lunedì 5 dicembre 2011 | By: Unknown

nothing else matters.

So close no matter how far
Couldn't be much more from the heart
Forever trusting who we are
And nothing else matters

Never opened myself this way
Life is ours, we live it our way
All these words I don't just say
And nothing else matters

Trust I seek and I find in you
Every day for us something new
Open mind for a different view
And nothing else matters

Never cared for what they do
Never cared for what they know
But I know

So close no matter how far
It couldn't be much more from the heart
Forever trusting who we are
And nothing else matters

Never cared for what they do
Never cared for what they know
But I know

I never opened myself this way
Life is ours, we live it our way
All these words I don't just say
And nothing else matters

Trust I seek and I find in you
Every day for us something new
Open mind for a different view
And nothing else matters

Never cared for what they say
Never cared for games they play
Never cared for what they do
Never cared for what they know
And I know

So close no matter how far
Couldn't be much more from the heart
Forever trusting who we are
No, nothing else matters.




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domenica 4 dicembre 2011 | By: Unknown

Spleen.

(la migliore "Spleen" di Baudelaire)

Ho più ricordi che se avessi mille anni.
Un grosso mobile a cassetti, zeppo di conti,
versi, biglietti d'amore, processi, romanze
e pesanti ciocche di capelli avvolte in quietanze,
nasconde meno segreti del mio triste cervello.
E' una piramide, un sepolcro immenso
con più morti della fossa comune.
- Sono un cimitero aborrito dalla luna,
dove, come rimorsi, lunghi vermi si trascinano
e infieriscono sui miei morti più cari.
Sono un vecchio salotto pieno di rose appassite,
dove giace un'accozzaglia di mode sorpassate,
dove pastelli lamentosi e pallidi Boucher,
soli, respirano l'odore d'un flaconcino aperto.

Nulla eguaglia in lunghezza quei giorni zoppicanti
in cui, sotto pesanti fiocchi di nevose annate,
la noia, frutto della triste indifferenza,
assume proporzioni d'immortalità.
- Mia materia viva, ormai tu sei soltanto
un granito circondato di vago spavento,
assopito nel fondo delle nebbie del Sahara!
Sei una vecchia sfinge ignorata dal mondo incurante,
dimenticata sulle mappe e con un estro selvaggio
che canta solo ai raggi del sole che tramonta.

(I fiori del male, Charles Baudelaire)


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Il Libraio - dicembre '11.

tempo fa ho fatto richiesta per ricevere gratuitamente per posta una copia de "Il libraio", rivista letteraria. ieri mi è arrivata la copia di dicembre e le ho dato una sfogliata. personalmente, non ho trovato moltissimi titoli interessanti, ma qualcuno sì. ed ecco a voi la mia wish list di dicembre:

  • Il dono incantato del brigante - Rafik Schami
Photobucket Il libro è nascosto in fondo a un armadio segreto, protetto da occhi estranei. La copertina è di pelle scura e le decorazioni sono dorate e un po' sbiadite per l'usura. Ma quando il piccolo Adel lo apre si ritrova improvvisamente avvolto da una spessa coltre di fumo bianco. Una dolce brezza profumata di caffè soffia tra i suoi capelli. La stanza è scomparsa. E al suo posto si trovano una distesa di sabbia assolata, una tenda e un vecchio arabo seduto su un tappeto. È il brigante più famoso del deserto siriano, e la sua casa è ora tra le pagine dell'antico libro. Ogni volta che qualcuno lo sfoglia può ascoltare la sua voce profonda e orgogliosa che narra di cammelli parlanti, del perché i pavoni temono i corvi e fanno la ruota una sola volta al giorno, del leone vegetariano, dell'elefante e della topolina innamorati, del castellano che divora i sogni dei servitori e dell'amicizia fra alberi e pesci. A ogni pagina una storia e un'avventura, un dono magico che solo il vecchio brigante è in grado di creare. Età di lettura: da 6 anni.

  • Non molto lontano da qui - Massimo Cacciapuoti
Photobucket Giacomo è «il figlio bravo» dei Rossi, quelli che hanno la vineria appena dietro la piazza. Obiettivo: laurearsi e far felici i genitori. A studiare lo aiuta Cristina, l'amica del cuore, fin dalle medie (ma con lei niente sesso, per carità!). La vita scorre come un fiume tranquillo, e un po' noioso, finché Giacomo non incontra Francesco, dj nei locali di tendenza. Un'altra strana alchimia: diventano inseparabili, in giro per l'Europa. Una vita di musica, avventure, mille amori. A soffrire di questa metamorfosi è soprattutto il padre di Giacomo: i rapporti si fanno tesi, e si riempiono di parole non dette. Saranno proprio la morte improvvisa del padre, e quei silenzi, a dare un'altra svolta: è il momento di mettere a frutto - per quel che si può - la laurea, e magari di rilanciare la vineria... Entra in scena l'ambiziosa Alice, che è forse la donna della sua vita. Trovare davvero l'equilibrio non è facile. Ma la felicità pare sempre così vicina, e a volte la tocchiamo...

  • Nel libro della vita e altri racconti - Stuart Nadler
Photobucket Sette storie i cui protagonisti, giunti a un punto di svolta, sembrano quasi sul punto di spezzarsi: ma gli inattesi sviluppi orchestrati da Nadler ci dimostrano come la vita, imprevedibilmente, continui.

  • Mr Jones e lo zoo della torre di Londra - Julia Stuart
Photobucket Quando la Corona annuncia che gli animali esotici verranno trasferiti dallo zoo alla Torre di Londra, al guardiano della Torre Balthazar Jones, proprietario della tartaruga più vecchia del mondo, viene conferito il prestigioso incarico di occuparsi della faccenda. Ma la Torre di Londra è già abitata, in verità, da altri "esotici" individui, fra cui il reverendo Septimus Drew, il Mastro dei Corvi, Ruby Dore, la cameriera dell'amena locanda "La ruota della tortura", per non parlare dello stesso Mr Jones e della moglie greca Hebe, impiegata all'ufficio oggetti smarriti della metropolitana. Una volta era la casa anche del loro figlioletto Milo, ma poi arrivò quel giorno terribile il cui ricordo ancora opprime entrambi. Forse le nuove incombenze e l'afflusso di pubblico riusciranno a salvare Balthazar Jones dai ricordi... ma lui riuscirà a salvare il suo matrimonio e a tenere insieme la sempre più rissosa comunità della Torre?

  • Controsole - Roberto Parodi
Photobucket Un padre che ha lasciato le certezze di un'esistenza sui binari, e anche gli affetti, per inseguire il sogno di una vita diversa. Un figlio adolescente chiuso nel suo mondo. Salgono insieme su una moto per affrontare un problema che si trova, forse, dall'altra parte del globo. Lui, il ragazzo, vuole fare qualcosa di concreto, per la prima volta; lui, il padre, vuole ricostruire il rapporto con quel figlio sfuggente. Guidano per diecimila chilometri, su una vecchia Harley che conosce le strade del mondo, attraversano un confine dopo l'altro, un paesaggio dopo l'altro, un popolo dopo l'altro - dall'Italia all'India, passando per la Turchia, l'Iran e il Pakistan. E chilometro dopo chilometro si parlano, si scontrano, si avvicinano, imparano di nuovo a volersi bene.

  • Breve storia della vita privata - Bill Bryson
Photobucket Muovendosi per le stanze di casa sua, Bill Bryson in questo libro traccia una storia approfondita degli ambienti e dei luoghi in cui l'uomo vive, e ha vissuto, dando importanza alle cose ordinarie della nostra esistenza. Il bagno racconta una storia di igiene, la cucina narra la storia di abitudini e tradizioni alimentari, la camera da letto raccoglie a sua volta la storia intima dell'uomo: il suo modo di amare e la sua sessualità, i suoi rituali per il sonno e, da ultimo, anche la morte. In queste stanze stranote, su cui nessuno si sofferma mai a riflettere, c'è la storia di molti uomini, una storia normale, fatta di azioni concrete e riti quotidiani. Un racconto divertito e divertente della storia dell'uomo, che vi farà guardare casa vostra con occhio diverso.

  • Da Parigi alla luna - Adam Gopnik
Photobucket Quando Adam Gopnik si trasferisce a Parigi come corrispondente del New Yorker, ha una conoscenza solo turistica della città. Cinque anni di vita nella capitale francese con la moglie e il figlio piccolo gliela faranno conoscere davvero e amare ancora di più. In queste pagine ritroviamo la Parigi romantica, da cartolina, delle brasserie, dei negozietti, delle giostre antiche nei parchi, la Parigi dell'alta moda (e i suoi retroscena segreti), ma anche la Parigi bloccata da uno sciopero generale dove è difficilissimo per un povero americano tradizionalista trovare un tacchino per il giorno del Ringraziamento. Con la sua penna lieve, intinta nell'ironia e nel sentimento, Gopnik racconta, come in un diario, le difficoltà personali di trovare un appartamento in affitto e le difficoltà generali di una città che fatica ad affrontare la globalizzazione (divertenti le pagine che descrivono l'occupazione di una brasserie da parte del vecchio proprietario per protestare contro l'acquisto del suo locale a opera di una grande catena di ristorazione). E ancora, che cosa si nasconde dietro la storica rivalità tra il Café de Flore e Les Deux Magots? Quali sono i segreti della cucina francese e perché è entrata in crisi?

and what's your wl like?
giovedì 1 dicembre 2011 | By: Unknown

you don't have to say you love me.

Il giardino di cemento - Recensione.

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"Appena me ne accorsi vidi, come attraverso la finestra della cucina, il non commovente quadretto formato da noi due, uno seduto e l'altra in piedi, e per un attimo non fui sicuro quale dei due ero io."

(Il giardino di cemento, Ian McEwan 1978)


Jack, Sue, Julie e Tom. Quattro fratelli. Un giardino di cemento in cui non cresce niente. Tutt'intorno, il nulla.


Il romanzo si apre con la morte del padre di famiglia, uomo scontroso col quale non si può scherzare e con la mente traboccante di strane idee: l'ultima è quella del giardino di cemento. Si fa arrivare a casa vagonate di sabbia e decide di coprire tutto il verde che circonda l'edificio (uno dei pochi sopravvissuti a una serie di demolizioni finalizzate alla costruzione di una zona industriale). Durante i lavori in giardino, il padre ha un infarto. Jack è ancora un ragazzino, resta in piedi davanti al padre che muore e non fa nulla per salvarlo, non si sforza nemmeno di chiamare aiuto. Nulla. Il padre muore. Qualche tempo dopo muore anche la madre, vittima di una malattia silenziosa alla quale il narratore non darà mai un nome. I quattro fratelli, adesso, sono completamente soli in una casa smisuratamente grande, in una vita ancora più grande e ancora più vuota. Decidono insieme di seppellire la madre in cantina in un baule pieno di cemento perchè sanno perfettamente che, una volta denunciata la morte di entrambi i genitori, gli assistenti sociali li dividerebbero, li darebbero in adozione...farebbero qualcosa, insomma. I quattro scelgono così di nascondere al mondo la morte della loro madre. Soli nella casa isolata, costruiscono una loro società, con valori propri. Un idilliaco paradiso in cui è Julie, divenuta ormai una donna splendida e autorevole, l'ape regina. Ma in realtà, sarà proprio Julie all'origine della crepa che distruggerà per sempre il cemento che li protegge dal mondo. Sarà lei a introdurre un estraneo nel loro universo privato e, dopo l'incontro con la "vera" società, quella che è al di là del loro giardino, niente sarà più lo stesso.


Questo libro è stato il mio primo McEwan. In generale, questo libro è il primo McEwan, ed è una prova magistrale intrisa di pessimismo, dolore, sfiducia nella società. Il primo autore che mi è venuto in mente, a fine lettura, è stato Harold Pinter. "Il giardino di cemento", infatti, altro non è se non una perfetta "comedy of menace": abbiamo un mondo chiuso, protetto (la casa), un numero ridotto di personaggi (i quattro fratelli) e la minaccia (Derek, il fidanzato di Julie). Derek, proprio perchè è un esponente del "mondo esterno", porta con sè i valori di una società della quale, evidentemente, Jack e gli altri non hanno mai fatto parte. L'avvento di una minaccia non può che far crollare, inevitabilmente, il paradiso dei quattro fratelli. Paradiso che, a dirla tutta, ha le tinte dell'inferno più profondo. Un altro elemento interessante è la tensione sessuale che si stende attraverso tutto il libro, tesa come un filo elettrico. Sin dalle prime pagine, a partire dai "giochi" (piuttosto discutibili, a dirla tutta) che coinvolgono Jack Sue e Julie, percepiamo un'attrazione sorda che preme sotto la pelle dei tre fratelli. Sì, tre e non quattro, perchè Tom, il più piccolo, con la sua dubbia sessualità e con la sindrome di Peter Pan che si porta dietro non riesce, suo malgrado, a diventare parte integrante della "famiglia". Non è un caso se, nel capitolo finale, la risoluzione della tensione sessuale porta con sé anche l'inevitabile "dénoument" che non sto qui a riferirvi perchè altrimenti non leggerete mai questo libro. Ultimi appunti:

1) Sue è un'idiota. No, sul serio. E' proprio scema.

2) Come minchia è che i brufoli di Jack scompaiono in un niente? Fino al capitolo precedente, 'sto poverino era un cesso col viso bubberato e adesso è uno schianto. Ehi jack, non è che mi dici il tuo segreto?

3) Julie, scusami, ma come fai a non capire che Derek vuole fregarti la casa e di te se ne frega altamente? Bah, queste ragazze d'oggi.

Detto questo, è davvero un buon libro. Non credo si possa parlare di capolavoro, no, però ci siamo quasi. In ogni caso, lettura consigliatissima.

mio voto: * * * */5