mercoledì 2 novembre 2011 | By: Bianca Rita Cataldi

Scrivere futuristico.

on air: Kate Havnevik - I don't know you

"Possa la voce della mente arrestarsi
e col suo cappellino d'aria millenaria
inchiodarsi il pianeta;

ammiro, nel movimento,
le cose ferme come l'opera scrosciante
del mare, onde e onde
nello stesso punto, immobili."

(Ermanno Krumm, Lascaux)

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Sveglia alle 6 perchè vivere in un paesino della provincia barese significa prendere un pullman alle 7,15 per essere in facoltà alle 9,00. arrivo a Bari che sono le otto e la feltrinelli è chiusa (niente pipì-culturale, oibò). Sigaretta numero uno in solitudine davanti alle porte chiuse della feltrinelli. mando un sms a Rossella, tipregoraggiungimiinfacoltàsonoinanticipo. aspetto rossella seduta su un gradino sotto un vaso gigantesco dell'ateneo e mi sento in un quadro di un qualche artista sfigato. leggo Kerouac, che ormai è diventato il mio metodo privilegiato per flipparmi quotidianamente. arriva rossella. arrivano le 9. tre quarti d'ora di storia romana nell'aula c, con la prof che oggi è riccia e chissà perchè sembra ancora più giovane e i banchi che sono tutti vuoti perchè oggi è 2 novembre e chi vuoi che vada all'università se non te, povera cazzona della provincia? Sigaretta numero due, nonchè sigaretta numero tre. Il casino nel pullman delle 10,30 di ritorno da storia romana, perchè letteratura italiana era assente ed io non lo sapevo perchè come sempre vivo sulla luna con astolfo. che poi, prima o poi astolfo tornerà sulla terra a combattere e io resterò lì, col mio senno in una boccetta che nessuno vorrà mai recuperare. e questo è tutto. ho il caffè e la focaccia sullo stomaco, e due bagni da lavare perchè mia madre fa la negriera di professione. ah, ho deciso di scrivere i miei post anche in inglese, per rendere questo blog sfigato un international blog. che poi, sempre sfigato rimane, ma almeno è international. ora, la questione è: come minghia lo traduco questo mio modo pressochè provinciale nonchè contorto/avanguardistico/futuristico (oh-oh rap futuristico) di scrivere? cioè, alla fine ne verrebbe fuori una versione english sgasata come la cocacola quando la metti in frigo e non la chiudi bene. ma pazienza. gli international readers si accontenteranno.

"Vorrei sentire la tua voce gridare,
tentare, sbagliare
non sopporto più di vederti morire ogni giorno
innocuo e banale."

(Linea 77 ft Tiziano Ferro, Sogni risplendono)


4 commenti:

Ossimoro ha detto...

Ciao Bianca! Così ci si becca anche qui! Giusto per dire qualcosa di profondo...anche io sono una patita dello smalto nero :-D

Bianca Rita Cataldi ha detto...

Sei stata la prima anobiiana a scovare il mio nuovo blog! un motivo in più per stimarti :D ehi ma...non ho ancora visitato il tuo! corro u.u :D

Ossimoro ha detto...

Ne ho due: uno romanzesco e uno di trucco :-D

Bianca Rita Cataldi ha detto...

Mi sa che mi sono persa il romanzesco o.o corro ai ripari :D

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