lunedì 6 febbraio 2012 | By: Bianca Rita Cataldi

Moon dance - Recensione.

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Sei brava. Sei come un supereroe. Aiuti le persone che non sanno dove trovare le risposte che cercano. Tu gli dai le risposte.

(Moon dance, J.R. Rain 2009)


Ad una prima occhiata, lanciata di sguincio e in tutta fretta, Samantha Moon sembra una donna come tante altre: americana, madre di famiglia, pallida, investigatrice privata di professione. Eppure, questa donna ha qualcosa di veramente speciale: è un vampiro. okay, adesso che avete letto questa frase scommetto che avete sospirato un "bene, questo libro mi fa già schifo a prescindere" e invece no, dai, abbiate un po' di pazienza, perchè questo romanzo NON è un'interpretazione vagamente ironica di Twilight e NON è un tentativo disperato di infarcire il vampiresco con una buona dose di suspense, NO. Questo è un BEL libro. Detto questo, procediamo. Anzi, facciamo un passo indietro. Sei anni fa, precisamente, ovvero quando Samantha è stata aggredita da un uomo del quale non è più riuscita a scoprire l'identità. Un uomo che poi l'ha abbandonata in una pozza di sangue, senza sensi. L'uomo che l'ha resa un vampiro, per l'esattezza. Da quel momento in poi, Samantha ha fatto di tutto per accettare la sua nuova identità (della quale condivide i segreti col marito, prima leggermente incuriosito e poi abbastanza seccato), continuando a lavorare, a cucinare, ad accompagnare i bambini a scuola (salvo poi tornare immediatamente a casa e crollare addormentata per tutto il giorno, pronta a risvegliarsi in piena notte come tutti i vampiri che si rispettino). La sua vita, da quel terribile evento di sei anni fa, procede così, una difficoltà dopo l'altra, fino a quando l'avvocato Kingsley Fulcrum non si rivolge a Samantha per chiederle di stanare l'aggressore che ha attentato alla sua vita tempo addietro. Ma chi è davvero Fulcrum? E chi si nasconde dietro il nickname di Zanna, "l'amico virtuale" al quale Samantha confida tutti i suoi segreti?


Sentite, a me questo libro è piaciuto. Non è di molte pretese, certo, ma è davvero divertente, scorrevole e scritto bene. Forse avrei voluto che Rain approfondisse meglio i personaggi, che ne realizzasse appieno il ruolo all'interno del romanzo, ma in fondo siamo ancora al primo capitolo di una saga e sono convinta che l'autore sarà in grado di fornirci tutte le risposte di cui abbiamo bisogno nei libri a venire. Samantha, comunque, è davvero simpatica: mi ha fatto sorridere, ed è stato un piacere accompagnarla nello svolgersi della sua vita quotidiana, tra bambini da accompagnare a scuola, un marito ai limiti della sopportazione e un lavoro a dir poco fuori dal comune. Insomma, mi aspettavo molto da questo libro e sono lieta di affermare che Rain non mi ha affatto deluso. Adesso non mi resta che aspettare fiduciosa le prossime pubblicazioni della serie. Il mio voto? Un bel quattro su cinque.

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