giovedì 18 giugno 2015 | By: Unknown

Segnalazione: Siara - Il sentiero d'oro di Cristina Zavettieri

Buongiorno! Oggi vi parlo di un'altra autrice che mi sta molto a cuore: Cristina Zavettieri, conosciuta dai più come l'autrice di Il figlio ribelle. Questa volta Cristina torna nei vostri kindle con un romanzo breve che porterò con me durante la mia settimana in montagna (OFF TOPIC! Dal 22 al 29 giugno sarò in quel di Falzes - Brunico, Trentino, insieme al Fidanzato e, esattamente come l'anno scorso, terrò qui sul blog un diario fotografico. L'anno scorso è stato apprezzato e allora vorrei ritentare. Per chi volesse avere un'idea, ecco QUI le puntate del 2014). Comunque, ciancio alle bande. Ecco qui tutto ciò che dovete sapere su Siara. Occhio al prezzo: è piccolissimo. Roba che neanche le patatine al formaggio. Ergo, non siate spilorci e LEGGETE.



Siara – Il sentiero d’oro 

Cristina Zavettieri 

 Editore: Self-Publishing, Amazon 
 Data di uscita: 18 giugno 2014 
 Genere: Fantasy, Romance, Distopico 
 Cover artist: Elisabetta Baldan 
 Prezzo: 1 € 
 Pagine: 50 circa 


Trama: 

Jerusalem, 3055 L’Apocalisse è venuta dall’alto, sotto la spregevole forma di bombe atomiche, capaci di distruggere quanto l’uomo, fino a quel tempo, aveva creato di buono e giusto. Siara ricordava soltanto una millesima parte dell’accaduto, adesso conosceva il freddo delle celle, il sangue nelle arene, la corruzione e l’immoralità di Melanize e lui, suo nemico senza volto. L’evasione è l’unica possibilità di salvezza, il ritorno a casa un’incertezza e la fiducia nel futuro manca. Nel deserto fino alle porte di Isra, cercherà la verità, incontrerà l’amore, l’avventura, la speranza, incosciente di quanto lei sia la salvezza di un intero popolo. Per ritrovare la sua vera natura dovrà perdere una parte di se stessa. Ma d’altronde, non desidera davvero la libertà?

Biografia autrice: 

Cristina Zavettieri è nata nell'estremo Sud della Calabria circa ventisette anni fa, è amante della scrittura e della lettura da sempre, ma anche del disegno e dell’arte. Quando ancora non sapeva scrivere, accompagnava le sue storie agli acerbi disegni dei suoi personaggi. I generi che preferisce nel mondo della letteratura sono il paranormal, il distopico e il romance storico e contemporaneo. Ha un animo sensibile e sognatore che preferisce stimolare con una buona musica di sottofondo, immergendosi magari nella natura, nei boschi e nelle foreste che – sotto sotto – crede siano incantate. Sul mondo del web è conosciuta per aver scritto diversi anni all'interno della piattaforma di EFP (sito italiano di fanfiction e storie originali). Ha esordito nel 2014 con Il Figlio Ribelle, romanzo storico auto-pubblicato e attualmente disponibile su Amazon. Il Figlio Ribelle è il suo primo romanzo, forse il più conosciuto perché di anteriore pubblicazione, presentata con cadenza settimanale a capitoli come romance sul popolare sito di fanfiction. Recentemente ha pubblicato su di wattpad - piattaforma che permette di diffondere gratuitamente le proprie opere - “Vorrei che fossi tu”, un romanzo breve, a capitoli, ambientato nei favolosi anni ’60, dove l’irriverente Ally farà impazzire il metodico poliziotto e zio, Matt DiFanti, in una California baciata da sole.

Come trovarla: 

Gruppo facebook: “Nel palazzo di Talia” 
Pagina facebook: “Di Amor Insane e altre novelle”

In esclusiva per B. among the little women, ecco qui tre estratti che l'autrice ci ha passato sottobanco eheheh. Leggeteli, ne vale la pena.

Estratto esclusivo #1 

«Bambina mia, dove sei?». Dietro le verdi foglie scorgeva il volto di una donna, adorava le mille treccine dei suoi capelli neri, i grandi orecchini d’oro che portava a entrambe le orecchie. Guardò le sue mani bianche e i capelli di un indefinito colore nero e bianco, sentendosi brutta e goffa. «Avanti, esci fuori piccolina. Nessuno ti prenderà più in giro». La sua balia era così buona e dolce, che non poteva negarle niente. Il suo tono rassicurante la convinse e a malincuore uscì dal nascondiglio tendendo la piccola mano, stringendo le dita affusolate dalla pelle color del cioccolato.

Estratto esclusivo #2 

 «Uno. Respira. Prega. Due. Respira. Prega». Ruotava, il vestito si estendeva, fluttuava. Apriva gli occhi e sentiva la voce della sua balia, con le mani congiunte e il capo chino, indicarle cosa fare. «Come ha potuto concentrare i suoi pensieri? Non ci riesco!». «Uno. Respira. Prega. Due. Respira. Prega» continuò la sua balia. «Non domandare, agisci. Pensa e agisci. Il pensiero è volontà. Il pensiero genera la realtà. Prega. Respira. Prega».

Estratto #3 

D’un tratto apparve un cavallo, un bellissimo purosangue, la sua criniera era bianca e vellutata. Siara lo capì, percepì i suoi pensieri, senza avere la possibilità di toccarlo, come succedeva per le altre creature del mondo. L’animale fece il giro della piazzola nella quale sostavano e poi le andò incontro, in modo regale si inchinò a lei, mentre il sole illuminava quel manto fatto di purezza cangiante. Siara scese da Rex senza aiuto alcuno, poggiò la mano sul muso di Isis e, non appena si sollevò, lo abbracciò. Isis, si stupiva sempre di quanto riusciva a rammentare.

...e ora, conosciamo meglio Siara...




Siara: una donna delicata divenuta schiava. Per via del suo aguzzino? Innocente, non conosceva il mondo, la vita, adesso il terrore le soffocava il petto. Aveva pochi ricordi, Siara, quanti anni aveva? Il suo cuore arido, la sua mente confusa, addolorata. Siara che parla poco, astuta, serva nella città dei peccati ha messo su una corazza. Fredda. Lei e i suoi occhi cangiati: oro, verde e rosso, i suoi capelli neri e mossi, il colore della pelle, abbronzata a causa delle troppe battaglie sotto il sole, il corpo deturpato da cicatrici. Come la sua anima. Un corpo di dea che cerca il suo tempio, mentre socchiude le labbra, piccole e rosee. Uno sguardo sormontato da ciglia nere come l’ossidiana, laddove risiedono come incubi, visioni di morte, omicidi e stupri. Regno di follia. Siara ostinata, battagliera, nominata “la pantera dagli occhi d’oro” che fa tremare anche il re. Siara, senza un destino. Siara, la fanciulla di tutti.

Come tutti i libri fighissimi che si rispettino, Siara ha anche una splendida colonna sonora che potete ascoltare direttamente dal video below. Buon ascolto e, soprattutto, buona lettura!

mercoledì 17 giugno 2015 | By: Unknown

Segnalazione: Nuova edizione di Il profumo del Sud di Linda Bertasi

Buonasera! Sicuramente vi ricorderete della mia amica e collega Linda Bertasi e del suo romanzo Il profumo del Sud (QUI la mia recensione, assolutamente positiva). Uscì negli stessi giorni del mio Waiting room e lo considero un po' il mio "fratellino" di pubblicazione. Adesso, a distanza di due anni, l'autrice ritorna con una nuova edizione del romanzo. E' tutto nuovo: cover, sinossi, editore e persino contenuti, grazie all'aggiunta di capitoli inediti e di una più approfondita ricerca storica. Insomma, voi sapete che io non sono una persona che elogia tutto e tutti senza dignità (se volete avere un'idea di una mia recensione negativa, cliccate qui o, ancora meglio, qui, così vedete anche la mia faccia arcigna). Dunque, dicevo, voi sapete che io non sono dolce di sale, ergo se elogio Linda è perché merita sul serio. Per chi non volesse concedersi il cartaceo, c'è sempre l'ebook che ha un prezzo piccolissimo adatto a tutte le tasche. Poi, fate vobis :) Ah, dimenticavo! In questa nuova edizione c'è anche la prefazione di Adele Vieri Castellano che, a mio parere, è una delle più grandi autrici di storici degli ultimi tempi. Insomma, tanta roba.


Link d'acquisto: Amazon, Kobo


Prezzo ebook: € 1,99

Genere: Romance storico

Pagine: 279

LA TRAMA:

Porto di Genova 1858 - Venuta a conoscenza del suo scomodo passato, Anita Dalmasso decide di partire per il Nuovo Mondo. La traversata dell’Atlantico segnerà profondi mutamenti nella sua vita: l’incontro con l’affascinante uomo d’affari americano Justin Henderson e quello con Margherita Castaldo, liberale e impavida proprietaria terriera. Giunta a New York seguirà la nuova amica nella sua piantagione a Montgomery e qui sarà conquistata dalle bianche distese di cotone, dai profumi e dai colori del profondo Sud americano, con i suoi contrasti e le sue ingiustizie. Il destino avrà in serbo per lei non solo il rosso della passione, ma anche i travolgenti venti di guerra che si profilano all’orizzonte e che porteranno un’intera nazione alla guerra civile, sconvolgendo ancora una volta il corso della sua esistenza.

L'AUTRICE:

Linda Bertasi nasce nel 1978. Appassionata di storia e letteratura inglese, gestisce il suo blog ‘Linda Bertasi Blog’ dove dà ampio spazio agli emergenti con segnalazioni, interviste e recensioni. Nel Gennaio 2010, pubblica il romance contemporaneo “Destino di un amore” (La Caravella Editrice), cui fa seguito nel Febbraio 2011 il paranormal-romance “Il rifugio – Un amore senza tempo” (La Caravella Editrice) che le vale, nel 2012, la Medaglia d'Argento al XXIII Premio Letterario 'Valle Senio'. Nel Maggio 2013, pubblica il romance storico “Il profumo del sud” che le vale la qualifica con merito di 'Autore commendevole' al VII Premio Letterario Europeo 'Massa città fiabesca'. Sempre nel 2013, ha curato diverse prefazioni per i romanzi di Emanuela Rocca e Laura Bellini. Dall'ottobre 2014 è membro dell'associazione EWWA in qualità di socia ordinaria e nel novembre 2014 pubblica il paranormal-fantasy “L’erede di Tahira”. Ha curato personalmente la rubrica “Il romanzo classico” sul web magazine “Io Come Autore”, collabora con le case editrici "Agenzia Letteria Jo March", "Faust Edizioni" e “Libro Aperto International Publishing”. Collabora con la collana YouFeel –Rizzoli, con il blog letterario "Destinazione Libri", con il web magazine “Pink Magazine Italia” ed è redattrice presso il sito “Velut Luna Press”. Proprietaria di una piccola realtà commerciale nella provincia di Ferrara, vive assieme al marito e alla figlia.

BOOKTRAILER:


mercoledì 10 giugno 2015 | By: Unknown

#bloggoscritture: scrivere e leggere in rete



Buongiorno a tutti! Oggi vorrei parlarvi di un'iniziativa molto interessante alla quale ho subito aderito con grande entusiasmo. Il suo nome? #bloggoscritture, col cancelletto davanti a mo' di hashtag. Esatto. Si tratta di un progetto ideato da Annarita Faggioni, blogger di Il piacere di scrivere. L'idea è quella di "fare rete" attraverso tutti i canali social e permettere ai bookblogger e a tutti coloro che parlano di libri sul web di interagire e conoscersi a vicenda, leggendosi e condividendosi. Per il momento, i canali sono principalmente due:

  • il gruppo Facebook "Fare Literature"
  • l'hashtag Twitter #bloggoscritture
In questo modo, il mondo dei bookbloggers (che sono numerosissimi, non so se ci avete mai fatto caso) diventa incredibilmente organizzato, pulito, facile da seguire.

Più che tediarvi oltre con i miei bla bla, vi incollo direttamente lo screen del messaggio col quale Annarita ha presentato la sua idea.


Che ne pensate? Vi sembra una buona idea per interagire e mantenere i contatti tra blogger e lettori? Lasciatemi un vostro commento e parliamone insieme. Intanto, vi rimando al link del post di Annarita in modo tale che possiate attingere direttamente alla fonte per avere ulteriori informazioni ---> QUI

Gambe in spalla e...via con #bloggoscritture!



lunedì 8 giugno 2015 | By: Unknown

Segnalazione: L'esatto contrario di Giulio Perrone



Giulio Perrone

L'ESATTO CONTRARIO

Rizzoli

Prezzo: € 18.50

LA TRAMA:

Quel bacio rubato ai tempi dell’università, Riccardo non se l’è mai dimenticato. Se si concentra, riesce a sentire ancora il profumo di Giulia, così dolce… Ma il suo sogno d’amore aveva avuto un brusco risveglio, perché lei era morta, uccisa nei bagni della Sapienza: un omicidio che aveva scioccato tutti e di cui era stato subito riconosciuto colpevole l’insospettabile professor Morelli. Caso archiviato. Dieci anni, un cambio di facoltà e un fidanzamento mandato all’aria dopo, l’unica certezza per Riccardo è rimasta la fede nella Roma. Non è diventato un grande giornalista, scrive recensioni di libri su “TuttoGiallo” – un infimo settimanale di nera – e di una relazione seria nemmeno l’ombra, se si esclude quella con i coinquilini Sandro, fanatico di Proust, e Rachele, mistress per passione. Fino a quando la sua vita tranquilla, senza scossoni, viene sconvolta dall’urto con il passato, che torna prepotente a pronunciare quel nome: Giulia Rusconi. La notizia è che Morelli, l’assassino uscito da poco dal carcere, è stato ritrovato morto. Tanto basta per riaccendere in Riccardo quella fiamma che non si era mai spenta. E, complice il diario di Giulia ritrovato dopo anni, per trasformare uno svogliato cronista senza ambizioni in un investigatore privato goffo ma deciso a scoprire la verità. Perché, forse, chi ha davvero le mani sporche del sangue di Giulia non ha ancora pagato il prezzo della sua colpa…

L'AUTORE:

Giulio Perrone vive a Roma, dove nel 2005 ha fondato la casa editrice che porta il suo nome. Insegna Organizzazione e gestione delle imprese culturali presso la facoltà di Lettere dell’Università La Sapienza di Roma.
domenica 31 maggio 2015 | By: Unknown

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lunedì 25 maggio 2015 | By: Unknown

Recensione di Cade la terra di Carmen Pellegrino



LA TRAMA:

Alento è un borgo abbandonato che sembra rincorrere l’oblio, e che non vede l’ora di scomparire. Il paesaggio d’intorno frana ma, soprattutto, franano le anime dei fantasmi corporali che Estella, la protagonista di questo intenso e struggente romanzo, cerca di tenere in vita con disperato accudimento, realizzando la più difficile delle utopie: far coincidere la follia con la morale. Voci, dialoghi, storie di un mondo chiuso dove la ricchezza e la miseria sono impastate con la stessa terra nera. Capricci, ferocie, crudeltà, memorie e colpe di un paese di “nati morti” che si tormenta nella sua più greve contraddizione: voler essere strappato alla terra pur essendone il frutto. Cade la terra è un romanzo che acceca con la sua limpida luce gli occhi assonnati dei morti: sembra la luce del tribunale della storia, ma è soltanto il pietoso tentativo di curare le ferite di un mondo di “vinti”, anime solitarie a cui non si riesce a dire addio perché la letteratura, per Carmen Pellegrino, coincide con la loro stessa lingua nutrita di “cibi grossolani”. Seppellirli per sempre significherebbe rimanere muti. Ma c’è orgoglio e dignità in queste voci, soprattutto femminili. Tornano in mente le migliori pagine di Mario La Cava, Corrado Alvaro e Silvio D’Arzo: prose appenniniche pietrose ed evocative, come di pianto ricacciato in gola, la presa d’atto dell’impossibilità d’ogni epica.

LA MIA OPINIONE:

Questo romanzo è una lettura insolita, sorprendente, così lontana dalle mode e dai gusti letterari del momento da sembrare del tutto fuori dal tempo e dallo spazio. In fondo, credo che questo sia proprio il senso più profondo del libro: non esiste un tempo ben definito, nettamente stratificato in "passato-presente-futuro", ma piuttosto un continuum dato dal passato che infesta il presente e che, inevitabilmente, lancia le sue ombre sull'avvenire. Carmen Pellegrino teorizza l'abbandonologia, parola che ho imparato ad amare, e lo fa attraverso personaggi che non sono in grado di comunicare tra di loro, che abitano il passato e il presente sfiorandosi come fantasmi senza mai riuscire a comprendersi, a prendersi. La voce narrante, quella di Estella (nome profondamente dickensiano), è imponente, ingombrante. E' la voce di una persona che, annaspando nella propria solitudine, ha bisogno di nutrirsi del dolore degli altri per poter trovare una via di fuga dalla propria sofferenza. Al suo fianco, sfuggente, c'è Marcello, enigmatico contraltare di Estella, il ragazzo che non riusciva ad accettare la diversità culturale e sociale degli altri ed era magro e pallido come un malato. Il romanzo si snoda tra passato e presente ricostruendo, volta per volta, dolorosi cammei della vita degli altri fino a formare il quadro completo di Alento, il paese fantasma costantemente minacciato dalla frana. Cade la terra non è semplicemente un titolo, ma anche la metafora dello sgretolarsi del tempo nel tempo, della caducità della vita del mondo, dell'inevitabile crollare delle certezze precostituite. Consiglio questo romanzo a chi ha bisogno di una lettura diversa, intensa, profonda. Questo non è il solito libro, e già questo dovrebbe spingervi immediatamente a leggerlo.

voto: ****/5
domenica 10 maggio 2015 | By: Unknown

Segnalazione: Il furto dei Munch di Barbara Bolzan


Chi mi segue da tempo sa quanto amo Barbara Bolzan e i suoi libri. In passato ho recensito Rya - La figlia di Temarin e ho letto e apprezzato molto L'età più bella, entrambi romanzi che vi consiglio. Oggi vi parlo di Il furto dei Munch, un libro molto particolare che mi incuriosisce moltissimo e che aspetto con ansia di poter leggere. Ecco qui tutte le informazioni in merito:

Barbara Bolzan

IL FURTO DEI MUNCH


SINOSSI:

Il 5 aprile 2004, un commando mette a segno una spettacolare rapina alla banca di Stavanger, in Norvegia. Il 24 agosto 2004, dal Museo Munch di Oslo vengono sottratti i dipinti L'Urlo e Madonna. Due fatti apparentemente non correlati, ma che trascineranno il lettore in una vertigine di intrighi, pericoli e misteri, portandolo nel cuore del mercato nero, dell'arte e della musica. Quando i dipinti scompaiono, infatti, lasciando dietro di sé una scia di morte, Agata Vidacovich, coinvolta nel traffico d’arte, tenterà di venire a capo dell'intricata vicenda, mettendo a dura prova le proprie certezze. Sposata con un pianista di fama internazionale che ha ormai rinunciato alla propria carriera e al quale ha sempre mentito riguardo alla propria vera vita, Agata si ritroverà costantemente sul filo del rasoio, costretta a mettere a repentaglio tutto quello che ha di più caro per venire a capo di questo mistero. Dove sono finiti i quadri? Un thriller avvincente, che si snoda tra Milano, Oslo e Trieste e che tiene il lettore col fiato sospeso fino all’ultima pagina.

UN ESTRATTO: (l'incipit)

EPILOGO 

 Oslo, 2 settembre 2006 

 Quando Max morì, già un’altra persona aveva perso la vita, ma nessuno ritenne che i due decessi fossero in qualche modo correlati. Arne Klungland era un poliziotto. Stava facendo il proprio dovere quando fu raggiunto dalla pallottola. Era il 5 aprile del 2004. Alla banca di Stavanger, una città a sud della Norvegia, il commando di David Toska stava effettuando quella che fu definita la spettacolare rapina Nokas, nel corso della quale furono sottratti dieci milioni di dollari. Max morì il 13 febbraio del 2006. Anche lui stava facendo il proprio dovere. In un appartamento della periferia milanese, sorvegliava una donna del valore di dodici milioni di euro. Qualcuno si adoperò affinché questo particolare non trapelasse, e la sua morte fu definita un incidente. Allo stato attuale dei fatti, ciò che l’Organizzazione sa o pensa non mi importa, né mi importa ciò che sa o pensa Iver Berg, l’Ispettore che aveva preso in mano le indagini. Dopotutto, quale che sia la verità, a ventiquattro mesi esatti dalla scomparsa, una donna è stata ritrovata. 
È nuda dal busto in su. 
È sfregiata e sfigurata. 
 Malgrado ciò, è bellissima. 
 Lei è bellissima. 

 Prima che tu lo dica: sì, hai letto bene. Si tratta dell’incipit. Sì, lo so perfettamente che l’epilogo si pone alla fine del libro. Sì, lo so che dovrebbe quanto meno esserci prima un prologo. Allora: perché cominciare un romanzo dall’epilogo? Il libro è la domanda. Il libro è la risposta.

L'AUTRICE:

Barbara Bolzan nasce nel 1980 in provincia di Milano. Pur non abbandonando mai il suo primo amore per la recitazione, durante l’adolescenza si avvicina al mondo della scrittura e comincia a partecipare con successo a premi letterari nazionali e internazionali. Pubblica il primo volume di narrativa nel 2004, con la prefazione del Professor Ezio Raimondi (Accademico dei Lincei e docente di Italianistica all’Università di Bologna): un excursus medico-narrativo sulle problematiche adolescenziali associate all’epilessia (AICE, Bologna, 2004). Nel 2006, in seguito alla vittoria del Premio Internazionale Interrete, pubblica Il sasso nello stagno, un romanzo sul difficile rapporto padre-figlia, nel quale la narrativa procede parallelamente agli studi linguistici e filologici (Prospettiva Editrice, Roma, 2006). Rya - La figlia di Temarin esce nel 2014 (Butterfly Edizioni, Correggio). Figlio della sua passione per la storia e per la manipolazione della realtà, questo romanzo storico-fantasy costituisce il primo volume della saga che prende il nome dalla sua protagonista (La saga di Rya). Di recente pubblicazione, L’età più bella (Butterfly Edizioni, Correggio, 2014) riprende in chiave nuova i temi già affrontati in Sulle Scale. Con Il furto dei Munch, già finalista al prestigioso premio Alabarda d’oro - Città di Trieste 2010 e presentato nel 2012 nel corso della serata conclusiva del Festival di Sanremo, all’interno della rassegna Casa Sanremo Writers, arte e musica si fondono col genere giallo. Ha tenuto corsi di scrittura creativa nei licei e, attualmente, collabora come editor e illustratrice con diverse realtà editoriali.