mercoledì 29 febbraio 2012 | By: Bianca Rita Cataldi

Il messaggero - Recensione.

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Matty è finalmente riuscito ad integrarsi al Villaggio dopo che il suo ingestibile carattere (retaggio della vita disperata vissuta nel suo paese d'origine) gli aveva dato non poco filo da torcere, immediatamente dopo il trasferimento. Ma adesso Matty, che vive con un saggio cieco il cui vero nome è Il Veggente, è amato e rispettato da tutti, soprattutto perché è l'unico abitante del Villaggio in grado di attraversare la Foresta senza pericolo alcuno: la Foresta stessa sembra amarlo e proteggerlo. Il ragazzo, proprio in virtù del suo ottimo rapporto con la natura, è stato scelto dai compaesani come messaggero: è lui, infatti, ad attraversare continuamente la Foresta per far circolare le informazioni e le missive da un paese all'altro. Tuttavia, negli ultimi tempi, qualcosa sembra essere cambiato, al Villaggio: i suoi abitanti si comportano in modo strano e sembrano aver perso tutto ciò che di più apprezzabile avevano nel loro carattere. La bontà, il rispetto, l'amore stanno diventando il ricordo di un'epoca che ormai si sta consumando tra le sedute sospette del Mercato del Baratto e l'aumentare dei pericoli che si insidiano all'interno di una Foresta sempre più oscura. Cosa sta accadendo al Villaggio? Matty e Il Veggente cercheranno di scoprirlo con l'aiuto del Capo, che altri non è se non Jonas del primo volume della trilogia.


Una piacevolissima lettura, questo terzo libro di Lois Lowry che chiude la trilogia iniziata con "The giver - il donatore", a cui fa seguito "Gathering blue - La rivincita". Mi ha fatto piacere ritrovare Jonas che, da essere il ragazzino coraggioso ma un po' impacciato di "The giver" è diventato l'affascinante Capo del Villaggio. Mi è piaciuta molto anche la descrizione del cambiamento avvenuto nel Villaggio: la Lowry sa rendere perfettamente, con la sua scrittura, le diversissime sfumature dei sentimenti umani. Cosa non mi è piaciuto, invece? Il finale, come per tutti i libri di questa trilogia. La Lowry è una scrittrice fantastica, sul serio, ma ho sempre la sensazione che si dilunghi troppo nella parte iniziale per lasciare invece pochissimo spazio al finale. Questo difetto è molto meno evidente in questo libro che in "The giver" ma, comunque, c'è e si sente. Al di là di questa piccola pecca, però, il romanzo merita davvero di essere letto: è scorrevole, piacevole e, soprattutto, ha molto da comunicare. Il mondo abitato da Matty e da coloro che lo circondano, in fondo, non sembra essere poi così lontano dal nostro, soprattutto in merito alla corruzione e all'egoismo che lo possiedono. E' bene, di tanto in tanto, fermarci a riflettere su quello che, effettivamente, stiamo diventando, tutti noi; ed è proprio per questo, che la Lowry ha scritto questa trilogia. Leggiamola, dunque. Diffondiamola. Perchè ne vale la pena.

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