domenica 19 febbraio 2012 | By: Bianca Rita Cataldi

Il gioco della seduzione - Recensione.

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Phoebe Somerville ha lasciato Chicago e il pestifero, odiosissimo padre quando aveva solo diciott'anni. Il suddetto genitore, proprietario della celebre squadra di football di famiglia, gli Stars, l'ha tormentata per tutta la vita con frasi deliziose della serie "Sei stato il mio unico fallimento" e roba del genere, spingendo effettivamente la figlia a lasciare la città. Adesso che sono trascorsi molti anni, e Phoebe è ormai una donna fatta, affascinante e "mangia-uomini" (ma questa è solo l'apparenza), il padre rompiballe muore. Ben sapendo di essere stata diseredata tempo addietro per via del suo comportamento - che suo padre riteneva spregevole - Phoebe decide comunque di recarsi a Chicago per il funerale dell'uomo che ha tanto detestato e che ancora detesta. Tuttavia, una volta giunta a destinazione, non è soltanto il disprezzo dei cittadini e dei conoscenti di suo padre ad attenderla, ma anche un'insolita sorpresa: non è stata diseredata, in realtà, ma ha ricevuto gli Stars. Sì, la squadra. Proprio quella squadra che suo padre aveva guidato per tutta la vita. La stessa squadra il cui allenatore è l'affascinante e scontroso Dan Calebow, che sembra disposto a tutto pur di darle filo da torcere...


Un libro davvero spassoso che, nonostante la mole (457 pagine, ma non spaventatevi), si legge davvero in un soffio. Nelle prime pagine, Phoebe si presenta come una donna sciocca, vanitosa e con l'acqua nel cervello ma, dopo un po', il lettore scopre tutta la sua fragilità e inizia a provare simpatia per lei (ma non per quell'odioso cagnolino che si porta dietro xD). Dan sta antipatico da subito, lui tutto fascinoso tutto montato di testa eccetera eccetera ma, in realtà, anche lui non è ciò che sembra. Phoebe e Dan sono davvero una bella coppia, così diversi che il lettore ha quasi timore che possano esplodere, stando l'uno accanto all'altra. Alla fine, però, l'amore riuscirà ad unirli e, forse, ci saranno sorprese positive anche per la squadra di football. Insomma, un romanzo carino, leggero, perfetto per lo stress pre-esami universitari. Consigliato (soprattutto alle più romantiche!).

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