martedì 17 giugno 2014 | By: Unknown

Un po' mi sembra di averti qui



Buongiorno! Come state? Riemergo oggi dopo l'esame di Letteratura Italiana III e, tra una pagina e l'altra di linguistica, passo di qui. Ieri pioveva, pioveva tantissimo, e Bari sotto la pioggia è un quadro impressionistico, dovete credermi. C'è una zona della mia città che adoro e alla quale sono legata sentimentalmente. E' la zona nella quale ha vissuto mia madre da ragazza e ho passeggiato tantissime volte con lei, da bambina, lungo quelle strade e "Vedi, questa è la mia scuola elementare" e "Questo è il Meridional Cafè, dove venivo a prendere il gelato con gli amici". Ed ecco la chiesa russa e il suo immenso giardino, l'edicola, il chiosco storico delle granite. Corso Benedetto Croce, "ma prima si chiamava corso Sicilia". E ieri, sola, decisamente in anticipo per l'appuntamento in chiesa, mi sono concessa una passeggiata proprio lì, sul corso. A un certo punto ho telefonato a mia madre e le ho detto Un po' mi sembra di averti qui, ed era vero. Ho fatto anche una capatina al nuovo bar su viale della Repubblica. E' carino, tendenzialmente shabby, ma forse un po' troppo "chic" per i miei gusti. Mi spiego: per me, un bar dev'essere accogliente, decisamente accogliente. Mi piace poter chiacchierare con chi ci lavora, scambiare battute, lasciarmi sfuggire una parola in dialetto barese. Sentirmi a casa. Ieri, invece, mi sentivo un po' come un filetto di nasello surgelato e nel locale c'ero solo io ed era tutto molto freddo e i camerieri (tutti ventenni, tutti carini) erano praticamente statuette di gesso. Preferisco il mio bar di largo Ciaia e Giorgio che canta In fondo al mar. E se vi state chiedendo se sono la nuova Anton Ego e se adesso ho intenzione di mettermi a recensire bar oltre che libri, la risposta è sì a entrambe le domande.



Bari in the rain, viale della Repubblica, ore 18


AVVISO!  Ho lasciato Leggere a Colori. Da stamattina mi stanno arrivando diversi messaggi privati che, a conti fatti, mi chiedono "perché". Incomprensioni col capo, come sempre accade, e poco altro. Ad ogni modo, poco male: adesso avrò più tempo per dedicarmi a questo blog, agli autori che hanno riposto fiducia in me inviandomi le loro opere, a tutti gli scrittori che mi hanno permesso di aiutarli nel difficile lavoro di editing e correzione. Questo blog è la mia casa, io sono la B. tra le piccole donne (e uomini, don't worry) e qui rimarrò. Lovin' u, guys.

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