Domenica mattina. La luce di mezzogiorno a quadretti attraverso la zanzariera della finestra.
Lonely Day che canta da sola a ripetizione nella mia testa. Pause. Stop. Rewind. Play. Meno due all'esame di storia romana; studio studio studio questo grandioso impero che si è fatto briciole e ripenso a quella vecchia poesia di Verlaine - la ricordate anche voi? - quella che iniziava con
Sono l'Impero alla fine della decadenza...Reminescenze del mio quinto anno di liceo (sembra già così lontano). Troppi libri da leggere, tutti lì, accatastati sulla scrivania a formare montagne da scalare un giorno, forse domani, forse mai. Il saggio di Pani sulla
Repubblica romana. Dopo martedì, sarà finita. ma anche no: dopo martedì ci saranno Flaubert e Baudelaire, le Emme Bovary e le Marie Arnoux e i fumi allucinogeni simbolisti e poi e poi e poi...non voglio neanche pensarci.
Moribus antiquis res stat Romana virisque.