nel sudore freddo dell'uomo che amavo trovai il mio posto. E fui al sicuro."



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